Notizie

HOME - Scrivici

 

Mosca: chiudere il Tpi

Marzio Paolo Rotondò

La Russia rincara la dose di sfiducia verso il Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) dell’Aja.
La Duma ha infatti approvato all’unanimità una dichiarazione sulla morte dell’ex presidente serbo Slobodan Milosevic in cui si condanna duramente l’operato del Tpi, a causa di troppe negligenze ed imparzialità nel trattare il caso Milosevic. Il parlamento russo chiede dunque ufficialmente l’apertura di un’“indagine internazionale indipendente” sulle cause del decesso nonché la chiusura della stessa Corte internazionale.
Anche l’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, colpevole della disgregazione dell’Unione Sovietica oltre la sua stessa volontà, riferendosi alla gestione del processo ed in particolar modo alla morte di Milosevic ha parlato nei giorni scorsi di un “grande errore”. Una opinione condivisa la gran parte della Russia.
Durante tutto il corso del processo contro i crimini di guerra commessi nel corso del disfacimento della Jugoslavia e specialmente dopo la morte del leader serbo Slobodan Milosevic, Mosca ha avuto modo in diverse occasioni di dimostrare tutta la propria sfiducia nella giustizia internazionale. L’apoteosi di questa diffidenza è il recente verdetto della Duma che schiera ufficialmente contro il Tpi uno Stato preponderante in sede Onu come la Russia, a dispetto di troppi Paesi allineati e docili al volere atlantico ed alle sue istituzioni fantoccio.
Secondo i deputati russi, la corte dell’Aja “non è stata in grado di dare attuazione all’idea posta alla base della sua fondazione”, producendo “decisioni contrassegnate da estrema politicizzazione e arbitrarietà”. Il documento approvato aggiunge inoltre che “due pesi e due misure sono diventati la norma nell’operato” del Tpi. Questo il formale attacco frontale di Mosca. In effetti, la presa di posizione del Tribunale dell’Aja contro i serbi nel perseguire tutti (senza distinzione di parte) i crimini commessi durante la guerra in Jugoslavia, che vede la sua apoteosi nei sessantasei capi d’imputazione in contro Milosevic, è del tutto palese ed indecente per un tribunale che deve essere sopra le parti per fare giustizia. Non si può pensare che in una guerra ci siano criminali solo da una parte.
Per questi motivi ed altri ancora, i parlamentari della Duma hanno chiesto di esaminare da vicino l’operato del Tpi. Hanno ribadito il bisogno innanzitutto di avviare un’inchiesta completa sulle cause della morte dell’ex leader serbo, affermando che vi è stata “un’evidente violazione dei diritti umani” da parte delle autorità della Corte nel negare a Milosevic il ricovero in una clinica moscovita. In seguito all’indagine, come viene ribadito alla fine del documento, la richiesta di mettere fine a tutte le attività inquirenti del Tribunale.

Ultimo aggiornamento: sabato 18 marzo 2006