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In RAI ordinaria censura... Forse di più


di Massimo Fini
 


Mi spiace dover parlare ancora di me. Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma il fatto è che sono di nuovo stato oggetto da parte della Rai -Tv di Stato di un episodio di censura che non è più nemmeno il caso di definire ordinaria.
Parecchi giorni fa Gigi Moncalvo, conduttore su Rai Due di “Confronti”, mi invitò a partecipare a un dibattito con Paolo Del Debbio. Seguirono varie telefonate dalla Produzione per mettere a punto i dettagli della mia partecipazione, comunque a titolo gratuito. Come risulta da una documentazione in terna della Rai il direttore di Rai Due, il leghista Massimo Ferrario, aveva dato fin dal 16 gennaio il suo ok alla mia partecipazione, ma due giorni prima della registrazione di “Confronti”, il conduttore Gigi Moncalvo riceveva questa comunicazione da parte del direttore di Rai Due. «Mi riferisco alla richiesta di contratto di lavoro autonomo del Sig. Massimo Fin i, per il programma “Confronti”, per comunicarTi che non è possibile mandare avanti la stessa in quanto l’interessato è in causa con l’Azienda».
Il ragionier Ferrario si riferiva agli strascichi di un’altra censura che era stata perpetrata dalla Rai nei miei confronti. Nell’autunno del 2003 ero stato in fatti in gaggiato per un programma di Rai Due “Cyrano”. Erano stati firmati i contratti, fatte le prove nella sede Rai milanese di corso Sempione, registrata ma non ancora montata, la prima puntata quando il regista e coproduttore del “Cyrano”, Eduardo Fiorillo, venne chiamato a Roma dal direttore di Rai Due, Antonio Marano, che, nulla avendo visto né avendo potuto vedere del programma g! li disse: «C’è un veto su Massimo Fin i. Devi toglierlo di mezzo». Fiorillo rifiutò d’esser complice di questa decapitazione. Marano ci convocò, me e Fiorillo, un lunedì, a 24 ore dall’andata in onda del “Cyrano”, e mi disse: «Mi spiace. Su di lei c’è un veto politico-aziendale da parte di persona cui non posso resistere. Chi sia glielo dirò il primo gennaio». Il Cyrano non andò in onda e del misterioso personaggio Marano non mi disse naturalmente più nulla. Ma non è difficile da individuare. Si tratta di un signore che in questi giorni furoreggia su tutte le Tv Radio nazionali, pubbliche e private, oltre che su quelle locali.

Feci causa alla Rai , che mi aveva fatto perdere un mucchio di tempo, che non mi aveva nemmeno pagato, che oltre che materialmente mi aveva danneggiato professionalmente perché l’ineffabile Marano davanti alla Commissione di Vigilanza Rai che lo interrogava sul caso non se la sentì di riferire la storia del “veto” e si inventò che io non “bucavo” il video.

In seguito scoprii che difendere i propri diritti di lavoro in Italia non è lecito. In vitato in fatti nel marzo 2005 al programma “Confronti” per un dibattito con Vittorio Feltri la mia partecipazione fu bloccata, sempre all’ultimo momento, dal nuovo direttore di Rai Due, Massimo Ferrario, con un diktat, inviato a Moncalvo, in cui si diceva che non potevo partecipare ad alcun programma Rai in quanto ho in corso “un giudizio civile con la Rai nonchè un’indagine della Procura della Repubblica di Milano”. Il buon Ferrario sorvolava sul fatto che la Procura stava indagando sulla Rai e sul suo singolare comportamento e non certo su di me.

In fin e questo terzo, recente, episodio di “cancellazione” della mia persona in Rai il cui commento lascio a Gigi Moncalvo nella lettera che ha inviato il 25/I al Presidente, Claudio Petruccioli, e al Direttore Generale, Alfredo Meocci: “Una censura ai danni di un personaggio di vasta notorietà, in possesso di qualità in discutibili come la sua assoluta in dipendenza, il grande impatto delle sue prese di posizione, lo spessore culturale notevolissimo: un ospite quindi in grado di garantire elevati contenuti e ascolti alla trasmissione e alla rete... Ora i casi sono i seguenti: o è “pericoloso” e sgradito Fin i, o lo sono io, o lo siamo tutti e due se veniamo messi insieme».

 

Ultimo aggiornamento: domenica 29 gennaio 2006