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NOTIZIE
Hezb’Allah: “Un benvenuto all’Esercito Libanese nel Sud, non apriremo oggi il dibattito sul disarmo della resistenza”.
di
Dagoberto Husayn
Bellucci - direttore responsabile Agenzia di Stampa "Islam
Italia" da Beirut sud
All'indomani del cessate il fuoco si apre il dibattito interno al
movimento sciita di Hezb'Allah relativo
all'annosa questione del disarmo della Resistenza Islamica.
Secondo molti analisti di politica libanese la situazione non e' ancora
chiara ne' e' possibile fare alcuna previsione per
cio' che concerne il futuro della Resistenza.
Hezb'Allah non e' affatto disponibile a
discutere oggi di un eventuale disarmo della sua organizzazione , la
sola che - anche in occasione di questa aggressione brutale contro il
Libano - ha tenuto testa al sedicente stato di "Israele".
Ma il dibattito interno al partito di Dio e' cominciato. I dirigenti
sciiti hanno dichiarato di essere pronti a
facilitare il dispiegamento dell'esercito libanese nelle regioni
meridionali ma - come ha affermato ieri Nabil
Kaouk, dirigente del movimento sciita per il
sud - la Resistenza restera' al fianco dei
militari inviati dal Governo di Beirut.
"Un benvenuto ai soldati libanesi nel Libano meridionale.
Hezb'Allah facilitera'
il loro arrivo e dispiegamento ma restera'
nel sud" ha affermato Nabil
Kaouk sottolineando che "Hezb'Allah
e' un movimento popolare. Il popolo di questa terra e' attaccato alle
sue radici come abbiamo assistito in queste ultime ore si e' precipitato
per ritornare alle proprie case malgrado i
molti pericoli e le dichiarazioni provenienti da "Israele".".
Kaouk si e' rifiutato di rispondere
direttamente sulla questione del disarmo della Resistenza dichiarando "Hezb'Allah
non ha fissato alcuna base di discussione in merito a questa questione.
Attualmente la questione del disarmo non e' sul tavolo del dialogo che
andremo a sviluppare con le altre forze politiche libanesi. Ci sono
priorita' e obblighi che lo Stato
dovra'
compiere quanto prima." riferendosi
alla ricostruzione, all'aiuto per gli sfollati e per tutti coloro che
hanno perso la propria casa.
"Noi ringraziamo tutti gli Stati che hanno sostenuto il Libano durante
questa aggressione , in particolare Iran e Siria" ha aggiunto.
Il responsabile del partito sciita ha inoltre ribadito quanto
gia' dichiarato dal segretario generale ,
seyyed Hassan
Nasrallah , la sera di
lunedi' davanti alla telecamere di "Al Manar"
cioe' che "l'organizzazione
aiutera' tutti coloro che hanno avuto le
loro case distrutte" dai bombardamenti israeliani.
"Ci sono abitazioni completamente distrutte e rese inabitabili. Tutta
questa gente ricevera' un aiuto che
permettera' loro di andare avanti per almeno
un anno" senza dare altre precisazioni in merito.
Il deputato di Hezb'Allah
, Hassan
Fadlallah, durante un intervista concessa alla tv "Al
Jazeera" aveva ieri ribadito che il suo
movimento rifiuta di uscire dalle zone a sud del fiume
Litani perche' i
combattenti della Resistenza sono anche abitanti di queste regioni e una
loro ritirata significherebbe l'evacuazione di quest'area.
Il deputato Hassan Haji
Hassan , durante un intervista rilasciata a
Tele'-Liban, ha invece ribadito che
l'arsenale militare della Resistenza e' una forza militare necessaria
per la difesa del paese e diretta esclusivamente contro l'esercito
sionista.
"Quest'arsenale restera' dov'e' visto che
non esiste alcuna alternativa e che altre equazioni non sono soggette a
dibattito. E' inaccettabile offrire dei regali a Israele
proprio quando e' stato sconfitto sul
terreno militare. Noi abbiamo offerto questa vittoria a tutto il popolo
libanese e osservato una disciplina mediatica
severa a questo proposito. E' dunque illogico cominciare a discutere sul
disarmo della Resistenza quando le forze d'occupazione hanno smesso da
poche ore di commettere i loro crimini. C'e' qualcuno che vorrebbe
approfittare di questo cessate il fuoco. Non lo permetteremo."
Hezb'Allah resta dunque dov'e' con i suoi
uomini e le loro armi sempre rivolte contro
l'entita' sionista.
La Resistenza non si vende. La Resistenza non si piega. La Resistenza
non disarma.
18/08/2006