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BOICOTTIAMO ISRAELE: CODICE A BARRE 729

di Dagoberto Husayn Bellucci - Dir. Resp. Agenzia di Stampa "Islam Italia"

I mass media filosionisti del territorio coloniale italiota posero in evidenza , alcuni anni fa, l'attività di boicottaggio operata da alcuni ambienti della sinistra cosiddetta "antagonista" contro il sedicente Stato d'Israele.

Premesso che l'emporio criminale sionista in Palestina rappresenta un cancro per le popolazioni arabe del Vicino Oriente fomentato dall'Imperialismo dell'Occidente giudaico-mondialista; riteniamo legittima e ancora attuale la guerra contro le merci e i prodotti provenienti da "Israele".

L'efficacia di un simile boicottaggio potrebbe risultare ancor più coerente se, unitamente ai prodotti "made in Israel", si applicassero simili forme di lotta anche contro tutte le ditte e le società ebraiche.

Israele è solo la punta dell'iceberg oligarchico plutocratico e della ragnatela di interessi finanziari, bancari, commerciali dell'Internazionale Ebraica.

Il cosmopolitismo ebraico , con la sua storica prassi di parassitismo economico e la sua attitudine alla spoliazione dei mercati delle Nazioni gentili , ha edificato mediante l'oro e i commerci, il ricatto usurocratico e i prestiti ad interesse degli istituti di credito la sua potenza economica.

Colpire dunque Israele è atto doveroso ; colpire gli interessi della plutocrazia sionista e dell'imperialismo statunitense una conseguenza naturale 'dunque' non basta preferire il Chinotto alla Coca Cola occorre 'individuare' il tessuto di complicità organica che forma l'intelaiatura del monopolio commerciale ebraico nel mondo.

In un articolo di tre anni e mezzo or sono a firma Claudio Grassi, apparso sul quotidiano "Liberazione" - organo del Partito della Rifondazione Comunista -; intitolato "Io non compro made in Israel" veniva riportata questa analisi:

"Nonostante la strumentalizzazione o, più spesso, la ferrea censura dei media , nel nostro paese hanno già avuto luogo centinaia di iniziative. Promossi principalmente dal Forum Palestina (
www.forumpalestina.org) e altri comitati di supporto alla causa palestinese, volantinaggi hanno informati i clienti abituali dei supermercati Auchan, La Rinascente, Upim e Carrefour e azioni dimostrative sono state indette contro le sedi di Caterpillar, Mc Donald's e Hazera Genetics , tre delle aziende inserite nella lunga lista.
Sono prodotti dalla Caterpillar i buldozer dell'esercito israeliano utilizzati per demolire le case palestinesi e sradicare gli alberi d'ulivo.
 Il presidente della più nota catena di fast-food , Greenberg, è direttore onorario di una Camera di Commercio e Industria America-Israele e, secondo il "Chicago Online", Mc Donalds è uno dei maggiori partner economici di un'organizzazione ultra-conservatrice ebraica.
La Hazera Genetics è, invece, un azienda israeliana specializzata nell'import di sementi geneticamente modificate e che, con i suoi pomodorini "Pachino" di dubbia genuinità, sta mettendo in crisi le coltivazioni tradizionali della Sicilia. (...)
Al rifiuto di acquistare prodotti di società dai nomi esotici, come Jaffa, Carmel, Delta Galil, di multinazionali tipo Nestlé , Coca Cola, Nokia e L'Oréal o di stipulare accordi commerciali con le autorità d'Israele , ora si aggiunge anche la richiesta di una moratoria delle relazioni scientifiche e culturali con lo stato sionista.
Centinaia di docenti e ricercatori di ogni parte del globo, tra cui diversi italiani, hanno sottoscritto due appelli distinti del "Coordinamento degli Scienziati per una pace giusta nel Medio Oriente" , nei quali si chiede la cessazione di ogni forma di collaborazione istituzionale e di sostegno materiale agli organismi israeliani fino a quando il governo di Sharon non deciderà di avviare seri negoziati di pace con i palestinesi."

Fin qui Claudio Grassi per i lettori del quotidiano "comunista" Liberazione.

Noi diciamo invece che non era certo una questione di 'negoziati' anche perchè , gli sviluppi successivi all'aggressione statunitense in Iraq l'hanno confermato, la stravagante idea dei "Due Popoli Due Stati" partorita da qualche genialoide e sposata tout court dall'estrema sinistra parlamentare italiana è illegittima, irrazionNessun governo dell'entità sionista ha mai rispettato , nè rispetterà mai, gli accordi firmati dai suoi dirigenti con l'Autorità Nazionale Palestinese.

Nessuna spartizione del territorio nazionale palestinese potrebbe sancire la fine delle violenze e dei massacri nel Vicino Oriente nè garantire , in prospettiva, che i sionisti non scateneranno un più vasto piano di disintegrazione dell'identità storica dei palestinesi.

La politica attuata dal premier Olmert non differisce da quella precedentemente posta in atto dal macellaio di Sabra e Chatila, il boia Ariel Sharon, nè da quella dei suoi predecessori più o meno insigniti di "nobel per la pace" (Ehud Barak, Benjamin "bibi" Nethanyau, Shimon Peres o Yithzak Rabin che siano).

Questi signori sono degli illegittimi usurpatori della Nazione palestinese gli eredi dei criminali sionisti che imposero la loro presenza in Palestina con il terrorismo e le stragi indiscriminate prima, durante e dopo la fondazione dell'entità sionista denominata "Israele".

Mentre l'Occidente kippizzato ha ricordato i 58 anni della fondazione dell'emporio criminale ebraico , i palestinesi commemoravano la "Nakba" (la Tragedia) che investì i loro padri nella primavera maledetta del 1948.

Israele che sbraita e piagnucola presso tutte le cancellerie dell'Europa occidentale , elemosinando una solidarietà che vuole totale e corale da parte delle Istituzioni, dei Parlamenti e dei Governi dell'Unione Europea , dimentica le azioni di terrorismo perpetrate dall'Irgun Zve Lehi, dall'Haganà, dalla Banda Stern contro i palestinesi.

Israele dimentica - e impone ai mass media occidentali sottoposti alle gogne della 'dura lex' judaica - i massacri di Deir Yassin, il piano Dalet, le rappresaglie contro intere città, il terrorismo anti-britannico, le bombe contro l'hotel King David a Gerusalemme e quelle scoppiate in mezza Europa prima della "proclamazione" e della costituzione formale dello "Stato d'Israele".

La Questione Ebraica, lo si voglia accettare una buona volta anche a Sinistra, diverrà lo spartiacque fondamentale della contrapposizione inevitabile tra i nemici irriducibili d'Israele e i cooperanti e i sodali pro-israeliani sparpagliati nei quattro angoli del pianeta.

Contro i terroristi sionisti non può esistere alcun compromesso.
Ovunque vi è un Ebreo vi è Sionismo così il Sionismo è intimamente legato alla "specificità" ebraica.

Aderire al boicottaggio dei prodotti israeliani dunque non è sufficiente. E' necessario conoscere i nessi di convergenza operativa con Israele delle industrie e multinazionali  "gentili" (ammesso e non concesso che tali siano realmente).

Alcune delle principali ditte italiane investirono notevoli capitali in Israele; tra queste ricordiamo: la Telecom, l'Istituto assicurativo delle "Generali" (notorio feudo ebraico), la Bassetti, la Bosca e l'Italgas.

Molti altri "marchi" commerciali di affermate ditte multinazionali sono sotto diretto controllo ebraico. Tra queste società ricordiamo:

- Bevande: la Schweeps, la Coca Cola, la Disney, la Sprite, la Perrier;

- Cosmetici: Vichy, Esteé Lauder, Revlon;

- Alimentari: Danone, Nestlé, Kit Kat, Nescafè;

E ancora: la L'Oreal, la Mark's & Spencer, l'Henry Bendel, la Kiwi, la Dim, la Kotex, la Pryca, la Wonderbra, la Lovable, la Sanex, la Calvin Klein, la Dr. Pepper, la Pilao, la The Limited Expo, l'Intimate e - come riportò il quotidiano pro-sionista "Libero" in data 12.02.2003 - pure Giorgio Armani.

Secondo i ruffiani d'Israele del quotidiano di Feltri "La colpa di Giorgio Armani e di tutte le altre ditte francesi, americane, inglesi e australiane che la libreria del Testaccio intende boicottare, solidale alla causa palestinese e del suo immacolato leader Yasser Arafat, è quella di avere dei legami con Israele."

A questa lunga lista si dovrebbero sommare centinaia e centinaia di altre ditte e di altri prodotti (oltre ai noti pompelmi Jaffa .... chissà perchè il pompelmo ci fa letteralmente schifo... ci sarebbe la frutta Carmel, i frigoriferi Ocean, i cosmetici Rubinstein, i vestiti Banana Republic ,, la Ralph Lauren ecc. ecc.).

Insomma l'appello dovrebbe essere rinnovato: Boicottate Israele, Boicottate le Multinazionali Sioniste e - quando vi recate a fare la spesa - occhio al codice a barre 729.

NON COMPRARE ISRAELIANO! NON FINANZIARE IL PARASSITISMO EBRAICOale, inattuabile ovvero demenziale.

Ultimo aggiornamento: domenica 25 giugno 2006