NOTIZIE 2007

LIBANO: PRESIDENZIALI "BLINDATE", IL GOVERNO DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA NELLA CAPITALE

di Dagoberto Husayn Bellucci, dir. resp. agenzia stampa "Islam Italia"

Il Libano si appresta al voto per le elezioni presidenziali a meno di una settimana dall'uccisione del deputato della maggioranza anti-siriana e in uno stato di assoluta incertezza. Il governo presieduto dal filo-americano Fouad Siniora ha esteso a tutta la capitale Beirut lo "stato di emergenza" in vista di queste consultazioni elettorali che sono vissute da tutti i libanesi come un vero e proprio "scoglio" da superare il più in fretta possibile: la percezione è che non vi sarà alcuna novità di rilievo come previsto nelle ultime settimane dagli opinionisti dei principali quotidiani libanesi.
Stato d'emergenza che ha interessato soprattutto una quarantina di deputati della maggioranza che sostiene l'esecutivo: "vogliono ammazzarci tutti" aveva dichiarato il leader della Corrente Futura , Sa'ad Hariri, mentre i suoi e il blocco dei partiti del 14 marzo rilanciavano accuse all'indirizzo di Damasco.
Complotto siriana e colpo di Stato iraniano rilanciavano i media "amici" dei partiti al potere mentre il paese si fermava una volta ancora per commemorare nuove vittime del terrorismo senza volto che ha piegato il Libano alle logiche della sedizione atlantica che vorrebbero esportare , anche da queste parti, le strategie del "divide et impera" già collaudate nel vicino Iraq. L'Opposizione Nazionale non intende boicottare il voto di oggi all'Assemblea Nazionale, lo ha affermato il presidente del parlamento avv. Nabih Berry e i principali leader dei partiti che da mesi sono in piazza per contrastare i progetti egemonici statunitensi che vorrebbero trasformare il paese dei cedri in un nuovo protettorato a stelle e strisce.
Il presidente dei deputati del Blocco della Resistenza, dr. Mohammad Raad (Hzb) aveva sottolineato più volte che l'Opposizione non avrebbe utilizzato la forza per impedire lo svolgimento delle presidenziali sulla base del quorum della metà più uno degli elettori: "in realtà - aveva dichiarato Raad - la maggioranza insiste per eleggere un presidente fazioso non un presidente della Repubblica. Vogliono un presidente per una sola fazione dei libanesi non per tutto il paese. Ciò che sostengono è un presidente che benefici dell'avallo di Washington e che, sottobanco, faccia l'impossibile per coprire le loro violazioni costituzionali assicurando loro l'appoggio necessario".
E' per questi motivi che , secondo Hizb'Allah, "qualsiasi presidente eletto con la formula del quorum "la metà più uno" non sarà altro che un esecutore dei progetti aggressivi israelo-americano contro il Libano".
Il voto libanese, tra inquietudini e paure, strascichi polemici e critiche dovrà decidere soprattutto quale sarà la direzione di marcia di un paese che , ancora una volta, rimane sotto attacco.

 

01/10/2007


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