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NOTIZIE 2007
Ratzinger all'assalto
Paolo Emiliani
Povero Prodi. Il destino del suo governo sembra proprio quello di vivere
perennemente appeso ad un filo.
E’ riuscito, con molte difficoltà ed una crisi che lo ha riportato in
parlamento per chiedere la fiducia, a superare lo scoglio del
rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero, ma ora la
cosiddetta sinistra radicale pretende la contropartita per aver votato a
favore della guerra filo atlantica in Afghanistan, rinnegando ogni
precedente promessa pacifista. Il risarcimento richiesto dalla sinistra
sempre meno di lotta e sempre più di governo si chiama “dico” ovvero i
famosi patti di convivenza senza limitazioni di sesso.
Politicamente sarebbe poca cosa, solo una bandiera da sventolare per chi
ha perso ogni vero ideale: di fatto quisquilie che Prodi potrebbe
facilmente cedere se guidasse un qualsiasi governo europeo. In Italia,
però, c’è il Vaticano e su questioni del genere il terreno diventa assai
pericoloso.
Finora sono stati molti gli interventi di vescovi e cardinali contrari
ai dico, ma adesso sembra essere sceso in campo anche il numero uno di
Oltretevere e la questione si complicherà parecchio.
“Politici e legislatori cattolici consapevoli della loro grave
responsabilità sociale” non devono votare leggi che vanno contro “la
natura umana”, . ha tuonato Ratzinger nell’Esortazione post-sinodale
Sacramentum Caritatis. Un secco richiamo ai cattolici alla coerenza,
anche in Parlamento. Ratzinger ha chiesto di sostenere “valori
fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana, della
famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Ed il papa ha
chiarito che questi sono “valori non negoziabili”.
Nel testo del documento il papa ha inoltre sottolineato la necessità, da
parte dei cattolici che ricoprono ruoli pubblici, di dare “pubblica
testimonianza della propria fede”.
Non siamo ancora alla scomunica, ma un voto a favore dei dico sembra
proprio essere molto sgradito in Vaticano.
Ratzinger ha inoltre voluto dare un altro segnale preciso. Ha ribadito
che la prassi della Chiesa è di non ammettere ai sacramenti i divorziati
risposati.
Altro che dico.
Prodi, cattolico cresciuto professionalmente e politicamente all’ombra
della Dc, oserà sfidare santa madre chiesa?
Certo, dopo l’inciucio tra Prodi e Berlusconi cominciano ad essere
parecchi quelli che vorrebbero far inciampare il governo ed una trappola
“poco politica” potrebbe essere proprio quella giusta. Stravagante, ma
“tempestiva”.
01/04/2007