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Intervista in esclusiva per ITALIASOCIALE con il Dr.Adnan Summur,responsabile della Società “ Jihad Al Bina’A “ per il Libano meridionale



di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia di stampa "Islam Italia" da Beirut

Abbiamo avuto il piacere di intervistare , in esclusiva per il quotidiano "Rinascita" , il dr. Adnan Sammour responsabile dell'organizzazione islamica per la ricostruzione e lo sviluppo "Jihad al Bina'a'" per il Libano meridionale.
L'ing. Sammour ci ha ricevuto nei locali della sede dell'organizzazione islamica di "Jihad al Bina'a" a Derdghaya , qualche chilometro a nord di Tiro, martedi della scorsa settimana.
Abbiamo avuto modo di approfondire quali siano le relazioni esistenti tra l'organizzazione e Hizb'Allah cercando di comprendere come opera e quali sono i settori di intervento dell'organizzazione.
Ringraziamo l'ing. Sammour per il tempo e la gentilezza riservataci.

Dagoberto Husayn Bellucci


1) D - Quando nasce e come opera inizialmente la vostra organizzazione?

1) D: "L'associazione "Jihad al Bina'a" nasce nel 1985 nel quartiere di Bir el Abad a Beirut sud. Un attentato terroristico preparato dai servizi statunitensi fece crollare completamente un palazzo uccidendo 85 innocenti. Noi decidemmo di ricostruirlo e ci demmo da fare per procurare un tetto ai sopravvissuti. Nel 1988 , dopo la seconda fase del ripiegamento israeliano dal sud che porto' alla creazione della cosiddetta fascia di sicurezza, incominciammo a ricostruire i villaggi che mano a mano venivano liberati dalla Resistenza. Vorrei ricordare inoltre come , oltre alle opere di ricostruzione o edificazione di immobili , fin dall'inizio della nostra attivita' abbiamo lavorato nel settore dell'agricoltura per sostenere gli sforzi dei contadini e sviluppare quello che riteniamo essere il settore principale dell'economia del Libano meridionale. Nostri obiettivi sono la ricostruzione delle aree agricole , il loro sviluppo, la disinfestazione di quelle a rischio. Un attivita' che ha dato molto lavoro ai nostri responsabili soprattutto dopo la liberazione della primavera 2000"

2) D - Qual'e' il rapporto esistente tra "Jihad al Bina'a'" e Hizb'Allah?

2) R: "Jihad al Bina'a' e' una associazione non governativa legata a Hizb'Allah nel senso che i principali quadri dirigenti appartengono o provengono tutti dal partito di Dio."

3) D - In quali regioni, oltre a quelle a maggioranza sciita come nel sud e nella Beka'a , e' presente la vostra organizzazione?

3) R: " Operiamo in tutte le principali regioni del Libano non solo nella Beka'a , nel sud o nella periferia della capitale. Siamo presenti con nostre sedi anche al nord, lungo tutta la fascia costiera, nella zona del Monte Libano e nello Chouf a maggioranza drusa. Lungo la cosiddetta "linea blu" che segna la frontiera tra Libano e Palestina occupata siamo presenti in tutti i centri, grandi e piccoli, sciiti e sunniti e anche nei villaggi cristiani come Rmeish, Ain Ebel, Safad Battikh, Rashaya Fakkhar, Deir Mimas ecc. ecc.".


4) D. - Durante gli anni quali sono stati i momenti piu' difficili per la vostra associazione e come sono stati superati?

4) R: "Durante le aggressioni israeliane siamo stati chiamati a un lavoro supplementare difficile e spesso pericoloso. Nel 1993 durante l'operazione "resa dei conti" i sionisti distrussero un qualcosa come oltre cinquemila tra abitazioni e negozi. In quattro mesi, senza alcun intervento statale, "Jihad al Bina'a'" ricostrui' quasi tutte le case e rimise in piedi gli edifici che ospitavano attivita' commerciali permettendo la ripresa dell'economia di diversi centri abitati. Nell'aprile 1996 durante l'altra aggressione sionista nota come "Grapes of Rage" (Grappoli d'odio) ci ripetemmo con una campagna di ricostruzione in tutti i principali centri del Libano meridionale."



6) D - Che cosa puo' dirci a proposito dell'ultima aggressione dello scorso luglio? "Jihad al Bina'a'" ha un idea precisa dei danni provocati dai sionisti durante quest'offensiva senza precedenti che pare abbia causato la distruzione di quasi ventimila immobili?

6) R: "Immediatamente dopo la conclusione del conflitto abbiamo cominciato i primi sopralluoghi e i rilievi necessari per renderci esattamente conto dell'entita' dei danni. Identici sopralluoghi sono stati compiuti dai nostri specialisti nel settore dell'agricoltura tra i campi e le coltivazioni di diversi villaggi meridionali.  Per il momento stiamo ancora operando in una situazione di chiara emergenza, aiutati soprattutto dai combattenti della Resistenza che ci segnalano i casi dove intervenire. I problemi principali per il settore agricolo rimangono quelli legati alla presenza di mine e di ordigni inesplosi. Come voi sapete sembra che "Israele" abbia disseminato di oltre venticinquemila ordigni i territori meridionali. Una simile operazione mette in serio pericolo il futuro dell'agricoltura e ritarda lo sfruttamento dei campi gia' devastati dall'aggressione."

7) D -  Come opera normalmente "Jihad al Bina'a'" sul territorio, come intervenite?

7) R: "Noi siamo piuttosto radicati sul territorio e nella societa'. La nostra organizzazione e' apprezzata e viene sostenuta dalla popolazione che ci riconosce il merito di essere stati i primi ad attivarsi soprattutto nelle regioni meridionali. Il governo, al contrario, continua ad essere assente: stanzia centinaia di milioni di dollari senza poi ricostruire alcunche'. Noi, con una spesa molto inferiore, interveniamo laddove veramente necessario e in maniera piu' efficace e celere."

8) D - Come si finanzia la vostra organizzazione? Ufficialmente voi siete una sorta di organizzazione non governativa quindi dovreste essere anche indipendenti sul piano dei finanziamenti. Chi sostiene "Jihad al Bina'a'"?

8) R: "Riceviamo parecchi aiuti dall'estero grazie ad una fitta rete di aiuti privati che ci pervengono da tutto il mondo. A "Jihad al Bina'a'" lavorano un centinaio di persone in maggior parte volontarie. A queste si assommanno le nostre "truppe" del lavoro: abbiamo una fortissima capacita' di reclutamento per far fronte alle situazioni di emergenza come quella vissuta dopo l'aggressione dello scorso luglio. Non abbiamo un budget fisso se e' questo che vi interessa sapere. Noi raccogliamo le donazioni private che ci giungano dall'estero e successivamente queste offerte vengono redistribuite. Nell'opera di ricostruzione dopo l'ultima aggressione del luglio scorso sono presenti anche alcuni paesi donatori come il Qatar (presente in 4 villaggi del sud), gli Emirati Arabi Uniti (che si occupano delle scuole da ricostruire) e l'Arabia Saudita (presente in 24 villaggi nella Beka'a' orientale). Questi aiuti sono preziosi per il Libano."

9) D -  Quali sono i principali problemi che avete dovuto affrontare con questa aggressione. Esattamente potrebbe ing. Sammour spiegare ai nostri lettori come funziona l'intervento dei vostri volontari, tecnici, ingegneri e operai?

9) R: "Attualmente il 50% della distruzione di immobili riguarda il sud del paese. Noi interveniamo con tre diversi tipi di programmi: chi ha perduto la casa riceva da noi i soldi per pagarsi l'affitto per un anno altrove (ci sono oltre 5mila casi del genere in tutto il meridione risolti, con somme distribuite da "Jihad al Bina'a'" che vanno dai 3mila ai 12mila dollari); la ricostruzione delle case danneggiate (siamo attualmente al 75% del completamente dei casi con cifre che toccano le 50mila unita' abitative); la ricostruzione degli immobili per permettere alle persone di fare ritorno alle proprie case (abbiamo contato 8mila unita' in questa situazione ma siamo ancora in una fase di sopralluogo). Per cio' che riguarda l'intervento vero e proprio noi prima effettuiamo un sopralluogo con le nostre squadre di operai e tecnici. Normalmente dalla fine dell'aggressione sono coinvolti in questo genere di interventi dai 700 ai 750 ingegneri distribuiti tra circa 145 villaggio in tutto il Libano meridionale. La fase successiva riguarda un sopralluogo piu' dettagliato nel quale sono realizzate le stime effettive dei danni casa per casa. Quindi una commissione ad hoc verifica le cifre e sulla base dei dossier presentati dai nostri tecnici stila una serie di risultati dei danni. I risultati di questa commissione saranno poi affissi pubblicamente nei comuni interessati e successivamente l'ufficio cassa dell'organizzazione si occupera' di versare la somma direttamente al privato che ha subito questi danni. In passato pagavamo delle imprese edili per ricostruire. Oggi preferiamo dare direttamente i soldi ai cittadini e questi ultimi poi interesseranno delle imprese private."

10) D - Qual'e' il vostro giudizio sull'azione dello Stato? Come mai un organizzazione privata e non governativa si sostituisce alle Istituzioni ed interviene per risolvere i problemi dei cittadini?

10) R: "Noi non ci sentiamo assolutamente di sostituirci allo Stato ma , visto che questo latita soprattutto nelle regioni a maggioranza sciita, e' nostro dovere intervenire in soccorso alle popolazioni che altrimenti sarebbero lasciate sole ad affrontare problemi piu' grandi di loro. E' un nostro dovere, umanitario e sociale, quello di intervenire a favore dei sinistrati. E' un attivita' che fa parte della nostra resistenza contro il nemico sionista. Noi siamo profondamente delusi - e lo diciamo senza alcun problema - dall'esecutivo in carica, dall'azione del premier Fouad Siniora, lo stesso che ha stretto le mani della Rice durante la visita di quest'ultima a Beirut".

 

10/10/2006


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