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URANIO IMPOVERITO: VIETATO PARLARE
Che l’argomento trattato fosse scottante si sapeva ma che per riuscire a parlare dell’utilizzo dell’uranio impoverito nei conflitti atlantisti degli ultimi anni bisognasse superare tanti veti e difficoltà nessuno l’immaginava. In ogni caso, il 18 febbraio 2006, l’ex on. Falco Accame in qualità di presidente dell’Ana-Vafaf – associazione che tutela le vittime dei militari ammalati causa conseguenze uranio impoverito – è riuscito a tenere la sua relazione, strappando un interessante articolo sulla “Gazzetta di Modena” del 21/02/2006 dall’eloquente titolo: “Proiettili all’uranio: silenzi e ritardi”. L’incontro, organizzato dall’associazione culturale modenese “Pensieri in Azione”, sarà a breve disponibile in versione integrale sul sito di Arcoiris TV (www.arcoiris.tv), con la possibilità dietro specifica richiesta che venga riversato sul satellite: a quel punto nessuno potrà fare finta di niente.
Proprio il 21/02/2006 (come a dire le coincidenze …) l’Osservatorio militare ha annunciato che adirà le vie legali per tutti i casi di decessi e malattie legate agli armamenti nocivi (cfr. “Gazzetta del Sud”), confermando che il numero dei soldati italiani morti causa uranio impoverito è salito a 44 e che oltre 300 sono gli ammalati. Secondo il resoconto del Maresciallo Leggiero, responsabile dell’Osservatorio, la documentazione prodotta dalla Commissione d’inchiesta non lascia dubbi in proposito e anzi rivela gravi omissioni: “La decisione di non dotare i nostri ragazzi delle misure minime di sicurezza fu presa con consapevolezza e terrificante freddezza: dotare i militari di misure precauzionali avrebbe fatto scoprire l’utilizzo di armamento nocivo e proteggere solo i militari e non i civili sarebbe stato politicamente scorretto”. Dalle dichiarazioni dell’Osservatorio si scopre ora che sono già una decina i casi di militari italiani contaminati durante la guerra in Iraq del 2003 (altro che “missione umanitaria”)ma non bisogna stupirsene, in quanto il ministro della Difesa Antonio Martino solo un anno fa, interrogato dalla commissione d’inchiesta del Senato, aveva smentito che i soldati italiani o quelli degli altri paesi alleati utilizzassero o potessero venire a contatto con l’uranio impoverito! E questo nonostante le ammissioni della NATO di avere sparato solo in Bosnia 11.000 proiettili con quel tipo di rivestimento radioattivo. Sembrerebbe, perciò, che qualcosa cominci a muoversi in questa vergognosa vicenda, ma è estremamente interessante riepilogare tutte le vicissitudini che hanno caratterizzato lo svolgimento della conferenza del 18/02 a Modena. Partiamo dalla sede dell’incontro. Un paio di mesi fa, l’associazione culturale “Pensieri in Azione” aveva prenotato quale luogo deputato all’incontro la “Sala delle Dame” nell’Istituto “Venturi”, dove già da anni è solita tenere le sue pubbliche iniziative. Il lunedì precedente il dibattito, una responsabile del Comune di Modena (proprietario della Sala) ci faceva sapere che causa crollo di un’aula all’Istituto scolastico “Venturi” tutte le sale compresa quella delle “Dame” erano inagibili fino a nuovo ordine, notizia confermata il giorno successivo da una segretaria del “Venturi” che ci lasciava intendere come fino al venerdì successivo (il 17/02 giorno precedente la conferenza) sarebbe stato impossibile confermarci la disponibilità o meno di quella sala. Armati di santa pazienza, nella necessità di avere al più presto un luogo adatto allo svolgimento dell’incontro (ovviamente la pubblicità alla conferenza non può essere fatta il giorno prima …), telefoniamo alla Circoscrizione Centro Storico che però ci spiega come la loro Sala conferenze, al sabato solitamente libera, stavolta fosse impegnata per tutto il giorno 18/2 causa iniziativa comunale. A questo punto vale ricordare come la nostra associazione avesse da circa un mese fatto richiesta all’assessorato alla Cultura del Comune di Modena di un piccolo rimborso spese per i relatori, vista l’importanza dell’iniziativa e il suo interesse per la nostra città. Ricordiamo che Modena è gemellata con la città serba di Novi Sad, centro sottoposto a duri bombardamenti della NATO nel 1999, con la quale esistono numerosi progetti di collaborazione economica. La Regione Emilia Romagna ha inoltre intrapreso da alcuni anni importanti iniziative di cooperazione economica e culturale con Belgrado e Tirana, zone quindi a forte rischio uranio impoverito, pericolo confermato da due episodi: il decreto dell’ex ministro della Salute Sirchia volto a bloccare l’importazione di carne dalla Serbia causa possibile contaminazione e il monitoraggio sul loro stato di salute al quale 588 volontari italiani impegnati nei Balcani hanno accettato di sottoporsi dopo i numerosi casi di militari deceduti. Ma dopo tre mail e due telefonate con le quali ci si assicurava una risposta (positiva o negativa che fosse) non abbiamo mai ricevuto comunicazioni su un eventuale contributo dell’Assessorato o sulla sua mancata concessione. Abbiamo invece avuto notizia dalla “Gazzetta di Modena” del 18/02/2006, che il giorno precedente in città si sarebbero incontrati il prefetto e il sindaco di Modena con il console generale degli Stati Uniti a Firenze, signora Nora Dempsey, per una visita di cortesia nel corso della quale sarebbero stati toccati vari temi, concernenti “le condizioni economiche e sociali della Provincia e la situazione internazionale”. Misteri della geopolitica, direbbe qualcuno, visto che un rappresentante del governo statunitense viene a parlare della situazione internazionale con il sindaco e il prefetto di una città di provincia italiana … il giorno prima di un’iniziativa sulle conseguenze dell’uranio impoverito nei conflitti voluti dalla NATO. La stessa “Gazzetta di Modena”, autrice del meritorio articolo del 21/02, riportava peraltro quel giorno che l’incontro con Falco Accame si sarebbe tenuto non presso la sede di Arcoiris tv (che ci aveva gentilmente fornito la sua sala conferenze) ma presso la Sala delle Dame (cioè da tutt’altra parte), nonostante nei giorni precedenti avessimo inviato tre mail e un fax dove specificavamo l’esatto luogo del dibattito e come puntualmente riportato, ad esempio, dal quotidiano “Rinascita”. Lascio perciò immaginare la gioia di coloro che recandosi davanti alla sede del “Venturi” sabato 18/02 trovavano un cartello nel quale spiegavamo l’inagibilità di “Sala delle Dame” e indirizzavamo gli interessati verso Via Curtatona 5/2 … Malgrado tutti i nostri comunicati il “Resto del Carlino” nella sua edizione di Modena non recava invece traccia dell’iniziativa, si sa quando la patria chiama … Lunedì 20/02, però, apprendavamo dalla stampa locale, che proprio presso la “Sala delle Dame” del “Venturi” si sarebbero tenute quel giorno alcune attività pubbliche, evidentemente l’emergenza era già stata superata … Ma veniamo ora agli ospiti. Dopo esserci indirizzati sull’ex console serbo a Bari, il gentilissimo prof. Dragan Mraovic, purtroppo bloccato nel capoluogo pugliese da impegni universitari, ci eravamo orientati su un trio comunque più che affidabile: Falco Accame, appunto, la dr. Maria Antonietta Gatti dell’Università di Modena ed esperta in nanopatologie che da tempo lavora con fondi UE sul problema contaminazioni e l’on. della Lega Nord Edouard Ballaman, promotore della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito. Quest’ultimo, che per venire a Modena aveva già annullato precedenti impegni, veniva bloccato dalla convocazione improvvisa a casa di Bossi, prevista proprio per sabato 18/02 e si trovava così costretto a rinunciare. Eravamo comunque confortati dalla sicura presenza di Accame e della dr. Gatti, che ci aveva preannunciato sia la proiezione di immagini inedite sia il contatto con un free lance, collaboratore del National Geographic (che infatti verrà) da lei invitato e interessato all’incontro. Ma non avevamo fatto i conti con la “sicurezza nazionale”. Venerdì 17/02 alle ore 20.00, cioè poche ore prima della conferenza, il responsabile di “Pensieri in Azione” riceveva la telefonata di una costernata dr. Gatti, la quale dichiarava di non poter intervenire l’indomani in quanto si era improvvisamente ricordata di far parte di una commissione del Senato e di non poter rilasciare nuove dichiarazioni fino alla scadenza della legislatura! Ecco il motivo per cui, sabato 18/02, il solo Falco Accame (nonostante tutti i treni quel giorno avessero almeno due ore di ritardo) riusciva a partecipare all’iniziativa, tenutasi comunque con una buona presenza di pubblico presso la sede di Arcoiris tv. Il mistero si chiariva inevitabilmente il giorno successivo alla pubblicazione dell’articolo sulla “Gazzetta di Modena” del 21/02; la dr. Gatti contattando telefonicamente un redattore del giornale chiariva come fossero state effettuate forti pressioni “da Roma” affinché lei rinunciasse all’incontro. Ma lorsignori, abituali frequentatori del “Palazzo”, stiano pure tranquilli, la verità alla fine emerge sempre.
Stefano Vernole
Nella foto: - proiettile M.829-APFSDS-T da 120mm con penetratore all'Uranio Impoverito
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Ultimo aggiornamento: sabato 25 febbraio 2006