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Il Piano Strategico di Vaccinazione del 21° Secolo


pagina pubblicata nel novembre 1998


Dr. K. Gaublomme, The International Vaccination Newsletter, Giugno 1998


Le Nazioni Unite hanno recentemente distribuito una brochure intitolata "The CVI Strategyc Plan. Managing Opportunity and Change. A Vision of Vaccination for the 21° Century". Copie gratuite sono disponibili presso il segretariato CVI, 20 Avenue Appia, 1211, 27 - Ginevra (Svizzera) - (il documento può essere consultato nel sito internet http://www.vaccines.ch/policy/straplan.htm, N.d.T.). È una lettura molto interessante per chi vuole capire come lavora la politica vaccinale. Vediamo quindi in dettaglio i contenuti del documento in questione.

I Protagonisti
Il CVI. Il CVI, (CHILDREN’S VACCINE INITIATIVE, una sorta di Ufficio Internazionale di Vaccinazione Infantile) è stato fondato in seguito al summit mondiale sull’infanzia del 1990, New York: si tratta, in sostanza, di un insieme di organizzazioni pubbliche, non governative e settori privati, incluse le industrie produttrici di vaccini, che operano in sintonia fra loro ... La brochure del CVI indica che: - rappresenta un progetto di collaborazione scientifica e di sviluppo a livello internazionale per incrementare la protezione contro le malattie infettive e per semplificare la fornitura di vaccini a beneficio di tutti i bambini del mondo -. Non è tanto quindi una nuova struttura organizzativa, quanto piuttosto un coordinamento di poteri che mira a perseguire uno specifico obiettivo nel modo più efficiente.
Il primo piano strategico del CVI fu preparato nel 1992-’93.


Molti dei soggetti del CVI sono associati con organizzazioni sanitarie nazionali o internazionali o istituti di ricerca scientifica. Dall’esterno, sembra che tali personaggi possano rivendicare una certa integrità intellettuale e che siano scevri da ogni interesse di tipo commerciale. Ma cosa possiamo dire dei rappresentanti ufficiali delle industrie farmaceutiche direttamente coinvolte nella produzione dei vaccini, come la SmithKline Beecham, Pasteur Mèrieux Connaught e Merck? C’è forse qualche ragione che essi possano mantenere una posizione neutrale nel mettere a punto un piano strategico? Certamente no.


La Fondazione Rockefeller. La fondazione Rockefeller è una fondazione privata con la missione di "promuovere il benessere del genere umano nel mondo" mediante donazioni individuali e di istituzioni per mezzo di progetti mirati. Fu fondata nel 1913 da J.D. Rockefeller, un industriale fra i più ricchi d’America. Durante la seconda metà del secolo scorso egli era il leader americano del business petrolifero ed il proprietario delle maggiori raffinerie nel mondo. Egli accumulò una fortuna pari a circa 1 miliardo di dollari. Fu condannato dalla suprema corte americana per violazione della legge anti-trust e si ritirò dagli affari poco dopo. Quindi diresse le proprie attenzioni verso la "filantropia", spendendo la metà delle sue fortune in istituzioni che portano ancora oggi il suo nome, come la Fondazione Rockefeller e L’Istituto Rockefeller per la Ricerca Medica. Apparentemente, egli era molto interessato alla medicina: suo figlio, John D. Jr. donò l’area sulla quale fu costruito il quartier generale delle Nazioni Unite, a New York. Degli altri figli, uno fu governatore dell’Arkansas, un altro del West Virginia e l’ultimo fu direttore della Chase Manhattan Bank di New York. Appare ovvio che questa famiglia fu molto influente negli ambienti politici e finanziari. Fin dall’inizio essi ebbero eccellenti rapporti con le Nazioni Unite e ciò è fondamentale per comprendere l’intero meccanismo. I Rockefeller avevano il senso degli affari nel sangue; investivano i loro soldi là dove potevano trarne il maggiore profitto. Nei vaccini, per esempio. Nel 1991 l’attivo delle fondazioni suddette è stato stimato in ben 1.9 miliardi di dollari di dollari.

La Banca Mondiale. La Banca Mondiale è il braccio finanziario delle Nazioni Unite (UN, ONU). Essa fu istituita nel 1944 per assistere il recupero post bellico in Europa. Molto presto però, nel 1949, l’obiettivo fu spostato verso il commercio e lo sviluppo economico internazionale. La Banca Mondiale comincia a concedere enormi prestiti per lo sviluppo delle nazioni, imponendo allo stesso tempo le sue condizioni economiche e politiche. Al terzo mondo non fu lasciata molta scelta: aderire a tali condizioni a Ginevra o essere lasciati a se stessi, con l’unica prospettiva di morire di fame. Il bisogno di ottenere condizioni favorevoli per la restituzione dei prestiti ottenuti pone questi paesi in una condizione di dipendenza ancora maggiore verso la benevolenza dei consulenti finanziari e politici internazionali. Così, in cambio di "ossigeno finanziario" essi finiscono con il legarsi saldamente le mani a livello politico. Ancora una volta le decisioni vengono prese a Ginevra o a Washington.


WHO (o OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità). L’OMS fu istituita nel 1948, con il proposito di permettere il più alto livello di benessere sanitario a tutte le persone. Fa parte delle UN. È al suo interno che vengono fissati gli standards di sanità, le direzioni della ricerca scientifica e le strategie sanitarie globali. Fra queste, il programma di immunizzazione globale gode di una altissima priorità. Altre azioni come il provvedere di acqua potabile e la diffusione di una corretta igiene personale non godono di tali attenzioni.

L’UNICEF. Anch’esso fa parte delle UN, istituito nel 1946 ed è responsabile del programma generale di benessere dei bambini: esso è coinvolto attivamente nel CVI ed in particolare promuove e finanzia i programmi mondiali di vaccinazione.

UNDP, il Programma di Sviluppo delle UN. Ancora una istituzione delle UN che collabora attivamente ai programmi di sviluppo delle vaccinazioni a livello mondiale.

LE NAZIONI UNITE. Le Nazioni Unite (UN) è la testa della piovra gigante che impera in questo mondo. Al fine di esercitare il suo potere a livello globale esso dispone di molte braccia. Alcune di loro sono coinvolte nel CVI come descritto precedentemente.

Le UN sono state fondate alla fine della seconda guerra mondiale (1944), al fine di mantenere la pace e la sicurezza. In breve tempo questa organizzazione è diventata molto influente in ogni settore delle relazioni internazionali: a livello politico (Assemblea Generale), militare (Consiglio di Sicurezza), legale (Corte Internazionale), sociale ed economico (Ecosoc), medico sanitario (OMS) e finanziario (Banca Mondiale). Fin dall’inizio i leaders mondiali (USA, Gran Bretagna, Francia, URSS e Cina) hanno dettato i programmi per un nuovo ordine mondiale alle nazioni minori. E questo continuano a fare ancora oggi, addirittura ricattando l’intera organizzazione se non vengono perseguiti i propri interessi (come fecero gli USA trattenendo i propri contributi).

L'Obiettivo
L’obiettivo del CVI è descritto per esteso nel piano programmatico. Esso si può riassumere bene in questi termini: "La sfida del 21° secolo è assicurare che l’enorme impatto delle vaccinazioni sulla salute ed il benessere delle popolazioni sia mantenuto ed esteso ulteriormente". Un obiettivo evidente è il Mantenimento dell’attuale programma vaccinale, eventualmente sostituendo vecchie tipologie di vaccini come quelli per la pertosse o BCG con nuovi prodotti, magari più costosi.
Ma questo è solo il punto di partenza. Un intero lotto di vaccini, al loro stadio finale di ricerca ed approvazione, sta per essere immesso nel mercato: rota virus, pneumococco, meningococco e colera (pag. 3). E molto altro è in arrivo: gli sforzi della ricerca sono orientati allo sviluppo di vaccini contro la malaria, tubercolosi, Shigella dissenteria, E.Coli diarrea, respiratory syncitial virus (RSV), HIV ed altre infezioni. Questi vaccini saranno probabilmente candidati per essere messi in produzione nei prossimi dieci anni (pag. 3 e 4).

Gli obiettivi dichiarati del CVI sono quelli di prevenire la mortalità infantile derivante dalle infezioni mediante le vaccinazioni di massa. Il VERO obiettivo è abbastanza semplice e trasparente: l’espansione del mercato dei vaccini, ovvero forgiare il mondo intero in un docile recipiente per accogliere la moltitudine di vaccini prodotti. Il CVI intende così vaccinare ciascuno, ovunque si trovi, ad ogni età, contro ogni malattia, con ogni mezzo, ad ogni costo, per sempre.
Ciascuno, Ovunque si trovi, ad Ogni Età. L’industria dei vaccini o le industrie farmaceutiche nel loro genere sono troppo grandi per i confini nazionali. Hanno bisogno di vendere i loro prodotti in un mercato mondiale, ovvero sognano un "un mercato globale per i loro prodotti" (pag. 4). I paesi ricchi sono sollecitati, con campagne pubblicitarie ad hoc, a pagare per quelli che non possono permettersi dei programmi di vaccinazione di massa: in questo modo la gente viene indotta a concepire le vaccinazioni come una benedizione verso i paesi poveri. Una elegante interpretazione commerciale di "solidarietà".
La ricerca di nuovi mercati si riflette anche nel cercare nuovi obiettivi in termini di utilizzatori del prodotto: il CVI cerca di individuare "gruppi di consumo oltre i bambini e donne in età di gravidanza" (pag. 6; 20). Questo comporta la "promozione del concetto che le vaccinazioni sono una misura preventiva rilevante in tutte le fasi evolutive della vita - infanzia, giovinezza, adolescenza, età adulta e maturità" (pag. 20). Si vuole "identificare gruppi con scarse immunizzazione e porsi degli obiettivi su questi per rinnovare ed intensificare gli sforzi verso una maggiore penetrazione" (pag. 19). Per essere sicuri che nessuno sfugga devono essere "individuati e creati appropriate condizioni ... per il raggiungimento della immunizzazione individuale" (pag. 20). Giusto dopo la nascita, ad esempio, o prima dell’ingresso a scuola o in una professione. Queste cose, d’altronde, ci sono gia familiari.

Contro Ogni Malattia. Non solo l’attuale elenco dei cosiddetti "vaccini per la prevenzione delle malattie", come ad esempio, morbillo, epatite B, Hib, rosolia devono essere conservati ma occorre aprire a molti altri. E questo, possibilmente ad un ritmo sempre maggiore. La "accelerazione dello sviluppo e l’introduzione di vaccini sempre nuovi e migliorati" è uno degli obiettivi del CVI (pag. 5). Al fine di nascondere l’idiozia ovvia di una tale moltitudine di vaccini, la resistenza dell’opinione pubblica può essere superata da misure come la riduzione del numero di iniezioni o la sostituzione delle stesse con assunzioni orali o applicazioni in mucose, ovvero con "vaccini che semplificheranno l’immunizzazione" (pag. 5).

Ad Ogni Costo. Gli autori del piano sono abbastanza consapevoli che l’espansione della politica vaccinale costerà un sacco di soldi. "L’incremento della sofisticazione delle tecnologie di produzione e gli alti costi di sviluppo comporteranno un maggior costo dei futuri vaccini" (pag. 4). Allo stesso modo si può leggere come "appare chiaro che i nuovi vaccini di interesse globale non saranno dei prodotti economici al momento della loro introduzione nel mercato" (pag.. 10). Così, "il sistema finanziario per i vaccini dovrà essere ampliato e rafforzato al fine di aiutare l’introduzione dei nuovi prodotti, i governanti dovranno assumersi maggiori responsabilità nel finanziare i propri apparati sanitari preposti alle vaccinazioni come pure i programmi generali di immunizzazione" (pag. 15).
Così, mentre i paesi in via di sviluppo non possono permettersi gli attuali vaccini se non al prezzo di rinunciare ad altre e più fondamentali misure sanitarie, in quelli sviluppati, come negli USA, molti cittadini non sono in grado di pagarsi una semplice assicurazione sociale a fronte di miliardi spesi per essere tutti vaccinati.
Non è strano che, fra le priorità formulate dal CVI, possiamo trovare il "favorire il rispetto per la difesa della proprietà intellettuale (IPRs, brevetti, N.d.T.)" (pag. 5)? Che cosa ha a che fare questo con la difesa della vita dei bambini? Niente. Che cosa ha a che fare questo con la difesa del lucro dei monopoli scientifici? Tutto!

È ovvio che la vendita dei vaccini al singolo è meno conveniente della vendita fatta ai governi. Uno dei principali obiettivi del CVI è pertanto quello di "Incoraggiare i governi attraverso ... adeguati finanziamenti ai programmi di immunizzazione ..." (pag. 5) e di "coordinare le attività di donazione delle comunità per incoraggiare i governi nazionali a prendersi delle responsabilità sempre maggiori verso l’acquisizione di vaccini e le attività di immunizzazione in genere ..." (pag. 16). Nel capitolo successivo verrà spiegato meglio cosa si intende per "incoraggiare". La questione per ora è: che cosa si intende per "adeguati finanziamenti". La risposta, ancora una volta, è abbastanza semplice. In primo luogo i governi dovrebbero mettere i programmi vaccinali al primo posto della loro politica sanitaria e adoperarsi allo stesso modo per vaccinare ciascuno contro ogni possibile malattia. Questa strategia ha, evidentemente, tremendi vantaggi. Quando i governi inseriscono nel loro calendario vaccinale un vaccino non occorrono campagne pubblicitarie molto costose: una consulenza a portata di mano è facilmente convincente e non necessita di argomenti scientifici, tanto per l’opinione pubblica quanto per la classe medica. Secondariamente i governi dispongono di mezzi finanziari molto più vasti di chiunque. Infine, anche se non ultimo, se un governo è attivamente impegnato nella propaganda vaccinale non è portato ad evidenziare degli imbarazzanti ed occasionali effetti collaterali.
Con Ogni Mezzo. È alquanto riprovevole che al fine di ottenere un migliore livello sanitario non vengano prese in considerazione altre strategie se non quella vaccinale. Non una parola riguardo alle misure fondamentali come l’approvvigionamento di cibo ed acqua potabile, realizzazione di fognature, migliori condizioni abitative, educazione e lavoro. Tutti questi sono fattori che influenzano notoriamente la sanità pubblica, soprattutto nei paesi poveri.
Se il CVI non sembra essere molto interessato in queste direzioni di intervento è giusto meravigliarsi e chiedersi come mai!
Ora, saranno prese misure per aumentare l’accettazione da parte della pubblica opinione per una imposizione di svariati vaccini. Sono state studiate nuove vie per la somministrazione degli stessi (per via orale o mucosa). Il CVI vuole incoraggiare i governi verso adeguati finanziamenti dei programmi di immunizzazione. Come incide tutto questo nei piani sanitari? Significa che chi prende le decisioni, a livello nazionale, deve essere convinto, con ogni mezzo, a dirottare gran parte dei fondi sanitari nazionali nella direzione delle VACCINAZIONI, ovvero operare una vera e propria manipolazione del piano sanitario. La formazione di lobby è diventata una pratica comune sia a livello nazionale che internazionale: gli enormi investimenti in gioco nella costruzione di questi piani sanitari inducono i loro architetti alla corruzione dei funzionari di governo preposti.

Una delle azioni più deprecabili del CVI è la manipolazione dell’informazione riguardo al bisogno di vaccini: "creare una espansione della domanda di vaccini" (pag. 6) fa parte delle strategie commerciali di questo organismo.
Al fine di togliere ogni dubbio sui reali propositi di queste persone, osserviamo come nel documento del CVI si dichiara di sostenere "la ricerca sociale e comportamentale progettata per raggiungere una migliore comprensione dei fattori guida per incrementare l’accettazione sociale all’uso dei vaccini" (pag. 6; 19). In altre parole, il CVI vuole sondare l’attitudine del pubblico verso la proposizione "pagare per la protezione". Questi propositi dovrebbero appartenere piuttosto ad un vertice mafioso di alto livello che ad un manualetto dell’OMS. In linea con tutto ciò c’è l’intenzione di "aumentare la consapevolezza del valore delle vaccinazioni per la società e per i responsabili nazionali del settore sanitario per incrementare la domanda di vaccini in tutti i paesi" (pag. 6) e "informare il pubblico e le autorità sul valore della prevenzione e sul ruolo delle vaccinazioni come intervento sanitario conveniente nel rapporto costo-beneficio" (pag. 16). Informare? Leggere piuttosto "convincere"! Avviare il sistema propagandistico, con un poderoso suggerimento: "promuovere l’utilizzo delle risorse dei mass media, come ad esempio internet per indicare il valore dell’immunizzazione e dei vaccini" (pag. 21). E quindi, l’intero sistema deve apparire spontaneo, "assicurare la partecipazione della comunità (specialmente delle madri) nella pianificazione e nella promozione dei programmi di immunizzazione" (pag. 22). Finalmente, giusto per completare il lavoro, "sviluppare attive campagne di informazione per il pubblico sui programmi di immunizzazione, vaccini e i rischi derivanti dalle malattie infettive" (pag. 22). Per tutto ciò esiste un’unica parola: LAVAGGIO DEL CERVELLO.
"Migliorare la credibilità delle previsioni della domanda nazionale e globale ..." (pag. 16). Come dire, prima fare propaganda, poi assicurarsi che la stiano ad ascoltare le persone giuste. Quindi far entrare in gioco l’eccellenza scientifica a proporre l’unica soluzione "possibile".
Per completare l’opera si legge ancora che "l’unico ruolo del CVI è quello di essere un organismo che facilita l’interazione e la comunicazione, specialmente tra i settori pubblico e privato che operano nel progetto della vaccinazione continua" (pag. 7). Poche pagine dopo, questo magnifico matrimonio si sviluppa in "collaborazione e cooperazione tra settori pubblico e privato" (pag. 23). Fino a quando i confini fra questi spariranno completamente. In altre situazioni questi personaggi sarebbero indagati per corruzione: non quando si tratta di strategie sanitarie, perché qui il benessere della nazione è solo un paravento. I mafiosi diventano degli eroi.
Un’altra manipolazione è promuovere "l’accesso ai sistemi di approvvigionamento nazionali per i vaccini" (pag. 6; 19). Il CVI "stabilirà una chiara agenda delle azioni operative dei responsabili sanitari ..." (pag. 22). Prima regola: prevenire in tutti i modi che i responsabili del settore possano pensare con la loro testa.
Per Sempre ... e un giorno. L’idea è che la vaccinazione globale può essere istituita permanentemente. "Al passo con questa innovazione si prevede di avere un buon incremento delle vaccinazioni nel prossimo secolo ed oltre" (pag. 4).

I Mezzi
Il più importante strumento nella strategia vaccinale è quello chiamato "la vaccinazione continua". Attraverso i mezzi di cui dispone, il CVI intende controllare tutta la catena vaccinale, partendo dalla definizione dei bisogni (un magico proiettile contro le pericolose infezioni che stanno uccidendo molte persone), continuando con le iniziative per la ricerca, gli esperimenti, l’approvazione dei "centri di controllo qualità", la produzione dei vaccini, la motivazione dei poteri finanziari per sostenere tutto questo, la distribuzione, il lavaggio del cervello dei funzionari e degli addetti al sistema sanitario e la manipolazione dei mass media per convincere il pubblico del bisogno di sempre nuovi vaccini.
Questo è l’allucinante documento così come è stato pensato dalle industrie produttrici di vaccini. Un documento che non lascia spazio al caso, indipendente dalle decisioni politiche o perfino dalle democrazie come tali.
Una volta stabilito l’obiettivo al più alto livello decisionale, è previsto che:
- vengano descritti alcuni nuovi flagelli nella letteratura medica specializzata,
- quindi vengono echeggiati nella letteratura medica a larga diffusione (come ad esempio il settimanale gratuito GP, sponsorizzato dalle stesse case farmaceutiche),
- nella stampa,
- Televisioni,
- e finalmente nelle proposte degli "Esperti Nazionali" del Ministero della Sanità.
Una volta individuato il percorso è tutto più chiaro e prevedibile ed apparentemente nessuno può più fermare questo "treno".

I Retroscena
Il documento del CVI conferma l’osservazione che il Retroscena scientifico del fanatismo vaccinale è la consapevolezza che l’era del trattamento illimitato con antibiotici e il controllo delle malattie infettive sta per finire. Così occorre anticipare nuovi mercati prima che il giorno della fine degli antibiotici possa sorprendere gli operatori del settore con conseguenze catastrofiche a livello economico mondiale. Come abbiamo visto prima, il mercato potenziale dei vaccini è illimitato perché è un mercato mondiale e soprattutto con un numero illimitato di nuove malattie da scoprire e da "eliminare".

I Motivi
Una critica ingiustificata al documento del CVI sarebbe quella di affermare che manca di trasparenza ed onestà. Sebbene l’intero progetto sia pervaso da sentimenti profondi riguardo i bambini e al genere umano nel suo complesso, non rimangono celate le vere motivazioni. Viene messa in così forte risalto l’importanza dei Diritti della Proprietà Intellettuale o di brevetto (IPRs - Intellectual Property Rights), che diventa innegabile l’essere questa la chiave di lettura dell’intero sistema. I diritti di brevetto "garantiscono a chi investe in questo settore che un vaccino candidato a sfondare nel mercato mondiale assicurerà un ottimo ritorno dei fondi investiti". Senza un buon sistema di protezione e di rispetto dei diritti di brevetto è improbabile che dei nuovi vaccini diventino disponibili (pag. 13, enfatizzato). In altre parole: niente guadagno, niente vaccini. Non importa come muoiano moltitudini di bambini e non importa come gran parte della razza umana sia sofferente. Questi personaggi scompaiono come neve a primavera quando i profitti finanziari non sono più garantiti. Tutto ciò lo avevamo capito da lungo tempo, ma ora viene messo NERO SU BIANCO.

Conclusioni
Ci sono alcune contraddizioni nel pensiero degli autori del Piano Strategico in questione. Da una parte, per esempio, la vaccinazione viene promossa come la più efficace strategia di prevenzione delle malattie infettive. La vittoria sul vaiolo e la polio sono rivendicate come loro successi.
Ma allora;


- se i vaccini sono così efficaci, perché necessitiamo di così tante protezioni da nuovi flagelli?
- Perché ci sono allergie e malattie sistemiche in così forte aumento invece di scomparire?
- Perché ci sono situazioni di aggressione e depressione così comuni nelle pratiche mediche quotidiane?
- C’è una qualche esagerazione nell’affermare che più vaccini equivale a minore livello sanitario?
- Non credo. Perché non viviamo in un mondo sano?
- O è che, come detto in precedenza, è solo una questione di tempo?
- È forse un obiettivo raggiungibile in breve tempo se cooperiamo bene tutti insieme?
- Ci sono solo alcuni problemi da risolvere, e stanno lavorando duramente per farlo?

Il fatto presunto in questo modo di pensare è che c’è solo un numero limitato di malattie infettive. Una volta debellato l’ultimo virus cattivo le nostre preoccupazioni passano oltre ...
Questo pensiero, naturalmente è più che ingenuo: uno deve essere cieco o stupido per credere a qualcosa del genere. La natura è molto più inventiva di quanto si pensi e con molta probabilità non potremo mai eliminare del tutto le malattie da questo mondo. La questione è piuttosto come convivere con esse senza esserne affetti in modo eccessivo e non tanto quella di annullare la malattia in quanto tale.
Non ci sono motivi di preoccupazione nel contrarre una malattia, ma piuttosto delle sue complicazioni.
Per prevenire le complicazioni c’è solo una alternativa: la salute. La salute non è l’assenza di malattia quindi, ma è la possibilità di relazionarsi con la malattia in modo efficace. È un dato di fatto che molti virus e batteri che la medicina combatte così vigorosamente sono necessari per mantenere un giusto equilibrio biologico alla nostra superficie, ovvero alla nostra pelle e alla mucosa degli apparati respiratorio ed intestinale.
Ho sempre sostenuto che dietro la politica vaccinale ufficiale si nascondevano degli interessi privati. Mi sbagliavo. Non sono nascosti, sono alla luce del sole. I poteri coinvolti non sentono nemmeno più il bisogno di compiere le loro azioni in gran segreto. Essi si sentono così onnipotenti da poter propagandare le loro maliziose intenzioni in pubblicazioni ufficiali senza che vi sia una significativa opposizione. Le lobby della vaccinazione prendono spudoratamente come ostaggi i bambini di questo mondo per placare la loro bramosia di denaro e di potere.
Essi abusano implacabilmente della nostra compassione per i più deboli e per la loro salute al fine di promuovere i loro affari colossali, qualsiasi essi siano, qualunque sia il numero delle vittime o dei danneggiati a causa degli effetti collaterali le vaccinazioni, qualunque sia l’impegno finanziario, spesso ottenuto a scapito di investimenti sociali fondamentali come la casa ed il lavoro. Qualunque cosa.

Tutto ciò è scioccante. Non ci sono giustificazioni per questo crimine.
È scioccante osservare come la politica (sanitaria) non sia più sotto il diretto controllo democratico locale. Ogni cosa è progettata ed organizzata nei minimi dettagli al più alto livello internazionale da quelli che ne traggono profitto: le industrie farmaceutiche, il mondo finanziario, i politici (corrotti, N.d.T.). Questi individui, grazie alle loro alleanze e ai mezzi di cui dispongono, tengono il mondo scientifico e quello politico locale sotto una tale pressione che non vi è via di scampo. Allo stesso tempo i medici e l’opinione pubblica sono sottoposti ad un sistematico lavaggio del cervello, utilizzando tutti i moderni mezzi di quella che potremo definire come "l’industria delle coscienze", ovvero la stampa, la televisione, la radio, internet ...
Tutto questo non è una mera coincidenza, ma un piano ben architettato ed organizzato. Non fermatevi comunque a questa lettura: informatevi direttamente, leggete questo documento! È stampato BIANCO SU NERO ed è un documento ufficiale dell’OMS, disponibile per chiunque lo voglia consultare. Scioccante!
Questo modo di operare va oltre la preoccupazione per la salute mondiale. Le democrazie come tali appaiono più virtuali che reali quando i contenuti diventano così importanti, e la reale differenza con i regimi totalitari diventa una mera questione di dettagli piuttosto che di strategie. Quando si parla di potere e di denaro il rispetto e la dignità del genere umano e del suo ambiente cessano di esistere.

In una intervista televisiva, un politico italiano una volta disse che l’essenza dell’attività mafiosa non sta tanto nell’uso della violenza quanto piuttosto nelle infiltrazioni profonde degli interessi privati nel sistema decisionale a livello politico. Uno sviluppo da evitare a tutti i costi.
Non sottovalutiamo i poteri che sostengono le strategie globali di vaccinazione. Non credo che i movimenti anti-vaccinazione siano abbastanza forti da costituire una minaccia per loro. Tutto quello che noi abbiamo è la nostra compassione, la nostra rabbia, la nostra integrità morale e la consapevolezza di essere dalla parte della ragione, una dannata ragione.

Non ci sono modi per fermare il treno delle vaccinazioni finche ci saranno tutti questi interessi economici in gioco. L’unica alternativa che posso vedere è quella di convincere le banche mondiali che c’è una alternativa, chiamata "spostare il sostegno verso un sistema immunitario non-specifico". Molto tempo fa sono state condotte alcune ricerche in questo campo, anche con l’interessamento di alcune industrie. Vogliamo sperare che in questa strada vengano individuate delle opportunità di sviluppo, senza nessuna imposizione, come è stato fatto con le vaccinazioni da 200 anni a questa parte.

 

Harpocrates

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 08 maggio 2006