NOTIZIE 2006

 

Libano Meridionale

 

Soldati italiani Unifil..”Pizzicati a rubare in un negozio a Hariss”

Dal nostro inviato Dagoberto Husayn Bellucci -


Che il Libano con tutti i suoi problemi non abbia bisogno pure dell'italianita' di questo ne siamo certi. Bastino e avanzino i giri di valzer del teatrino politico libanese a tener deste le inquietudini del paese dei cedri.
Mentre falliva la "tavola rotonda" del dialogo nazionale e , annuncio dell'ultim'ora, i cinque ministri sciiti (Hizb'Allah e 'Amal) rassegnavano le loro dimissioni sbattendo la porta ed uscendo compatti dall'esecutivo Siniora ci si mettono pure i soldati italioti del contingente Unifil.
Notizia di cronaca piu' che da pagina politica ma che, in un paese dove e' molto facile perdere la pazienza, potrebbe avere delle ripercussioni poco simpatiche per tutto il contingente italiano.
Alcuni dei "nostri" militari sarebbero infatti stati pizzicati mentre rubavano in un negozio del villaggio di Hariss nel distretto di Bint 'Chbeil nel profondo sud sciita.
Secondo le dichiarazioni riportate dal negoziante, Moussa Souweidan, i militari italiani avrebbero utilizzato una vera e proprio "tattica" per distogliere la sua attenzione e derubarne la merce: mentre tre di loro lo intrattenevano all'interno del locale un altro era intento a "saccheggiare" il materiale all'esterno (si trattava di un negozio di articoli da militari).
Ma il "blitz" non e' passato inosservato e qualcuno - pare il figlio dello stesso Souweidan - ha avvertito il locale comando delle forze di sicurezza libanesi che sono giunte sul posto assieme ad un paio di jeep della polizia militare italiana (i carabinieri).
Le successive dichiarazioni dei comandi Unifil da Nakoura hanno cercato di gettar acqua sul fuoco e minimizzare quello che e' stato definito un "atto isolato" e "da condannare" ma , dopo la trionfale accoglienza di due mesi or sono, se i soldati italiani pensano che sia questa la migliore strada per "ingraziarsi" la popolazione civile del Libano meridionale evidentemente non hanno capito un bell'accidente di dove si trovano e , in particolare, dei rischi ai quali potrebbero andare facilmente incontro.
Della serie: "siamo italioti" e ci facciamo riconoscere...anche qui in Libano!

 

12/11/2006


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