Notizie

HOME - Scrivici

 

Le promesse di Morales diventano realtà

Cristiano Tinazzi

Il rappresentante della compagnia brasiliana Petrobras in Bolivia, José Fernando de Freitas, ha iniziato ufficialmente la discussione con il governo di Evo Morales per intraprendere nuovi progetti in società con l’YPFB (Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos), accettando le nuove regole del gioco in materia energetica. Morales (nella foto) infatti come cavallo di battaglia nelle elezioni presidenziali aveva la proposta di rinazionalizzare i servizi di base e di rinegoziare i contratti con le compagnie straniere che sfruttavano le risorse naturali del Paese.
Il Ministro degli Idrocarburi, Andrés Soliz Rada, ha riferito, prima di riunirsi con l’esecutivo della compagnia petrolifera nella prima riunione che definirà le nuove direttive delle multinazionali nel settore, si è aperta con una dichiarazione “di mutuo rispetto” con la Petrobras al fine di intraprendere nuove azioni nel settore degli idrocarburi insieme all’YPFB.
L’incontro è stato definito dalle nuove autorità boliviane come l’inizio di una “ricostruzione” delle relazioni tra la Bolivia e Petrobras che avevano avuto un crollo proprio durante i governi di Gonzalo Sánchez de Lozada (1993-1997 y 2002-2003). La Petrobras “è venuta con l’intenzione di riacquistare la sua condizione di partner in tutta la catena produttiva del settore” ha specificato il ministro. De Freitas ha parlato di un ritorno ad un dialogo costruttivo per garantire nel futuro migliori condizioni e opportunità per le due nazioni e le loro compagnie energetiche.
Nella riunione si è discusso della proposta di formare una società a pari tra la controllata brasiliana e quella boliviana, al fine di inserire l’azienda brasiliana nelle due strutture che la YPFB controlla nel Paese, una nel dipartimento di Cochabamba, l’altra in quello di Santa Cruz, aziende che furono privatizzate nel 1999. La Petrobras ha l’intenzione di partecipare con il 50 per cento delle azioni, in tutta la catena produttiva degli idrocarburi nel Paese. L’agenda degli incontri però è molto più ampia perché in ballo non c’è solo il tema degli idrocarburi, ma anche progetti come quello del gas sintetico e quello di una industrializzazione congiunta. E’ evidente che il governo boliviano voglia riprendere il possesso delle aziende strategiche del Pese, smembrate e svendute per pochi soldi ad multinazionali straniere sotto l’infausto governo di De Losada.
Soliz ha insistito nel dire che si è aperta una nuova fase nelle relazioni tra i due Paesi tesa a recuperare “lo spirito” delle partecipazioni in parti uguali realizzate dalla Petrobras nel 1993. Il Ministro con questa affermazione si è riferito alla decisione che prese Sánchez de Lozada durante il suo primo governo, ovvero di spingere la partecipazione della statunitense Enron nella costruzione del gasdotto boliviano-brasiliano al posto di prendere in società la brasiliana YPFB.
In quel caso “il 40 per cento del gasdotto passò nelle mani della Enron senza che mettesse un solo centesimo. Questo è stato un errore molto grave”, ha detto il ministro citando un’inchiesta realizzata dall’ex incaricato presidenziale Juan Carlos Virreira. Secondo Soliz, la Bolivia deve però completare la formazione di una equipe tecnica di primo livello per negoziare con la Petrobras questa nuova alleanza nel settore energetico. Il Paese esporta attualmente in Brasile circa 23 milioni di metri cubi al giorno di gas e i due Paesi hanno intenzione di realizzare un polo petrolchimico nella zona di frontiera.
Intanto un sostegno concreto dal Venezuela al Paese ‘fratello’ è arrivato sotto forma di aiuti umanitari. Il governo bolivariano ha infatti inviato circa 10 tonnellate di alimenti e medicinali alla Bolivia, come aiuti umanitari alle vittime dell’alluvione che ha colpito il Paese causando 13 morti e ingenti danni negli ultimi giorni. Il direttore della Protezione civile venezuelana, Antonio Rivero, ha precisato che gli aiuti comprendono alimenti non deperibili e acqua potabile, oltre che squadre di specialisti della sanità, dell’ingegneria civile, delle comunicazioni ed esperti in valutazione danni. Il capo della missione umanitaria ha spiegato a ‘Union Radio’ che tali aiuti sono stati richiesti dalla Bolivia e saranno garantiti da personale militare e civile, precisando poi che le piogge torrenziali hanno colpito 77 comunità nei dipartimenti di Santa Cruz, Beni e La Paz, nell’altopiano boliviano.

 

Ultimo aggiornamento: sabato 04 febbraio 2006