Il silenzio
sull’uranio impoverito
di Mauro Franciolini
Lo scorso
novembre un altro militare italiano, che era stato in
missione nei Balcani, è morto per il linfoma di Hodgkin,
tumore maligno del sistema linfatico. Sale così a 40 il
numero dei militari, operai e manovali italiani morti di
malattia dopo essere stati in missione nei Balcani, dove
erano
stati
utilizzati proiettili ad uranio impoverito. Tra il 1994 ed
il 1995, furono esplosi quasi undicimila colpi radioattivi.
In Kosovo, nel 1999, gli aerei A10 ne spararono 31.500, pari
a 234 chili di uranio al minuto; oltre 14.000 proiettili
rimasero sul terreno di Pec, dove furono dislocati i soldati
italiani. Sul territorio della ex Yugoslavia, le incursioni
“umanitarie” dei bombardieri della N.A.T.O. hanno provocato
una delle più grandi catastrofi ecologiche della storia:
anche a guerra conclusa le leucemie, causate dalle polveri
dell’uranio impoverito, continuano a mietere vittime,
soprattutto tra i bambini. Nel 1999 la prima vittima per
tumore. Ad oggi , secondo i dati diffusi dell’Osservatorio
Militare, i malati sono 300. L’uranio impoverito (Depleted
Uranium - DU) è il prodotto di scarto, altamente tossico e
radioattivo, del processo di arricchimento dell’uranio. E’
chiamato “impoverito” perché il suo contenuto di “uranio
234” fissionabile è ridotto dallo 0,7% allo 0,2% in seguito
al processo di arricchimento. L’uranio impoverito ha circa
il 60% della radioattività rispetto all’uranio naturale e un
tempo di decadimento pari alla metà, cioè 4,5 miliardi di
anni. Dopo cinquant’anni di uranio arricchito per le armi e
i reattori nucleari, gli Stati Uniti d’America hanno un
eccesso di 500.000 tonnellate di uranio impoverito da
smaltire.
All’inizio degli anni Settanta, il governo americano
cominciò a studiare delle soluzioni per smaltire il DU senza
doverlo immagazzinare in reparti per scorie a bassa
radioattività. Negli anni Settanta/Ottanta i test condotti,
in oltre una dozzina di località americane, dimostrarono che
i proiettili di calibro grande e piccolo fatti di DU, grazie
al! loro altissimo peso specifico, erano quanto mai efficaci
nel perforare le corazze e gli edifici blindati; fu pure
scoperto che incorporando il DU nelle corazze dei carri
armati le si rendeva meno vulnerabili alla penetrazione dei
proiettili convenzionali. Oggi esistono proiettili di
piccolo calibro, tra cui quelli da 30 mm. che possono essere
utilizzati dagli aerei A10 e dagli elicotteri AH-Apache,
nonché munizioni per carri armati da 105 e 120 mm. che
possono essere usate dagli M1 americani, dai Leopard
tedeschi e dai Challenger inglesi. Il contenuto di uranio
impoverito cambia con il calibro da 300 grammi fino a cinque
chili. I proiettili a DU, realizzati per distruggere carri
armati (la cui corazza viene bucata come fosse cartone),
possiedono un’energia cinetica che, scaricata sul veicolo,
provoca la morte istantanea dell’equipaggio a causa del
terrificante effetto piroforico e la conseguente temperatura
elevatissima. I proiettili anticarro sono costituiti da un
sottile c cilindro di DU in lega con lo 0,75% di titanio
contenuto in un involucro di materiale più leggero. Quando
il proiettile colpisce il bersaglio si frammenta per una
porzione compresa tra il 10 ed 35 per cento in un aerosol di
ossidi di uranio che si disperde in un’area di circa cento
metri intorno al punto d’impatto. La dispersione in
atmosfera dell’uranio impoverito determina, in un primo
tempo, una contaminazione superficiale del suolo che, in una
seconda fase, si diffonde nell’ambiente e negli alimenti. La
sospensione delle polveri si posa sul terreno e con il
passare del tempo (e delle condizioni ambientali) penetra
fino ad intaccare in maniera irreversibile la falda
acquifera oltre che il suolo. Gli animali da pascolo, poi,
rischiano di mangiare erba contaminata da polveri
introducendo elementi tossici nella catena alimentare.
Toccare o respirare polvere dell’uranio può determinare
l’insorgenza di gravi malattie: deficit del sistema
immunitario; cancro a carico di tiroide, polmone o reni;
leucemie; distruzione del tessuto cerebrale!
Nella foto:
- proiettile
PGU 14-b API da 30mm con penetratore all'Uranio Impoverito)