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NOTIZIE
Dopo l’aggressione al
Libano-Cosa vuole l’entità sionista
occupante la Palestina?
di Dagoberto Husayn
Bellucci - direttore responsabile Agenzia di Stampa "Islam
Italia" da Beirut sud
"Israele ha dichiarato di volere la guerra. Bene. Avranno la guerra
totale" (seyeed Hassan
Nasrallah - segretario generale di
Hezb'Allah nel primo discorso diffuso alla
tv "al Manar" dopo l'inizio dell'aggressione
contro il Libano)
Non e' ancora chiaro quale sara' il futuro
del Libano, ammesso e non concesso che si possa veramente parlare di un
futuro per un paese che - prima dell'aggressione sionista - aveva enormi
problemi sociali con percentuali altissime di disoccupazione, di senza
lavoro e un economia precaria.
Un economia e un tessuto sociale resi ancor piu'
traballanti dalla bestiale furia con la quale l'entita'
criminale sionista si e' scatenata contro citta',
villaggi e intere aree delle principali regioni del paese dei cedri.
Inutile oggi anche fare solo un bilancio, pur sempre provvisorio, dei
danni alle infrastrutture o di quelli recati al mercato del lavoro. Di
lavoro in Libano non ce n'era ieri figuriamo domani! E identiche analisi
sarebbero suscettibili di qualsiasi errore se realizzate alla luce delle
distruzioni apportate dai criminali raid aerei israeliani contro la
societa'
libanese.
Come hanno commentato il presidente del consiglio e il presidente del
parlamento , Fouad
Siniora e Nabih
Berry, in visita domenica pomeriggio nelle
banlieus meridionali della capitale duramente colpite
dall'aggressione sionista "non ci sono parole per commentare i crimini
di Israele".
Crimini, assassinii indiscriminati di
civili, aggressioni contro autostrade, strade, ponti e centrali
elettriche. Un intero paese sprofondato nell'abisso di un conflitto che
ha riportato indietro le lancette della storia all'epoca del conflitto
civile.
L'aggressione sionista del 2006 e' stata la piu'
devastante dal punto di vista delle distruzioni sistematiche contro le
infrastrutture civili: a fronte delle 1400 vittime stimate e dei circa
4000 feriti libanesi che sono ricorsi alle cure mediche i danni
ingentissimi recati alle strutture della
societa' libanese sono enormi.
Si calcola che la cifra prevista di 4 miliardi di dollari
sara' probabilmente insufficiente per la
ricostruzione. E , francamente, parlare oggi
di ricostruzione e' ancora presto se si considerano le quotidiane
minacce provenienti da "Israele" che non annunciano niente di buono.
Il ministro della difesa sionista, il criminale di guerra
Amir Peretz, ha
esplicitamente dichiarato ieri che "Israele e' pronto ad un secondo
round contro Hezb'Allah".
Dinanzi alla distruzione sistematica di un intero paese dunque l'entita'
criminale sionista non si sente sufficiente soddisfatta. Le durissime
critiche dell'opinione pubblica interna hanno dunque indotto il governo
d'occupazione criminale ebraica nella Palestina occupata a misurare l'eventualita'
di un nuovo ricorso alle armi contro Hezb'Allah,
la Resistenza Islamica e il Libano.
Dove si spingeranno i sionisti? Fin dove vorranno arrivare nella loro
bestiale volonta' distruttiva?
"Israele" ha ancora necessita' di sangue "goyim".
"Israele" reclama nuovi olocausti di innocenti non-ebrei al dio geloso
ed esclusivo venerato dai kippizzati di ogni
latitudine e longitudine.
Vorra' infine - ed e' questo il punto
sostanziale che rimanda ad ogni altra questione - "Israele" condurre la
guerra "americana" nella regione e continuare a colpire le basi della
Resistenza libanese che ha dimostrato di sapersi opporre con
determinazione all'esercito di Sion?
Vorranno Olmert e i suoi collaboratori
condurre veramente "Israele" verso la catastrofe di un secondo "round"
bellico contro il Libano?
Sono solo minacce campate per aria o "Israele" le
fara' discendere sulla testa degli innocenti civili libanesi?
Ancora sangue viene richiesto dalla bestia
assassina sionista per soddisfare la sua brama di egemonia regionale e
gli appettiti voraci delle sue strategie di
dominio dal Nilo all'Eufrate?
L'America "benedira'" sicuramente una nuova
aggressione contro il Libano anche considerando come l'amministrazione
Bush non si sia dichiarata affatto
soddisfatta di come Olmert e compagnia bella
hanno condotto l'aggressione contro Hezb'Allah
e i libanesi vittime innocenti.
A Beirut sud , tra le banlieus meridionali,
si respira un atmosfera di attesa ...sospesi tra guerra e pace si
discute sul futuro prossimo ... e intanto si commentano gli avvenimenti
internazionali e quelli locali.
"Israele" scatenera' dunque la sua guerra
"americana" contro il Libano? Si sentiranno davvero
cosi' "forti" i sionisti da ritentare il 'colpaccio'
di aggredire la Resistenza libanese?
O forse i troppi 'calci in culo' presi tra
Maaron al Ras e Bint
'Chbeil dovrebbero essere sufficienti per
indurre il governo sionista a piu' miti
consigli?
Sono domande che piu' o meno circolano
insistentemente in questi giorni. Nessuno parla
della iniziative diplomatiche, dei balletti politici nazionali,
delle dichiarazioni di tizio, caio e
sempronio sul futuro, la ricostruzione e quant'altro.
Gli sciiti libanesi probabilmente sono abbastanza coscienti della
minaccia imminente che pende sulle loro teste da non avere ne' tempo ne'
voglia di stare a prendere sul serio i politici locali e quelle che sono
le "opinione" sistemiche provenienti dall'Occidente.
I 'segnali' che "Israele" si stia preparando al 'secondo
round' si fanno insistenti , al di
la' dei discorsi di facciata e delle
rassicurazioni.
I sionisti si 'sentono' "forti"?
Parafrasando il grande film western "Per qualche dollaro in
piu'" del maestro Sergio Leone noi
rispondiamo alla Clint
Eastwood: "Vediamo se e' vero..."
'Vince' sempre chi rimane in piedi...alla
'fine' della musica diffusa dal 'carillon' ....
E' un "gioco" che l'indio-sionista Olmert e
i suoi criminali collaboratori 'conoscono' "bene"....
Hezb'Allah e' pronto... di qua dalla linea
blu che segna la frontiera con la Palestina occupata
ribolle lo spirito guerriero dei combattenti
del partito di Dio che, kalashnikov in
pugno e camicie nere, sono pronti a dar del filo da torcere ai sionisti.
di la' "Israele" con le sue "brigate
Golani" , i suoi reparti corazzati, la sua
fanteria di 'riservisti' 'tremolanti' al solo pensiero di oltrepassare
il confine e i dubbi che - se va nuovamente male - alla fine potrebbe
cominciare davvero la disfatta dell'entita'
sionista....
L'ombra del "Vietnam" incombe anche sui criminali sionisti.
E' uno spettro inquietante che non finisce di disturbare i sogni
sionisti di egemonia: qualora la Resistenza Islamica riuscisse a
mantenere ancora - come noi siamo certi senza alcun minimo dubbio - le
posizioni potrebbe aprirsi una pagina nuova nel
Vicino Oriente.
"Israele" non e' imbattibile. "Israele" non e' invincibile come
vorrebbero farci credere i troppi servi sciocchi della carta-straccia e
dell'opinionismo sistemico occidentale
sottoposti alla dura lex
judaica: "Israele" non e' niente!
Tutti con la Resistenza, fino alla morte!
Labbaika Nasrallah,
Labbaika Hezb'Allah!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
23/08/2006