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NOTIZIE
Report sul 9-11: un silenzio assordante
di Paolo Jormi Bianchi
megachip.info
Immaginate che una trasmissione di approfondimento giornalistico vada in
onda in prima serata con uno speciale in cui si rivela, attraverso
autorevoli testimonianze e documenti originali, che il referendum
costituzionale del ‘46 è stato falsificato. Non ha vinto la Repubblica.
L'Italia in realtà avrebbe dovuto rimanere una monarchia: un gruppo di
magistrati, in collaborazione con settori deviati dell'arma dei
carabinieri, hanno perpetrato i brogli elettorali più clamorosi della
storia della democrazia occidentale.
Parlano alle telecamere, oramai canuti e avvizziti, decisi a liberarsi
dell'ultimo peso prima di passare a miglior vita. Immaginate la frenesia
nelle stanze del potere, già durante i titoli di coda. Immaginate i
telefoni che squillano, i commessi e i portaborse che si affannano nei
corridoi di Palazzo Madama e Montecitorio. La Repubblica è compromessa.
Lo Stato vacilla. Il caos regna sovrano e fa da reggente ai Savoia,
intanto che fanno le valige per tornare in patria.
Ora mettete da parte l'immaginazione e prendete un testo di Storia della
Radio e della Televisione. La trasmissione che abbiamo immaginato
insieme è andata in onda veramente, il 5 febbraio 1990. Quel giorno
Giovanni Minoli ha realizzato lo scherzo del secolo, in una puntata di
“Mixer” passata alla storia. ''I telespettatori devono essere a
conoscenza del potere della Tv – disse Minoli all'epoca, a chi gli
chiedeva il perché di quello scherzo - perché mantengano sempre il
proprio spirito critico". Geniale. Un atto di guerriglia mediatica che
Megachip non esiterebbe a promuovere, se ne avesse occasione. Purtroppo
q uel Minoli non esiste più, ma questo è un altro discorso.
Il discorso da fare invece è che domenica scorsa è andata in onda, in
prima serata, una trasmissione ancora più dirompente. “Report” di Milena
Gabanelli ha mandato in onda un atto d'accusa contro l'amministrazione
Bush, ricco di testimonianze e corredato di una valida documentazione.
Morale della favola: 1- il rapporto ufficiale sugli attentati dell'11
settembre del 2001 è pieno di falsità; 2- non si può più dire con
certezza se il motivo per cui sono state dichiarate due guerre e la
ragione per cui è appena morto un soldato italiano in Afghanistan, dopo
i 19 di Nassiriya in Iraq, sia quella che ci è stata fornita 5 anni fa.
Bum. Che succederà adesso? Accidenti, l'hanno vista 7 milioni di
italiani 'sta roba... Ci saranno interrogazioni parlamentari,
dichiarazioni a tutto spiano. È uno scherzo, come quello famoso di
Minoli? No, dice che non è uno scherzo... Che farà D'Alema? Sono morti
dei nostri ragazzi, qualcosa farà...
Silenzio di tomba.
Se al posto di Report fosse andato in onda il segnale orario avremmo
avuto più articoli di giornale: ''Tutto il prime time di Raitre sprecato
con il segnale orario?'' avrebbe chiesto un consigliere Rai, chiedendo
la testa di qualcuno per lo spreco di spazi pubblicitari perpetrato.
Che democrazia è questa? Siamo tutti sotto tutela, e certe cose siamo ''incoraggiati''
a non prenderle in considerazione. Quando tutti i direttori di giornale
ignorano un evento come quello di domenica sera, all'unisono e in modo
coordinato, non è un caso, non è contingenza. Si chiama omertà. Coloro
che devono informarci sono omertosi. I direttori dei giornali sono
omertosi. Continuano a dimostrare una avvilente dipendenza dalla
politica: nessun politico chiede spiegazioni su quanto andato in onda
domenica, nessuno di loro commette l'errore di parlare di Report? Allora
non c'è notizia, il 21% di share di domenica sera non esiste, non deve
esistere. "Noi diamo al pubblico quello che il pubblico vuole".
Menzogne, bugie dette sapendo di mentire. E questo episodio lo dimostra.
Ogni responsabile di una testata giornalistica deve essere consapevole,
ogni qual volta commette una simile violazione del diritto dei cittadini
ad essere informati, di stare c ommettendo un atto eversivo. Qualcuno
potrà dire che qui si sta esagerando. Allora spieghi ai familiari delle
vittime di Nassiriya e dell'alpino Giorgio Langella, se secondo lui gli
italiani non dovrebbero essere informati del fatto che i presupposti
delle ultime due guerre in medioriente sono pesantemente compromessi. Li
guardi negli occhi e spieghi loro le ragioni di opportunità politica e
di personale carrierismo per cui non fa il suo lavoro: dare la notizia.
03/10/2006