Boutade immigrazione
Barbara Spirito
Speculazioni
elettoralistiche. Questo, in sintesi, il commento del
ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu in merito alle a
notizie circa le indagini che sarebbero state aperte sul
conto del ministro per omissione di atti di ufficio in
ordine al respingimento alla frontiera di immigrati
clandestini giunti a Lampedusa nel periodo 2004-2005.
La
vicenda è nata, guarda il caso, in seguito a un
esposto-denuncia presentato nel luglio del 2005 da 31
parlamentari “prevalentemente dell’area di Rifondazione
comunista e dei Verdi su ipotizzate violazioni di obblighi
internazionali e della legge sull’immigrazione”. Ad
affermarlo è una nota del Viminale, nella quale il ministro
Pisanu ha precisato di non essere indagato poiché “i pm non
intendono procedere”.
Pisanu, nella nota del Viminale, ha inoltre chiarito che,
nonostante le “basse e contrapposte speculazioni
elettoralistiche”, andrà “avanti per la sua strada senza
lasciarsi influenzare”. Quale non è dato sapere. Tuttavia il
ministro Pisanu ha ribadito di assumersi “tutta la
responsabilità politica delle attività poste in essere
durante il suo mandato per contrastare l’immigrazione
clandestina e le organizzazioni criminali che la sfruttano
spietatamente”. E’ evidente la strategia elettorale del
centrosinistra, nonostante tutti gli appelli a un confronto
civile che sono pervenuti proprio dai leader
dell’opposizione in seguito al caso Unipol. Uno scontro che,
dall’agone politico si spostato sul piano giudiziario, con
inchieste in cui vi sono presunti coinvolgimenti dei
ministri del governo di Berlusconi. A parte Calderoli, che
ha fatto tutto da solo o quasi, nel mirino sono finiti prima
Storace, che ha dato le dimissioni, e adesso anche Pisanu,
le cui dimissioni sono chieste a gran voce da gran parte del
centrosinistra, soprattutto Verdi e Rifondazione.
In prima linea si è schierata la senatrice dei Verdi Tana de
Zulueta, candidata per la Camera nella lista del Sole che
Ride e una delle firmatarie dell’espostoalla Procura di
Roma. “Le nostre denunce sulle pratiche illegali messe in
atto dal governo sono state accolte”, afferma. Per cui
“adesso il ministro Pisanu deve dimettersi”. E ancora: “Non
può continuare a negare: ha l’obbligo di venire in
Parlamento a riferire la verità”. Pisanu ha già reso noto
che riferirà “non solo sui respingimenti alla frontiera, ma
anche sulle vicende di Lampedusa e sui centri di permanenza
temporanea, vecchi e nuovi, fatti oggetto ripetutamente di
contestazioni politiche, aggressioni fisiche e
danneggiamenti vari da parte di gruppi diversi e centri
sociali ben noti”.
Un tema proficuo dopo la manifestazione scandalo di Milano.
Pisanu tra l’altro ha incassato la solidarietà anche di un
esponente della Margherita, il presidente del Copaco ed ex
ministro dell’Interno del centrosinistra Enzo Bianco, che si
è detto non d’accordo sulla denuncia sinistra. E se
addirittura nel centrosinistra si fanno dei distinguo, è
segno che qualcosa non quadra. D’altronde sul capitolo
immigrati il centrosinistra risulta spesso ondivago,
d’accordo soltanto nel criticare la Bossi-Fini. Eppure, a
parte gli ingressi legati ai contratti, questa legge ha
preso spunto in buona parte dalla legge Turco-Napolitano,
che già prevedeva la misura del ‘respingimento’ alla
frontiera. Ora la stessa norma viene messa in discussione
dal centrosinistra. E fra le critiche alle code di questi
giorni, un Luxuria che vorrebbe aprire le porte a tutti alla
Bonino che chiede un’ordinata integrazione dei lavoratori
stranieri in Italia, si inserisce bene un commento di
Maurizio Gasparri, che ricorda: “Quando c’era il governo
Prodi venivano affondati gli scafi nel canale di Otranto”.