NOTIZIE 2006

 

Sfratto esecutivo

 

Il governo, è cosa nota da tempo, di fatto non ha la maggioranza al Senato. I numeri parlano chiaro ed indicano una maggioranza possibile soltanto ricorrendo ai senatori a vita e questo non è evidentemente possibile nella vita di Aula normale. Anzi, le ultime defezioni tra le fila dell’Italia dei Valori e dei Comunisti Italiani rendono ancor più problematica la vita del governo. Ed è successo che l’esecutivo guidato da Prodi è stato battuto a Palazzo Madama sul decreto legge sugli sfratti. L'aula ha approvato con 151 sì e 147 no e nessun astenuto una pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'opposizione.
Il centrodestra ha esultato a lungo, considerando la votazione un successo e la prova evidente dell’impotenza del centrosinistra, ma avrebbe potuto scegliere un altro tema sul quale cimentarsi perché questa volta a pagare saranno gli italiani economicamente più deboli ed indifesi.
Il decreto legge sugli sfratti, approvato con procedura d'urgenza dal Consiglio dei ministri il 22 settembre scorso, prevedeva infatti il blocco degli sfratti per le famiglie non morose con reddito inferiore ai 27 mila euro e con figli a carico o persone con un handicap superiore al 66% o al cui interno vivano malati terminali oppure ultrasettantenni.
Il provvedimento, presentato dal ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero, stabiliva in tre mesi la durata della sospensione per tutti i Comuni interessati, mentre sarebbe stata prolungata al 30 giugno 2007 per gli immobili della piccola proprietà e al 30 giugno 2008 per quelli della grande proprietà nei Comuni che presenteranno al Governo programmi locali per affrontare l'emergenza abitativa.
Il blocco degli sfratti non era certamente una soluzione per affrontare il problema abitativo che affligge un numero sempre maggiore di famiglie italiane, ma almeno concedeva una tregua mentre da domani per molti tornerà ad incombere il dramma di un futuro in mezzo alla strada.
Il governo è tornato in Aula, su sollecitazione del presidente Marini, per cercare di trovare una soluzione e speriamo che questa volta ci sia anche la collaborazione del centrodestra. Se si voleva una sconfitta umiliante per Prodi questa è stata incassata, ora però bisogna pensare agli italiani e magari sarebbe giusto farlo cominciando a rivedere completamente i progetti di edilizia popolare fermi da troppo tempo. La casa è un diritto per tutti e non si possono lasciare i cittadini nelle mani dei prestiti usurai delle banche. Intanto, però, fermiamo gli sfratti.

 

Paolo Emiliani
 

29/10/2006


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