IL TRATTAMENTO
DEI PRIGIONIERI TALEBANI
X-RAYS FIELD, CIAK SI GIRA
Sono d’accordo anch’io con le reazioni di sdegno suscitate
dal trattamento riservato dagli americani ai loro
prigionieri di Al Qaida. Non si fa così.
Prima hanno bombardato con gli aerei alcune centinaia di
prigionieri che, rinchiusi nel carcere di Mazar-i-Sharif,
erano riusciti non si sa come a mettere le mani su armi da
prima linea complete di munizioni, e si erano ribellati:
esito, forse sino a 600 di loro morti, uccisi da quelle
macchine
per fare macerie che sono le cannoniere volanti americane, i
C-130 da trasporto equipaggiati con artiglieria a tiro
rapido. Poi hanno cominciato a collocare questi prigionieri
nel campo di concentramento che hanno creato apposta nella
loro base di Guantanamo, l’enclave di Cuba, spedendoli per
il lungo viaggio a gruppi di dozzine, incatenati in fila per
i piedi e imbottiti di psicofarmaci ma non - si teme - di
antidiarroici; nel campo staranno in gabbie metalliche nude,
liberi di scaricare attraverso il pavimento ma esposti alle
più piogge ed evaporazioni quotidiane dei tropici e - il
campo si chiama appunto “X-Rays”, “Raggi X” - alla luce
continua, del sole di giorno, un sole così caldo da fare il
tè e qualche volta da cuocere le uova nel tegamino, e dei
riflettori puntati di notte. Qui, gli americani hanno anche
candidamente anticipato, gli inquilini delle gabbie saranno
interrogati tutti i giorni: dovranno diventare canarini
canterini.
I prigionieri di Al Qaida sono dunque torturati dagli
americani, che magari li hanno anche provocati a
Mazar-i-Sharif per avere la scusa di ammazzarne subito un
po’ in santa pace, e la stampa stigmatizza: E’ contro la
Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di
guerra! Massimo Fini in particolare ha steso un bel pezzo al
riguardo, che ho letto sul
Resto del Carlino, facendo notare la crudeltà degli
americani e il loro disprezzo delle regole.
Sì, c’è da scandalizzarsi e io appunto mi associo. Però
anche mi faccio una domanda. Mi chiedo: se gli americani
volevano diciamo pure torturare i loro prigionieri di Al
Qaida, non avevano forse il modo di farlo senza che nessuno
se ne accorgesse?
Certo che
potevano: li portavano, sotto le telecamere, azzimati e
riveriti nei loro lager (prego favorisca signor Talebano!) e
una volta nell’impenetrabile luogo, dietro il filo spinato,
le reti elettrificate, i cani e le torrette con i fari,
potevano infierire a volontà, a soddisfazione, e anche
George e Laura Bush invece che al golf potevano andare là
nel week-end, a strappare personalmente unghie e a
spappolare testicoli. Anche la mattanza di Mazar-i-Sharif:
potevano
rimandarla. Invece hanno battuto la grancassa, quasi si sono
messi a urlare ai quattro venti, guardate cosa facciamo ai
Talebani prigionieri! Sino a che inevitabilmente la Croce
Rossa Internazionale ha disposto una ispezione ufficiale del
campo “Raggi X” di Guantanamo. Perché? Forse perché lo dice
il copione. Pensiamoci. Magari è vero che l’attacco alle
Torri Gemelle è stato inaspettato e compiuto da Bin Laden
attraverso la sua Al Qaida e con la benedizione del mullah
Omar. Magari le cose andarono proprio così. Ma può anche
essere che si sia trattato di un autoattentato, e cioè che
sia stato lo stesso governo americano - sotto la forma
naturalmente di un comitato segreto di vertice - ad
organizzare l’attacco, per avere una nuova Pearl Harbor che
offra il pretesto di fare certe cose ritenute essenziali per
la ristretta oligarchia che comanda il Paese. Le ragioni che
inducono a tenere in viva considerazione questa eventualità
sono già state esposte in precedenza su questo stesso
giornale ["Rinascita"] e, anche, adesso non interessano. Ciò
che interessa ora è che c’è la possibilità che si tratti di
tutta una manovra, di tutta una finzione, la quale allora
avrà certi e vari scopi ma che certamente si basa su di un
dato nodale: che gli USA sono stati aggrediti. E se sono
stati aggrediti dovranno COMPORTARSI da aggrediti.
In breve, si tratta di recitare un film, che comincia con
l’attacco alle Torri e poi va avanti. E gli americani, voi
me lo insegnate, sono i maghi di Hollywood, sono degli
sceneggiatori e degli attori eccezionali, capaci di rendere
verosimili le storie e le situazioni più assurde. Se la
parte dice che gli USA sono stati aggrediti voi potete stare
certi che ci crederete: saranno degli aggrediti perfetti. E
certamente lo sono stati. Hanno pianto e gridato, ma
immediatamente si sono ricomposti in una fredda
determinazione di giustizia, anche venata di vendetta ma sì,
è umano. Si sono chiesti chi poteva essere stato e l’hanno
trovato subito, perché sono organizzati e all’avanguardia
tecnologica. Hanno chiesto la consegna del colpevole
rudemente, facendo trapelare da tutti i pori il desiderio
che fosse rifiutata per poter colpire: ma sì, era
comprensibile. Hanno bombardato finalmente, senza nascondere
il compiacimento: erano o non erano stati aggrediti loro per
primi? E poi, quando hanno messo le mani su dei prigionieri,
è ovvio che li hanno maltrattati e che un po’ li hanno
subito fatti a pezzi: erano o non erano FURIOSI nei loro
confronti? Certo che lo erano e, ecco il punto, si è VISTO.
In conclusione, facciamo pure notare la crudeltà degli
americani nei riguardi dei Talebani catturati, e di come
manchino, questi abituali criminali di guerra, questi
assassini, di rispettare anche la Convenzione di Ginevra sul
trattamento dei prigionieri. Facciamolo notare, perché è
tutto vero. Ma stiamo bene attenti a non prendere questo
atteggiamento come prova a supporto della loro versione dei
fatti. Esso può in effetti, come ho appena dimostrato,
essere prova dell’esatto opposto.
John Kleeves