NOTIZIE 2006

 

Le proposte indecenti di Olmert


dal nostro inviato Dagoberto Husayn Bellucci - direttore responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia" da Haret Hreik - Beirut sud

Mentre continuano i voli spionistici degli aerei amkhar israeliani sui cieli del Libano meridionale e la politica continua a tenere banco con il ritorno da Teheran del presidente Nabi Berry; l'entita' criminale sionista cerca com'era prevedibile di seminare nuovamente zizzania nel paese dei cedri.

Il criminale di guerra sionista Ehud Olmert ha ribadito essere sua intenzione di "incontrare il premier libanese Siniora" dichiarando che "due importanti responsabili della politica mondiale stanno lavorando a questo scopo".

Colpo basso o indiscrezione dell'ultimora l'ennesima boutade del premier sionista si inserisce come un macigno nella delicata fase di impasse politico libanese ponendosi quale "costante" dell'interminabile "balletto" dell'esecutivo in carica a Beirut.

"Io spero che ci saranno delle novita' per il Libano. Due importanti dirigente nel mondo stanno lavorando per creare le condizioni per un incontro tra il sottoscritto e Fouad Siniora." ha dichiarato al secondo canale televisivo israeliano il boia di Cana.

Gia' a meta' settembre il premier sionista aveva affermato essere sua volonta' quella di incontrare, in separata sede, il premier libanese per parlare "direttamente" del conflitto di quest'estate e del futuro regionale.

Un offerta che l'ufficio del premier Siniora aveva rifiutato sdegnosamente dichiarando che "il Libano sara' l'ultimo paese arabo a siglare una pace con Israele".... e gia' parlare di una "pacificazione" con l'entita' criminale sionista ci pare - oggettivamente - un bell'andare "oltre".

Rifiutandosi invece di incontrare il presidente siriano, Bashar el Assad, il criminale Olmert si e' soffermato sul futuro dei rapporti che intende sviluppare con i suoi vicini arabi in particolare sulla prospettiva di un eventuale ritiro dalle alture del Golan siriano , che "Israele" occupa stabilmente del 67.

"Supponiamo che io accetti un ritiro totale dal Golan - ha dichiarato Olmert - niente assicurerebbe Israele che la Siria rompa le sue relazioni con l'asse del male di cui essa e' parte integrante assieme a Iran e Hizb'Allah" spingendosi a disegnare foschi scenari bellici peraltro gia' sull'"agenda" del suo nuovo vice , il razzista Lieberman, che aveva annunciato la necessita' - a breve - di un "secondo round" bellico contro Hizb'Allah.

"La Siria rimane un ostacolo alla pace e al dialogo regionale" ha insistito Olmert senza rendersi minimamente conto di come le sue parole cadano nel vuoto in un mondo arabo-islamico profondamente scosso dall'ultima aggressione sionista e oggi piu' che mai fiero e orgoglioso della vittoria della Resistenza Islamica libanese.

Il responsabile della diplomazia siriana, Walid el Moallem, aveva invece cercato di abbassare i toni dello "scontro" verbale a distanza con Tel Aviv stimando, non piu' di dieci giorni or sono, che una ripresa del processo di pace israelo-palestinese sarebbe stata possibile a cominciare dai primi mesi del prossimo anno e affermando che Damasco avrebbe sicuramente fatto la sua parte.

Secondo il Ministro degli Esteri siriano "gli israeliani devono capire che la guerra non risolve niente. Se pensano di scatenare un conflitto contro di noi nel 2007 noi rispondiamo loro di esser pronti invece ad una ripresa dei negoziati di pace." facendo intendere chiaramente che, in ogni caso, Damasco sarebbe pronta a qualsiasi eventualita'.

In questo scenario di instabilita' regionale si inserisce anche l'imminente lettera che il presidente iraniano Mahmood Ahmadinejad sta preparando per rivolgersi direttamente al popolo americano dopo le dimissioni del Ministro della Guerra, Donald Rumsfeld, e la sconfitta alle elezioni congressuali dell'amministrazione repubblicana e della politica imperialista di Bush e dei suoi accoliti.

Interrogato su un articolo apparso sul 'solito' Ha'aretz (quotidiano della destra sionista) che disegnava scenari bellici per l'anno a venire tra "Israele" e Hizb'Allah e Siria il Ministro degli Esteri di Damasco, Moallem, ha sottolineato che "si basa su indiscrezioni di fonti militari sioniste. Restiamo prudentemente in guardia ma non escludiamo neanche la possibilita' di riaprire il negoziato se l'esecutivo Olmert si impegnasse seriamente a restituire il Golan e riconoscere i diritti inalienabili dei palestinesi ad una Patria".


19/11/2006


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