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Libertà di stampa e di pensiero…politicamente corretti.
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=INCH Corriere della Sera 12 febbraio 2006 pag. 17
IL CASO DI ROMA Libro su Hitler al liceo Il preside ritira il volume
ROMA - Il libro sarà «presto
tolto dalle mani degli studenti». Non è un volume qualsiasi
quello che in un liceo dei Parioli ha scatenato polemiche e
accuse di «negazionismo». Anche il sindaco Veltroni ha
espresso «dolore» perché gli studenti del liceo avevano
anche chiesto di invitare in classe un sopravvissuto della
Shoah e si erano sentiti rispondere in modo sintetico, «no».
Il rifiuto era arrivato dopo la distribuzione in classe di
quel testo: le «Conversazioni segrete» di Hitler raccolte da
Bormann, con prefazione di Franco Freda, quindici anni di
condanna per associazione sovversiva e bombe sui treni. Non
un libro qualsiasi. E così, ieri, il preside Riccardo
Orlanducci ha deciso: «Il libro sarà ritirato e venerdì
Piero Terracina, sopravvissuto allo sterminio, incontrerà i
ragazzi». Accusata da un gruppo di genitori di «insegnamento
ideologico», attesa da un’ispezione del ministero, la
professoressa di storia e filosofia, Angela Pellicciari, si
è difesa parlando di una «montatura». Ieri, ha interrotto la
lezione di matematica del Quinto F: ha detto ai ragazzi di
precisare che si trattava di un testo facoltativo e ha
annunciato di aver già contattato un avvocato. Poche ore più
tardi, l’agenzia Ansa ha battuto una dichiarazione degli
studenti che, in sostanza, difendono la professoressa: «Non
è un mostro, e non è razzista». Nel farlo, alcuni, hanno
raccontato le lezioni di storia. Un particolare, tra gli
altri: «Ci diceva che il fascismo non ha mai fatto morti».
Anche il preside non ha esitato a dire che «già ad ottobre
c’erano stati problemi per i suoi metodi». Da tempo, in
effetti, va avanti la protesta di un gruppo di genitori:
quell’insegnante, dicono, il primo giorno di scuola ha
chiesto ai cattolici di alzare la mano e ha censito nello
stesso modo gli iscritti all’ora di religione. La
professoressa ha spiegato di aver «chiesto ai ragazzi di
seguire religione perché l’insegnante è docente di
filosofia. E mi sono informata su chi fosse cattolico e chi
ateo perché dovevo assegnare le parti in una specie di
sceneggiata improvvisata». Non ha accettato di far parlare
un sopravvissuto alla Shoah perché mira «a far sviluppare
difese intellettuali, non emotive». La scelta del testo,
però, ha suscitato l’interesse degli storici. E se per
Vittorio Vidotto «la libertà d’insegnamento deve essere
difesa», per Nicola Tranfaglia è «una storiografia che non
si può definire revisionista perché è proprio negazionista».
È intervenuto anche Freda: «Questo caso dimostra l’ipocrisia
dei democratici». A proposito della prefazione: Pellicciari
dice che non è colpa sua «se per leggere Hitler in italiano
bisogna ricorrere a un’edizione introdotta da Freda». Ma il
professore di Storia contemporanea Lucio Villari la
corregge: «Ce n’è una di Longanesi, è anche commentata da
storici». http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=MAN Corriere della Sera 12 febbraio 2006 pag. 17
Gli attacchi «ai sottanoni degli arabi o agli israeliani con i trecciolini». Il saggista Sessi: rotto un muro di indifferenza, ma la sinistra assente
Editoriali antisemiti, via il direttore della «Voce» Mantova, dimissioni dopo le accuse della comunità ebraica. Ma lui: solo provocazioni
ROMA - Davide Mattellini, 43 anni, da ieri ex
direttore de La voce di Mantova (la dirigeva dal
1999) è un tipo così. Gli dici: il tuo editoriale del 26
giugno 2005 intitolato «Ora anche gli ebrei contro la Croce
rossa», sul nuovo simbolo internazionale del rombo rosso, in
cui scrivevi «accontentare i sottanoni degli arabi o gli
israeliani con i trecciolini che si inzuccano contro un muro
è una bestemmia bella e buona» sembra un saggio di
antisemitismo. Lui risponde: «Mai stato antisemita, sempre
avuto il massimo rispetto per gli ebrei, se ho offeso chiedo
scusa. Ma negli editoriali si usano le forme retoriche, le
ipotiposi. Se scrivo polentoni tutti i settentrionali
si offendono? No. Se dico mandolini tutti gli
italiani se la prendono? No. Allora, perché queste
differenze per sottanoni e trecciolini?»
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Ultimo aggiornamento: sabato 18 febbraio 2006