Pensioni inglesi:
allo sfascio grazie a Blair
di Maurizio Blondet
:effedieffe.
Il primo
ministro Tony Blair e il cancelliere dello scacchiere Gordon
Brown
LONDRA - La crisi del sistema
pensionistico inglese privatizzato si allarga.
Ormai è uno scandalo nazionale.
Non sono più solo 85 mila pensionati ad aver perso i loro
risparmi per la vecchiaia affidati ai fondi privati; ora si
parla di 15 milioni di cittadini, obbligati dal governo a
investire i loro risparmi pensionistici nel mercato
obbligazionario nazionale, a perdere cifre sostanziali.
A raccontare la vicenda è una fonte insospettabile:
Bloomberg, la rivista dell'alta finanza Di New York
(1).
Scrive dunque Bloomberg: «il primo ministro Tony Blair e
il cancelliere dello scacchiere Gordon Brown hanno obbligato
i fondi pensionistici inglesi (tale «industria» vale
760 miliardi di sterline, 1,3 trilioni di dollari) ad
accrescere i loro investimenti in buoni e obbligazioni
denominati in sterline a cominciare dal 2004, in seguito a
un collasso dei fondi che lasciò decine
di migliai a di lavoratori senza rete di salvataggio per
la vecchiaia».
«La cura, ossia il piano d'investimento determinato
dallo Stato, rischia di essere peggiore della malattia
causata dal lasciare i fondi a prendere da sé le decisioni
d'investimento. Solo questo mese, i fondi hanno perso quasi
3,8 miliardi di sterline sui bond nazionali, fra cui 870
milioni in obbligazioni di imprese. La perdita equivale a
460 sterline (667 euro) per ogni pensionato, ossia
tre settimane di reddito pensionistico medio».
«Ciò causerà molta povertà tra i pensionati
nel prossimo decennio», dice Roger Turner, direttore
della Occupational Pensioners' Alliance, la lobby che
rappresenta 1,5 milioni di inglesi […].
«La corsa dei fondi pensionistici ad accaparrarsi
obbligazioni private è stata innescata da una riforma delle
regole di contabilità avvenuta nel 2001, che esige dalle
aziende di calcolare i deficit dei loro piani di
pensionamento usando i frutti dei! 'bond', e dall'iniziativa
presa da Blair nel 2004 di 'chiudere' i deficit dei fondi.
La corsa è diventata forsennata l'anno scorso, quando il
governo ha imposto alle aziende di rendere pubblici i vuoti
pensionistici nei loro bilanci.
I fondi pensione inglesi hanno adesso il 35 % dei loro
attivi in obbligazioni, contro il 31 % del 2003».[…].
Il capo dei liberal-democratici ha criticato Blair per aver
mancato alla promessa di compensare le perdite dei
pensionati […].
Il costo delle perdite pensionistiche sarebbe troppo alto,
ha replicato Blair: i pagamenti totalizzerebbero almeno 15
miliardi di sterline e rappresenterebbero «un precedente
di proporzioni finanziarie eccezionali per questo governo e
per gli altri».
«Dal 2046 un inglese su quattro sarà in pensione contro
il 16 % di oggi».
«Obbligare i fondi a prendere
decisioni d'investimento
sulla base dei loro passivi è 'la cosa più stupida mai
pensata'», ha detto Con Keating,
ex consulente dell'OCSE.
Le obbligazioni a 15 anni sono cadute del 2,5 % nell'ultimo
mese.
Un'alluvione di nuove emissioni di titoli e bond, insieme
con i tassi d'interesse crescente sul debito di Stato, ha
fatto colare a picco il mercato.
Un'obbligazione 25ennale del Citigroup venduto alla fine di
febbraio è calato di 4,5 pences a sterlina, facendo salire
il rendimento di 0,40.
Per un fondo che ne ha comprato 1 milione di sterline, la
perdita è stata di 48 mila sterline in un mese.
Le imprese si preparano a vendere le obbligazioni in Gran
Bretagna prima che i rendimenti salgano troppo.
La Tesco, la più grossa catena di supermercati inglese, ha
emesso un record di 53,6 miliardi di dollari in obbligazioni
nuove nel quadrimestre, visto che le regole impost e dal
governo avevano creato un mercato - i fondi pensione essendo
costretti a comprare.
Le nuove regole hanno fatto guadagnare parecchio ai
detentori di obbligazioni fino a gennaio.
I titoli a reddito fisso a lungo termine rendevano l'anno
scorso anche l11,5 %: frutti superiori, secondo la Merrill
Lynch, a quelli che si potevano spuntare in USA e in Europa,
persino nelle azioni.
La domanda da parte dei fondi pensione,
che cercano titoli a lunga scadenza, ha fatto calare il
rendimento dei buoni del Tesoro inglesi a 30 anni al 3,68 %
a gennaio, il più basso tasso dal 1954 […].
Milioni di pensionabili possono scoprire di non avere il
denaro che pensavano, se i gestori dei fondi continuano ad
accaparrarsi titoli.
Il 73 % dei pensionati inglesi dipende dal reddito di
accumulo durante gli anni di lavoro: le pensioni corrisposte
ammontano in media a 137 sterline (197 euro) a settimana.
L'ordine di Blair ai fondi pensione di acquistare
obbligazioni per compensare le perdite schiaccia i
rendimenti in basso e aumenta i buchi nei fondi
pensionistici: un effetto «cane che si morde la coda».
E' quasi impossibile commentare questo tragico pasticcio: un
goffo e rovinoso tentativo di «dirigismo» statale operato
sui fondi privatizzati, aggravato dal rifiuto dello Stato di
assumersi le proprie responsabilità, accollando le perdite
ai futuri pensionati.
L'economia finanziaria gira ormai come una giostra
impazzita.
A conclusione di questo evento si può intravvedere un
avvenire di miseria e razionamento per la popolazione
anziana.
Dallo Stato del benessere al malessere distruttivo e
cronico.
Note
1) «15 million brits losing savings in
Blair's supposed safe bet», Bloomberg, 21 marzo 2006.