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Ahmadinejad a
proposito dell' Olocausto
di Der Spiegel
(i collegamenti nel
testo sono a cura di Aljazira
La stampa francese ha
menzionato l’intervista concessa dal presidente iraniano Mahmud
Ahmadinejad alla rivista tedesca "Der Spiegel" comparsa lunedì 29 maggio
2006. Come dovuto, è stata estremamente sintetica quanto a citazioni
fornite. Ecco quindi la traduzione degli estratti che ci sembrano
interessanti (a cura di
www.eurasia-rivista.org):
"Noi siamo decisi"
In un’intervista concessa allo "Spiegel", il presidente iraniano
Mahmud Ahmadinejad affronta le questioni dell’Olocausto, del futuro
dello Stato di Israele, degli errori commessi dagli Stati Uniti in Iraq
e del conflitto nucleare di Teheran con l’Occidente.
SPIEGEL: L’annuncio del suo eventuale arrivo in Germania per il
torneo mondiale di calcio
ha sollevato una ventata di indignazione. Questo l’ha sorpresa?
Ahmadinejad: No, non è importante. Non ho del tutto capito come sia
successo. Per me non ha avuto alcun senso. Non riesco a capire tutta
questa agitazione.
SPIEGEL: Essa proviene dalle sue osservazioni a proposito
dell’Olocausto. Il fatto che il presidente iraniano neghi l’assassinio
sistematico degli ebrei da parte dei Tedeschi provoca inevitabilmente un
movimento di rivolta.
Ahmadinejad: Non ne vedo il rapporto.
SPIEGEL: Per prima cosa, lei fa i suoi commenti sull’Olocausto. Poi
viene annunciato che forse lei si recherà in Germania: questo ha
scatenato un autentico tumulto. Questo la sorprende dunque del tutto?
Ahmadinejad: No, non del tutto perché la rete del sionismo è attivissima
nel mondo intero e pure in Europa. Non sono stato dunque sorpreso. Noi
non ci rivolgevamo al popolo tedesco. Non abbiamo nulla a che vedere con
i sionisti.
SPIEGEL: Negare la realtà dell’Olocausto è passibile di sanzioni in
Germania. Le è indifferente che un movimento di indignazione si
manifesti contro di lei?
Ahmadinejad: Io so che lo "Spiegel" è una rivista rinomata. Ma non so se
a voi sia possibile pubblicare la verità a proposito dell’Olocausto.
Avete l’autorizzazione a scrivere tutto su questo argomento?
SPIEGEL: Abbiamo, naturalmente, il diritto di parlare dei risultati
delle ricerche storiche di questi ultimi 60 anni. Secondo noi, non vi è
alcun dubbio sul fatto che i Tedeschi, disgraziatamente, portino la
responsabilità dell’assassinio di 6 milioni di ebrei.
Ahmadinejad: Bene, abbiamo dunque aperto una discussione assai concreta.
Poniamo due domande molto chiare. La prima è: l’Olocausto è realmente
accaduto? Lei rifonde a tale domanda in modo affermativo. La seconda
domanda è allora la seguente: di chi è la colpa? La risposta a tale
domanda va trovata in Europa e non in Palestina. È perfettamente chiaro:
se l’Olocausto ha avuto luogo in Europa, si debba trovare la risposta in
Europa. Invece, se l’Olocausto non ha avuto luogo, perché allora quel
regime di occupazione...
SPIEGEL: …Lei vuole parlare dello Stato di Israele…
Ahmadinejad: …è accaduto lì? Perché i paesi europei si ostinano a
difendere quel regime? Mi permetta un’altra osservazione. Noi pensiamo
che, se un avvenimento storico è conforme alla realtà, quella realtà
sarà provata tanto più chiaramente moltiplicando le ricerche e i
dibattiti sull’argomento.
SPIEGEL: E’ ciò che in Germania è stato fatto da molto tempo.
Ahmadinejad: Noi non vogliamo
confermare o negare l’esistenza
dell’Olocausto. Noi ci opponiamo ad
ogni tipo di crimine contro qualsiasi popolo. Ma vogliamo sapere se quel
crimine è effettivamente avvenuto o meno. Se sì, allora sono i
responsabili a dover essere puniti e non i Palestinesi. Perché le
ricerche su un atto commesso 60 anni fa non sono permesse ? Dopotutto,
altri avvenimenti storici, certi risalenti a migliaia di anni fa, sono
oggetto di ricerche e anche i governi le sostengono.
SPIEGEL: Signor presidente, con tutto il rispetto, l’Olocausto è
certamente avvenuto, ci sono stati dei
campi di concentramento,
esistono dossier sullo sterminio degli ebrei, è stato realizzato un gran
numero di ricerche e non sussiste il minimo dubbio sull’Olocausto né sul
fatto, e ci rincresce amaramente, che i Tedeschi ne siano i
responsabili. Vorrei ora aggiungere una cosa: la sorte dei Palestinesi è
una questione completamente diversa che ci riporta al presente.
Ahmadinejad: No, no, le
origini del conflitto palestinese
devono essere ricercate nella storia. L’Olocausto e la Palestina sono
due argomenti legati direttamente l’uno all’altro. E se l’Olocausto ha
avuto luogo, allora voi dovreste permettere a gruppi imparziali dal
mondo intero di fare ricerche su tale argomento. Perché restringete
queste ricerche ad un certo gruppo? Non parlo, naturalmente, di voi ma
dei governi europei.
SPIEGEL: Lei sostiene che l’Olocausto non è che un "mito"?
Ahmadinejad: Io non accerto una cosa per veridica se non quando ne sono
veramente persuaso.
SPIEGEL: Anche se nessun esperto occidentale esprime il minimo dubbio
circa l’Olocausto?
Ahmadinejad: Ma in Europa esistono due punti di vista su questo
argomento. Un gruppo di specialisti o di persone, in maggior parte con
motivazioni politiche, dice che
l’Olocausto è avvenuto.
Poi c’è il gruppo degli specialisti che rappresentano la
posizione opposta
e che per questa ragione sono stati
in gran parte imprigionati.
Di conseguenza, si deve formare un gruppo imparziale per indagare e dare
un parere su questo importantissimo argomento, perché il chiarimento su
tale questione contribuirà alla risoluzione di problemi mondiali. Con il
pretesto dell’Olocausto, si è creata nel mondo una fortissima
polarizzazione e si sono formati dei fronti. Sarebbe dunque un’ottima
cosa che un gruppo internazionale imparziale esaminasse questo affaire
al fine di metterlo in chiaro una volta per tutte. Di norma, i governi
incoraggiano e sostengono il lavoro di ricercatori su avvenimenti
storici e
non li gettano in carcere.
SPIEGEL: A chi si riferisce? Di quali ricercatori parla?
Ahmadinejad: Lei lo sa meglio di me; ne ha l’elenco. Sono persone
originarie dall’Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia e
dall’Australia.
SPIEGEL: Lei parla, probabilmente, ad esempio, dell’inglese
David Irving,
del tedesco-canadese
Ernst Zündel,
attualmente processato a Mannheim, e del francese
Georges Theil,
che negano tutti l’Olocausto.
Ahmadinejad: Il semplice fatto che i miei commenti abbiano provocato
così vive proteste pur non essendo io europeo, e anche il fatto che io
sia stato paragonato a certi personaggi della storia tedesca, dimostrano
fino a che punto nel suo paese l’atmosfera sia conflittuale per i
ricercatori. Qui in Iran non c’è da essere inquieti.
SPIEGEL: Se con lei facciamo questa discussione storica, è per una
ragione del tutto attuale. Lei contesta il diritto di Israele
all’esistenza?
Ahmadinejad: Senta, la mia posizione è molto chiara. Noi diciamo che se
l’Olocausto è avvenuto, allora l’Europa deve trarne le conseguenze e
non è la Palestina a doverne pagare il
prezzo. Se non è avvenuto, allora gli
ebrei devono ritornare da dove sono venuti. Penso che oggi il popolo
tedesco sia anch’esso prigioniero dell’Olocausto. Sessanta milioni di
persone sono morte durante la seconda guerra mondiale. La seconda guerra
mondiale è stata un crimine gigantesco. Noi lo condanniamo interamente.
Siamo contro gli spargimenti di sangue, sia che il crimine venga
commesso contro un musulmano che contro un cristiano o contro un ebreo.
Ma la questione è: perché tra quei 60 milioni di vittime solo gli ebrei
sono al centro dell’attenzione?
SPIEGEL: Non è così. Tutti i popoli piangono le loro vittime della
seconda guerra mondiale, i Tedeschi, i Russi, i Polacchi e anche gli
altri. Ma noi, in quanto tedeschi, non possiamo liberarci da una
speciale colpevolezza, vale a dire quella dell’assassinio sistematico
degli ebrei. Ma forse ora dovremmo passare all’argomento successivo.
Ahmadinejad: No, ho una domanda per voi. Quale ruolo i giovani d’oggi
hanno avuto nella seconda guerra mondiale?
SPIEGEL: Nessuno.
Ahmadinejad: Perché dovrebbero avvertire questo senso di colpa nei
confronti dei Sionisti? Perché dovrebbero pagarne loro il prezzo di
tasca propria? Se delle persone in passato hanno commesso crimini, esse
avrebbero dovuto essere giudicate 60 anni fa. Un punto è tutto! Perché
il popolo tedesco deve oggi essere umiliato per il motivo che un gruppo
di persone ha commesso dei crimini in nome dei Tedeschi nel corso della
storia?
SPIEGEL: Certo oggi il popolo tedesco non può più farci nulla. Ma vi è
una sorta di onta collettiva per quegli atti commessi in nome della
Germania da parte dei nostri padri e dei nostri nonni.
Ahmadinejad: Come può una persona che all’epoca non era neanche nata
essere considerata responsabile di diritto?
SPIEGEL: Non di diritto, ma moralmente.
Ahmadinejad: Perché sul popolo tedesco pesa un tale fardello? Il popolo
tedesco di oggi non è colpevole di nulla. Perché il popolo tedesco non
ha il diritto di difendersi? Perché mettere davanti così i crimini di un
gruppo invece di valorizzare la grande eredità culturale tedesca? Perché
i Tedeschi non avrebbero diritto ad esprimere liberamente la loro
opinione?
SPIEGEL: Signor presidente, siamo ben consci che la storia della
Germania non si riassume nei 12 anni del Terzo Reich. Comunque dobbiamo
accettare che siano stati commessi degli orribili crimini in nome della
Germania. Questo lo ammettiamo e aver affrontato in maniera critica il
proprio passato si tratta di una grande realizzazione dei Tedeschi nella
storia del dopoguerra.
Ahmadinejad: Siete anche disposti a dirlo al popolo tedesco?
SPIEGEL: Oh sì, noi lo facciamo.
Ahmadinejad: Accettereste allora che un gruppo neutrale chieda al popolo
tedesco se condivide la vostra opinione? Nessun popolo accetta la
propria umiliazione.
SPIEGEL: Tutte le domande sono autorizzate nel nostro paese. Ma,
naturalmente, esistono in Germania dei radicali di destra che non solo
sono antisemiti, ma anche xenofobi e noi in effetti li consideriamo un
pericolo.
Ahmadinejad: Mi lasci chiedere una cosa: quanto tempo durerà questo? Per
quanto tempo ancora, secondo lei, il popolo tedesco dovrà accettare di
essere tenuto in ostaggio dai sionisti? Questo quando terminerà: tra 20,
50, 1000 anni?
SPIEGEL: Non possiamo parlare che a nome nostro. Lo "Spiegel" non è
ostaggio di nessuno; lo "Spiegel" non si occupa solo del passato della
Germania e dei crimini dei Tedeschi. Nel conflitto palestinese noi non
siamo l’alleato incondizionato di Israele. Ma teniamo a farci capire
bene: siamo critici, siamo indipendenti, ma non tollereremo, in ogni
caso non senza proteste, che il diritto ad esistere dello Stato di
Israele, dove vive un
gran numero di sopravvissuti all’Olocausto,
sia messo in discussione.
Ahmadinejad: E’ proprio qui che vogliamo arrivare. Perché dovreste
sentirvi in debito di qualcosa nei confronti dei sionisti? Se veramente
ci fosse stato un Olocausto, Israele dovrebbe situarsi in Europa, non in
Palestina.
SPIEGEL: Lei vuole di nuovo spostare tutto un popolo, 60 anni dopo la
fine della guerra?
Ahmadinejad: Da 60 anni, cinque milioni di Palestinesi non hanno terra.
È assolutamente sconcertante: voi
da 60 anni pagate delle riparazioni per
l’Olocausto e dovrete pagare ancora per
100 anni. Perché qui la sorte dei Palestinesi è fuori tema?
SPIEGEL: Gli Europei sostengono attivamente i Palestinesi. Perché,
naturalmente, noi dobbiamo anche assumerci una responsabilità storica
affinché in quella regione s’instauri la pace. Ma lei non condivide
questa responsabilità?
Ahmadinejad: Si, ma l’aggressione, l’occupazione e la ripetizione
dell’Olocausto non conducono alla pace. Quella che noi vogliamo è una
pace duratura. E questo comporta affrontare il problema alla sua radice.
Sono lieto di constatare che voi siete delle persone oneste e ammettete
di essere obbligati a sostenere i sionisti.
SPIEGEL: Non è questo che abbiamo detto, signor presidente.
Ahmadinejad: Voi avete detto « Israeliani ».
SPIEGEL: Signor presidente, noi parliamo dell’Olocausto perché vogliamo
affrontare l’argomento di un
eventuale armamento nucleare dell’Iran,
ragione per cui l’Occidente vi considera un pericolo.
Ahmadinejad: A certi gruppi in Occidente piace definire pericolose le
cose o le persone. Naturalmente, voi siete liberi di avere il vostro
giudizio.
SPIEGEL: La questione fondamentale è: volete armi nucleari per il vostro
paese?
Ahmadinejad: Mi permetta di aprire un discorso sul tema seguente: per
quanto tempo i credete che il mondo potrà essere governato dai discorsi
di un pugno di potenze occidentali? Ogni volta che esse hanno qualcosa
contro qualcuno, cominciano a diffondere propaganda e menzogna,
diffamazione e ricatto. Quanto tempo durerà questo? (…) Io credo che
quelli che
incarcerano le persone che fanno ricerche
sull’Olocausto
preferiscano la guerra alla pace. (…)
Intervista raccolta il 22 maggio a Teheran da Stefan Aust, Gerhard Spörl
e Dieter Bednarz. |