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NOTIZIE 2006
La stazione ferroviaria del Malpensa Express di Lonate-Ferno è stata completamente avvolta nella notte da un lungo striscione “firmato” Excalibur con la scritta:
STAZIONE DELLA VERGOGNA. GRAZIE MALPENSA
Non sappiamo chi abbia affisso lo striscione e per quale motivo l’ha firmata
con il nostro nome - la cosa è per noi del tutto marginale - ciò che conta è
il significo dell’azione che condividiamo pienamente.
Completata nel lontano 1999 e costata svariati miliardi di vecchie lire,
questa stazione di transito per il collegamento veloce Milano - Malpensa,
non
è
mai entrata in funzione. E mai lo sarà, aggiungiamo noi. Il motivo è
semplice.
Questa “cattedrale nel deserto”, realizzata a tempo di record e poi
completamente abbandonata, doveva contribuire, nelle intenzioni
inconfessabili dei nostri politici e imprenditori, a creare nell’opinione
pubblica locale l’illusione che con Malpensa saremmo diventati tutti ricchi,
che l’ampliamento dell’aeroporto avrebbe portato lavoro per tutti, benessere
diffuso e nuovi servizi a vantaggio delle popolazioni residenti. Tutto
questo per far digerire le devastazioni ambientali e l’aumento
impressionante dell’inquinamento acustico e atmosferico causati dal nuovo
aeroporto.
La realtà è invece ben diversa e sotto gli occhi di tutti. Malpensa ha
portato sì lavoro, ma precario ed extracomunitario (le attività che
impiegano il maggior numero di lavoratori quali catering, facchinaggio e
pulizie, sono affidate a cooperative esterne che assumono prevalentemente
extracomunitari, gli unici in grado di accettare condizioni di lavoro e
retributive al limite dello sfruttamento);
Malpensa sta realizzando sì nuove strade, ma per camion e TIR che le
solcheranno a centinaia, giorno e notte, per portare i prodotti provenienti
dall’oriente e destinati ai nostri mercati e a tutta Europa (con buona pace
di chi, leghisti in testa, tuona ad ogni piè sospinto contro l’invasione di
prodotti cinesi salvo poi costruirgli un aeroporto su misura).
Riguardo all’ambiente, poi, il Parco del Ticino, zona classificata
dall’UNESCO come riserva naturale della biosfera e per tale motivo
“protetta”, è invaso da attività d’ogni genere: capannoni industriali, mega
parcheggi, centri commerciali, grandi alberghi… A ciò si aggiunge l’incubo
della terza pista, che se realizzata darebbe il colpo di grazia a ciò che
resta del nostro parco naturale, con danni irreparabili al delicato
equilibrio ecologico dell’intera Valle del Ticino.
Senza contare gli enormi costi che il nostro Comune deve sostenere per
assicurare all’aeroporto i servizi di Polizia Urbana e amministrativi, cui
si aggiungono le spese per la sicurezza a seguito dell’aumento della
criminalità indotta dal nuovo scalo (da Malpensa transita di tutto, droga
compresa).
Questo è il prezzo da pagare per il progresso e per lo sviluppo della nostra
terra? No, è il conto che tutti noi paghiamo per consentire ad alcune
multinazionali estere, che han fatto man bassa di terreni nel pieno del
Parco del Ticino, alle società d’importazione e alla Sea (la società di
gestione dell’aeroporto di proprietà del Comune di Milano e della Provincia
di Varese) di consolidare i propri bilanci. Cosa legittima, quest'ultima, se
non avvenisse a scapito del nostro ambiente e della nostra salute.
L'ambiente non si usa, si rispetta - il vero progresso è quello sociale, non
solo economico
Excalibur - alternativa verde
19/11/2006