NOTIZIE

 

Il rappresentante di Hezb’Allah da Teheran:” La resistenza non disarmerà”


di Dagoberto Husayn Bellucci - direttore responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia" da Beirut sud


Il rappresentato del movimento sciita libanese di Hezb'Allah a Teheran, Abdullah Safieddine, ha dichiarato lunedi' 21 agosto che "la Resistenza non disarmera'" sottolineando altresi' che "continuera' a importare armi dall'estero.".

Queste dichiarazioni seguono quelle di altri dirigenti libanesi del partito di Dio sciita che avevano chiarito che non era all'ordine del giorno la discussione concernente il disarmo della Resistenza , un problema interno libanese che sarebbe stato discusso solo ed esclusivamente tra le forze politiche e le istituzioni libanesi.

"Non avremo alcun disarmo - ha continuato il rappresentante Hezb'Allah in Iran - poiche' la risoluzione Onu non lo richiede affatto" precisando, in un intervista apparsa sul quotidiano "Shargh" , che "e' da troppo tempo che l'esercito libanese non garantisce la sicurezza del Libano" pertanto "noi continueremo a garantire la difesa dei confini meridionali".

Secondo il dr. Safieddine "Hezb'Allah non cedera' ne' disarmera' alcuna delle sue sezioni della Resistenza poiche' in realta' la Resistenza e' composta da tutti gli abitanti residenti nel sud Libano che non possono essere espulsi dai loro territori.".

Analizzando i risultati sul terreno bellico il rappresentante di Hezb'Allah a Teheran ha dichiarato che "il nostro partito ha ottenuto una grande vittoria, tattica e strategica, e rimarra' la' dov'e' sempre stato negli ultimi sei anni".

Il dr. Safieddine ha rimarcato il silenzio della comunita' internazionale nei confronti dell'aggressione sionista contro il Libano e ha precisato che "Hezb'Allah difende ogni metro della nostra terra : se la situazione cambiera' e l'esercito libanese riuscira' a garantire la sicurezza del paese troveremo il modo di difendere il Libano diversamente".

Hezb'Allah, lungi dal disarmare, mantiene le sue posizioni come si evinceva chiaramente all'indomani del dichiarato cessate il fuoco quando , nei principali centri del Libano meridionale, della Beka'a e delle banlieus meridionali di Beirut i militanti del partito sciita erano scesi nelle strade per celebrare la vittoria contro l'aggressione sionista.

Anche il segretario generale di Hezb'Allah , sheick Hassan Nasrallah, si era espresso in questi termini nel suo ultimo discorso televisivo da "al Manar" sottolineando l'immane sacrificio del popolo libanese, le sofferenze, i lutti, le distruzioni che hanno provocato trentaquattro giorni di aggressione israeliana.

Hezb'Allah non disarma. E' quanto avevano dichiarato anche il presidente della Repubblica, Emile Lahoud , e il Presidente del Parlamento, avv. Nabih Berry per i quali era "vergognoso richiedere il disarmo dell'unico esercito arabo che aveva tenuto testa a Israele" e "respinto un aggressione brutale contro un intero popolo".

Il Ministro degli Affari Esteri iraniano, Manoucher Mottaki, ha , da parte sua, affermato lunedi' 21 agosto da Pretoria (Sud Africa) dove si trova in visita di Stato, che "la resistenza incontrata da "Israele" durante la sua aggressione al Libano rappresenta la prima sconfitta dello Stato ebraico in Medio Oriente dopo sessant'anni di aggressioni".

"E' la settima guerra d'aggressione sionista contro il Libano - ha voluto sottolineare Mottaki - La prima che ha miseramente fallito tutti gli suoi obiettivi dichiarati dal governo d'occupazione sionista. La Resistenza libanese ha permesso stavolta di evitare un invasione che era stata programmata da lungo tempo. E' la prima volta, e non solo in Libano ma per l'intero Medio Oriente, che gli israeliani hanno sbagliato i loro calcoli e perso sul terreno militare".

Una vittoria quella della Resistenza Islamica libanese che non potra' essere svenduta sul tavolo di un cessate il fuoco che , per il momento, non da alcuna garanzia di sicurezza al paese dei cedri ne' assicura una pace di lunga durata nella regione vicino-orientale.

"Israele" , entita' criminale sionista, rimane un pericolo quotidiano per tutte le popolazioni arabe del Vicino Oriente.

27/08/2006


pagina delle notizie

home page

archivio 2006

archivio 2005

archivio 2004

archivio 2003