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Libano, intervista alla dr.ssa Rima Fakhry:La resistenza continuerà

Dagoberto H. Bellucci

 

Nella mattinata di venerdì 15 settembre abbiamo avuto il piacere e l’onore di essere accolti - presso il centro allestito per i giornalisti della stampa estera da Hizb’Allah nel cuore di Bir el ‘Abad - dalla dr.ssa Rima Fakhry, trentatrenne responsabile dell’Associazione Donne di Hizb’Allah e unico membro femminile del Consiglio Politico del partito di Dio sciita libanese.
Abbiamo posto una serie di domande alla signora Fakhry relative al ruolo delle donne all’interno delle strutture di Hizb’Allah, alla loro partecipazione alle attività del partito di Sayyed Hassan e alla sua funzione di rappresentante femminile in seno a questo importante organismo direttivo del movimento sciita libanese.
Ringraziamo la dr.ssa Fakhry per la cordiale accoglienza riservataci e per il tempo che ci ha concesso per questa intervista in esclusiva per Rinascita.

Signora Fakhry innanzitutto le chiediamo qual’è il suo ruolo all’interno del Consiglio Politico di Hizb’Allah?
“Dopo aver svolto per anni il lavoro di responsabile dell’Associazione Donne di Hizb’Allah sono entrata a far parte dell’Ufficio Politico del partito per svolgervi compiti di analista politica. Mi occupo quotidianamente di analisi sulla situazione politica nazionale e internazionale che sono poi poste all’attenzione del partito.”.

Qual è esattamente il ruolo e quali funzioni svolgono le donne all’interno di Hizb’Allah? In Europa si ha spesso l’impressione che la presenza al femminile dentro il vostro movimento sia limitata mentre in realtà non sembra affatto così. Qual è lo spazio concesso e la funzione riservata alla componente femminile delle donne dentro Hizb’Allah?
“Voi dovete innanzitutto sapere che all’interno di Hizb’Allah le donne hanno sempre avuto un ruolo molto importante fin dalla nascita di questo partito. Fin dall’inizio delle prime operazioni della Resistenza nei primi anni ottanta le donne sciite , fedeli alla linea del partito , hanno contribuito in modo determinante sostenendo i combattenti della Resistenza.
Si è trattato di un lavoro silenzioso ma costante di raccolta di informazioni, di appoggio logistico e di contributi volontari sia sul piano finanziario che su quello dell’attività volontaria che si è estrinsecata in tutti i settori e in tutti i modi durante questi ultimi venticinque anni”.

Esattamente di cosa si occupano le donne dentro le strutture di Hizb’Allah?
“Noi donne di Hizb’Allah svolgiamo un lavoro “dietro le quinte” se così possiamo dire, siamo cioè il sostegno morale, logistico e propagandistico della Resistenza. La nostra attività non è militare ma è militante. Sia sul piano politico che su quello culturale le iniziative promosse dall’Associazione Donne di Hizb’Allah sono state innumerevoli nel corso della dura lotta di liberazione sostenuta dal partito. Siamo presenti in tutte le strutture del partito: da quelle dei volontari della ricostruzione di “Jihad al Binàà” a quelle di soccorso e ospedaliere. Le donne di Hizb’Allah contribuiscono con la loro attività a migliorare la società islamica che vorremmo costruire in pace nelle zone a forte maggioranza musulmana come nelle banlieus meridionali della capitale, nella Bekàa o nel sud. In particolare l’attività delle donne Hizb’Allah si esplica su due piano: uno che è quello materiale per la costruzione di una società più giusta fondata sui valori islamici e l’altro, di sostegno, che è l’appoggio logistico alle iniziative della Resistenza.
Sul piano politico le donne lavorano al lato degli uomini come in tutti gli altri partiti o movimenti politici libanesi. Abbiamo organizzato spesso manifestazioni al femminile sia durante gli anni dell’occupazione che, soprattutto, dopo la liberazione del Maggio 2000. Voglio anche ricordare che l’Associazione Donne di Hizb’Allah conta anche diverse martiri che hanno donato la loro vita per la giusta causa promossa dal partito. Due delle nostre sorelle vennero martirizzate nel 1993 durante una manifestazione politica indetta da Hizb’Allah per protestare contro gli accordi di Oslo. In quell’occasione avvenero violenti scontri a Ghoubeiry tra manifestanti sciiti e forze della polizia e della sicurezza libanese. Anche nelle regioni meridionali molte sorelle sono cadute per la causa della liberazione e molte altre, nel corso degli anni durante l’occupazione sionista, sono state incarcerate e torturate dagli israeliani.”

Possiamo dire che le donne di Hizb’Allah sono in prima linea su tutti i fronti della vita politica e sociale del partito?
“Certamente. Non manchiamo a nessuno dei principali appuntamenti nella vita del partito. La nostra Associazione è presente sia nelle riunioni religiose (Asciurà e altre) che nei momenti più propriamente “politici” (come durante la Giornata di Qods). Durante le elezioni il nostro ruolo è fondamentale sia per sostenere la campagna elettorale dei candidati Hizb’Allah che per dare loro una maggiore visibilità. Promuoviamo inoltre attività culturali, svolgiamo un lavoro di indottrinamento per le nostre sorelle e per i nostri figli. Siamo militanti a tutto campo per Hizb’Allah.”

La vostra associazione femminile di Hizb’Allah ha relazioni con le donne degli altri partiti politici libanesi?
“Certamente come tutte le organizzazioni politiche noi svolgiamo politica a 360 gradi per trovare intese e collaborazioni. L’Associazione Donne di Hizb’Allah ha ottime relazioni con le donne del partito sciita di ‘Amal e con il Partito Comunista Libanese, con i movimenti che sostengono la Resistenza. In questo periodo post-bellico ci prodighiamo per dare il nostro contributo ricevendo le delegazioni femminili straniere in visita alle rovine delle banlieus distrutte. Come avete potuto vedere la scorsa settimana con i vostri occhi ( quando abbiamo incontrato la s.ra Fakhry alla guida di una delegazione di donne siriane ndr) riceviamo queste amiche della Resistenza, facciamo loro vedere le distruzioni prodotte dall’aggressione sionista contro i nostri quartieri e il nostro popolo. Più di 170 organizzazioni lavorano per sostenere l’attività della nostra Associazione.”

Dr.ssa Fakhry qual è la sua analisi sull’aggressione sionista di luglio? Cosa può dirci riguardo a questo terrorismo deliberatamente scatenato dall’entità sionista contro il vostro popolo?
“Durante tutto il periodo precedente alla guerra eravano convinti che gli Stati Uniti e “Israele” ci avrebbero attaccati prima o dopo. Non sapevano esattamente quando i nemici avrebbero aperto le loro ostilità contro Hizb’Allah ma tutte le nostre analisi portavano ad una sola conclusione cioè che il nostro partito era da tempo un loro obiettivo. In questa situazione possiamo dire che Hizb’Allah era pronto da anni a questa eventualità e al confronto , sia militare che sul piano della guerra dei nervi, contro il nemico israliano. è grazie a queste certezze, alla nostra fede e alla nostra volontà che siamo usciti vittoriosi da questa aggressione che, come giustamente avete ricordato, era diretta contro il popolo libanese. Abbiamo stimato perfettamente i tempi e i modi nei quali “Israele” ci avrebbe colpito. Questa coordinazione di analisi e questa volontà di resistenza sono state decisive per la vittoria della Resistenza. Non dimenticate che “Israele” ha utilizzato - sostenuto dall’America - tutte le sue armi più sofisticate e tutta la sua tecnologia d’avanguardia durante questa aggressione contro il Libano e malgrado tutto non sono riusciti a piegare la volontà di resistere di Hizb’Allah e del popolo libanese. Vorrei far notare come, ogni qualvolta Hizb’Allah viene attaccato, si registrano reazioni - di segno diverso - presso tutti i gruppi di resistenza del Vicino Oriente. Noi ringraziamo Dio Onnipotente che ci ha concesso di uscire vincenti da quest’ennesimo conflitto con il nemico sionista e , come donne, posso aggiungere che siamo state in prima linea nel sostegno ai rifugiati, nella solidarietà alle popolazioni colpite e anche nell’informazione su quanto quotidianamente provocavano i nemici sionisti. Come sapete tante sorelle lavoravano presso gli studi televisivi - oggi devastati e in frantumi - di “Al Manar” e nella radio “Al Nour”.Altre sorelle sono state presenti nelle nostre strutture ospedaliere e mediche, nella Mezzaluna Rossa e altre hanno continuato la loro attività di educatrici presso le nostre scuole “Al Mahdi” e “Mabarrat”. Le donne Hizb’Allah sono fiere di essere schierate al fianco della Resistenza e di contribuire quotidianamente alla vittoria delle nostre armi e dei nostri combattenti. La Resistenza , per quanto riguarda noi donne di Hizb’Allah, continuerà.”

Un’ultima domanda signora Fakhry: una delle principali preoccupazioni per i musulmani in Europa e soprattutto per tutte le voci libere che sostengono i diritti e la legittimità della resistenza in Libano è quello della corretta informazione. Quale messaggio vorrebbe lanciare alle donne in Italia circa la situazione delle donne musulmane in Libano e più in generale in relazione alla disinformazione che si registra quotidianamente sui media europei?
“Vorrei dire che è fondamentale veicolare messaggi corretti e informazioni valide soprattutto per voi occidentali riguardo il mondo islamico in generale e la situazione del Medio Oriente in particolare dopo questa aggressione. Noi sappiamo perfettamente che in Europa tante persone, uomini e donne, vorrebbero cambiare radicalmente la loro situazione e il loro stile di vita. Vorrebbe lottare per migliorare la loro società e riportare al centro della loro vita i valori morali e quelli di una maggiore giustizia. La presenza di queste persone ci sprona ogni giorno a migliorarci. Sono questi rari esempi di virtù e di volontà che permetteranno anche a noi di proporre modelli di società il più perfetti possibile. La loro presenza è fondamentale per tutti noi perchè questi amici della nostra causa ci sostengono e , con le loro iniziative, ci permettono di raggiungere molte più persone. Abbiamo capito che è necessario mantenere aperto un dialogo con l’Europa e con gli occidentali per migliorare l’immagine dell’Islam all’estero deformata e demonizzata quotidianamente dalle centrali di disinformazione delle lobbiès sioniste e americane”.

Alla fine dell’intervista abbiamo scambiato alcune opinioni con la dr.ssa Fakhry sull’importanza dei mass media e sul loro potere di condizionamento che, specialmente in Occidente, ha raggiunto livelli massimi. La dr.ssa Fakhry si è dimostrata interlocutrice intelligente e abile analista sui diversi problemi che affrontiamo in Europa e più vastamente nel cosiddetto “Occidente” che si pretende “libero e democratico”.
In particolare abbiamo capito che Hizb’Allah ha perfettamente compreso il ruolo fondamentale dei mass media e la loro forza d’impatto sull’opinione pubblica , non solo su quella araba. Vedremo se il movimento sciita di Sayyed Hassan saprà in futuro allestire dei mezzi di controinformazione efficienti anche per gli europei per cercare di bilanciare lo strapotere delle lobbiès sioniste che quotidianamente impongono a milioni di europei esclusivamente il punto di vista e le informazioni “made in Israele” o , per essere più esatti, provenienti dalla terra palestinese occupata dall’entità sionista.

24/09/2006


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