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GLI SCIITI LIBANESI TUTTI CON LA RESISTENZA ISLAMICA: COME SI VIVE A BEIRUT SOTTO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI
 

di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia di stampa "Islam Italia" da Beirut sud;

"Nel primo discorso in questi giorni , dopo l'Operazione Promessa Veritiera, vorrei dire alcune parole. Una parola al popolo libanese, una parola ai combattenti della Resistenza, una parola ai sionisti ed una parola ai dirigenti arabi.
Non ho parole per la comunita' internazionale perche' non ho mai creduto, per un solo giorno, nell'esistenza di una comunita' internazionale e questo e' proprio cio' che molti nella nostra nazione sentono."

(sheick Hassan Nasrallah , prima intervista del 16 Luglio 2006 dopo l'inizio dell'aggressione sionista contro il Libano)


Il capo di Hez'b'Allah , sheick Hassan Nasrallah, ha racchiuso in queste poche parole introduttive della sua prima intervista pubbblica - dopo il bombardamento contro la sua residenza personale e il quartier generale del suo partito a Bourje el Baranje - lo stato emotivo che contrassegna e rivela le speranze deluse di un intero popolo.

Il popolo libanese e' tornato al centro della tempesta scatenata dall'entita' sionista come spesso nella recente storia del Vicino Oriente.

E sono parole, quelle del capo di Hez'b'Allah, che uniscono un misto di rabbia, desolazione, perseveranza nel raggiungimento degli obiettivi di questa esemplare guida spirituale degli sciiti libanesi e di questo capo politico dotato di una intelligenza non comune.

Arrivato giovanissimo , a soli 29 anni, alla guida dell'Hez'b'Allah (dopo il martirio di sheick Abbas Musavi commesso dall'aviazione sionista nel febbraio 1992) sheick Hassan ha perduto un figlio durante la lunga guerra di liberazione che ha caratterizzato l'evoluzione, anche politica, del movimento rivoluzionario sciita libanese.

E le sue parole di oggi non sono diverse da quelle di ieri: la volonta' di cacciare gli aggressori sionisti e' identica a quella con la quale il capo di Hez'b'Allah incitava le folle sciite nei momenti trionfali seguenti alla liberazione del sud.

E' la stessa ferrea volonta' che rifiutava , dalla piazza Riyadh el Sohl , la risoluzione 1559 delle Nazioni Unite e i tentativi di destabilizzazione del Libano solo un anno fa; la stessa che incitava i libanesi a sostenere la Resistenza durante il tradizionale incontro celebrativo del 25 maggio.

Parole dure, parole di verita' in mezzo a tante menzogne proclamate con enfasi dai dirigenti dell'entita' sionista.

Parole di solidarieta' con il suo popolo vittima di una brutale aggressione. Parole di incitamento ai combattenti in armi della Resistenza Islamica mobilitatisi immediatamente per respingere i sionisti alla frontiera meridionale.

Ma anche parole di condanna verso l'inerzia e il silenzio dei paesi arabi, sottomessi all'imperialismo statunitense e vilmente incapaci di trovare alcun accordo che esprimesse una posizione comune di sostegno della Resistenza Islamica.

La Lega Araba mai come in questa occasione ha dimostrato tutta la sua incapacita' politica di decidere; divisi e contrapposti gli Stati arabi si sono praticamente limitati a qualche generico comunicato per fermare i bombardamenti contro i civili ma niente di piu'.

L'Arabia Saudita, il cui 'peso' politico e' fondamentale nelle assemblee della Lega Araba, voleva addirittura far passare una risoluzione di condanna contro Hez'b'Allah e questo basti e avanzi per dimostrare quanto prostrati non alla Verita', non ad Allah Onnipotente, ma agli interessi della plutocrazia statunitense siano i dirigenti sauditi.

Affatto differente la posizione di altre nazioni del Golfo e dei paesi arabi confinanti (la Giordania ricorda sistematicamente i crimini sionisti contro la popolazione palestinese, avendo piu' della meta' dei suoi cittadini di origini palestinesi la monarchia hashemita deve "mediare" tra il suo tradizionale filo-occidentalismo e una realpolitik che spesso - si ricordi il Settembre Nero del 1971 - non ha esitato a ridurre anche al silenzio le opposizioni palestinesi) ; vergognose quelle dell'Europa che - Francia esclusa - sostiene una volta di piu' le ragioni e gli interessi di "Israele".

Ragioni inesistenti , come ha sottolineato rivolgendosi ai dirigenti israeliani lo stesso sheick Hassan Nasrallah.

Nasrallah ha invitato i sionisti ha interrompere i loro folli piani egemonici contro la popolazione libanese e la Resistenza della quale, ha sostenuto il capo di Hez'b'Allah, non potra' mai avere ragione.

"Il governo Olmert dovrebbe chiedere ai suoi predecessori i motivi per cui sono sempre stati sconfitti in Libano. Chieda Olmert a Barak perche' abbandono' il Libano sei anni fa."

Il Libano non e' ne' sara' mai l'Ucraina, la Georgia o la Somalia (dove , comunque, le 'cose' sono mutate nell'ultimo anno). Sono frasi del discorso di piazza Riyad el Sohl a Beirut del marzo 2005. Frasi rivolte a tutti: amici e nemici, all'interno e all'esterno del paese.

E nessuno potra' mai disarmare la Resistenza Islamica proprio per l'unita' che si e' stabilita tra il popolo del Libano, soprattutto nella sua componente sciita, e i combattenti di Hez'b'Allah soli difensori del Libano in fiamme.

Giustissime le parole utilizzate dal capo di Hez'b'Allah per definire l'inesistente "comunita' internazionale".

Un entita' che non esiste , che serve solo ed esclusivamente gli interessi di "Israele" e quelli dell'Imperialismo statunitense.

Una comunita' internazionale muta dinanzi al dramma che si sta consumando da oltre dieci giorni nel paese dei cedri; vile di fronte all'aggressione bestiale scatenata dai sionisti e tristemente sodale con gli assassini dalla stella di Davide.

Ed e' effettivamente questo cio' che pensano gran parte dei libanesi, di tutte le fedi e di tutte le etnie.
Nessuno qui si fa illusioni su possibili tregue e mediazioni internazionali. "Israele" se verra' 'fermato' lo sara' solo ed esclusivamente dalla superpotenza a stelle e strisce la quale, per inciso, ha invece 'benedetto' l'intera operazione militare scatenata contro il Libano dal premier sionista Olmert.

Non esiste alcun Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite quando si tratta di giudicare e evetnualmente condannare o sanzionare "Israele".

Ne' esiste la "stampa libera e indipendente" dell'Occidente quando si deve criticare le scelte dell'entita' sionista occupante la Palestina.

Per la Palestina occupata - dove prosegue incessante la politica di genocidio dell'aggressore sionista e dove quotidianamente continuano a morire vittime innocenti - e il Libano in fiamme non ci sono 'avvocati difensori' nelle sedi delle Nazioni Unite.

Tutti con "Israele" e la sua politica d'infamita' e terrorismo.
L'Onu non esiste in queste occasioni semplicemente perche' l'Onu e' una creazione sionista; frutto degli intrighi e dei complotti orchestrati dall'Internazionale Sionista.

Il Libano, ed i libanesi con i quali abbiamo parlato (che sono tanti) lo hanno confermato , e' solo come sempre nei suoi momenti difficili.

Ma la volonta' di questo popolo, la sua grande forza d'animo con la quale sempre ha ricostruito le sue macerie, la sua straordinaria fiducia che - un giorno o l'altro - potra' risorgere dalle ceneri sono il miglior viatico per uscire dall'inferno di quest'ennesima aggressione.

Hez'b'Allah e la Resistenza Islamica ricacceranno la bestia sionista. Il Libano e' con la Resistenza , la Resistenza e' il Libano. "Israele" non si faccia illusioni: oggi, domani, sempre  Hez'b'Allah e il Libano saranno la sua spina nel fianco.


DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI da Beirut sud


23/07/2006


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