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NOTIZIE 2007
L’atomica siriana: le menzogne
Maurizio Blondet
John Bolton. E intanto la Korea del Nord nega ogni coinvolgimento e parla di cospirazione
Israele continua a spiegare
l'incursione dei suoi caccia nello spazio aereo siriano con la
«necessità» di colpire una installazione nucleare non meglio
identificata, dove si sarebbe trovato materiale nucleare fornito
occultamente dalla Corea del Nord.
Giorno dopo giorno, particolari che precisano la presunta
operazione vengono fatti filtrare, attraverso «fonti anonime»
(nessuno mette la sua faccia per spiegare quel che è realmente
avvenuto), e ripresi come oro colato dai «grandi giornali»: a
cominciare dal Washington Post e dal New York Times per finire
al Il Corriere e alla ridicola Nirenstein.
Il nuovo particolare filtrato sarebbe il seguente: una nave da
carico nord-coreana avrebbe scaricato materiale nucleare in
Siria, dopo essersi mascherata con bandiera sud-coreana, come
pare facciano spesso i mercantili di Pyongyang per sfuggire alle
restrizioni internazionali che colpiscono il commercio
dell'ultimo comunismo dinastico.
Anche questo, preso per oro colato.
I grandi media invece, non hanno riportato che questa
informazione è stata smentita dalla voce più autorevole: Song
Min Sun, il ministro degli Esteri della Corea del Sud, ossia del
Paese che più sa e più controlla i movimenti della vicina Corea
del Nord, e che più ha ragione di allarmarsene.
Non ci sono indizi concreti di alcun genere, ha detto il
ministro: «E nessuno presenta alcun dato confermato».
Oltretutto, ha aggiunto, «Se la Siria ha ricevuto materiali
nucleari dalla Corea del Nord, deve avere qualche impianto
attrezzato per immagazzinarli. Per quanto ne so, la Siria non ha
alcun impianto per l'immagazzinamento nucleare» (1).
E' l'esatto, documentato parere di un noto
esperto internazionale di armamento nucleare, Joseph Cirincione,
membro del Center for American Progress dove si occupa del
controllo atomico, e autore di un libro su questo tema: «Bomb
Scare: the history and future of nuclear weapons».
Vale la pena di riportare per intero la dichiarazione di
Cirincione dopo aver letto l'articolo del Washington Post sul
supposto trasporto dalla Corea del Nord alla Siria:
«Questa storia è priva di senso. Il Washington Post avrebbe
dovuto titolarla così: 'Gente della Casa Bianca sta cercando di
far passare il collegamento tra Siria e Nord-Corea'.
La grande stampa pare non aver appreso nulla dalla
preparazione propagandistica per la guerra in Iraq (le
armi di massa di Saddam): è triste vedere che ancora una
volta 'fughe di notizie' selettivamente rilasciate
dall'Amministrazione, da parte di funzionari che hanno
ripetutamente tratto in inganno i media, sono trattate come
fossero verità assolute».
«Ancora una volta pare essere all'opera un gruppetto di
funzionari che fanno filtrare 'dati di intelligence' non
valutati e scelti uno per uno allo scopo di promuovere un
progetto politico già dato in anticipo. (…) Alcuni
israeliani vogliono impedire ogni dialogo fra USA e Siria».
Ed ecco la parte importante:
«Pochi giornalisti pare si siano informati anche
sommariamente sul microscopico programma nucleare siriano. C'è
un motivo per cui la Siria non appare nella maggior parte dei
rapporti sulla non-proliferazione, inclusi i miei studi: il suo
programma atomico è poco o nulla. Avviato quasi 40 anni orsono,
quello della Siria è un programma di ricerca rudimentale basato
su un piccolo reattore scientifico da 30 kilowatt (sic!)
che produce isotopi e neutroni. Non è nemmeno lontanamente
un programma capace di produrre armi nucleari o combustibili
nucleari (per centrali). Più di dieci Paesi hanno
prestato aiuto tecnico, fra cui Belgio, Germania, Russia, Cina e
Stati Uniti (dove vari scienziati siriani hanno studiato),
oltre che la IAEA, l'agenzia dell'ONU.
A meno che la Corea del Nord non abbia dato loro una bomba
già bell'e fatta, qualunque cosa abbia dato è di poche
conseguenze: la Siria non ha la base industriale, tecnica e
finanziaria per sviluppare un programma nucleare in qualunque
futuro prevedibile».
«Nè il fatto che la Siria sia nella lista dei Paesi 'sotto
osservazione' da parte USA è una novità: lo è da anni. Purtroppo
questa storia falsa entrerà d'ora in poi nel vocabolario
dell'estrema destra (neocon). Per mesi sentiremo vari
guru e analisti citare 'l'asse nucleare
siriano-iraniano-nord-coreano' e denunciare che la trattativa
per mettere fine al programma nucleare della Corea del Nord è
destinata a fallire perché quelli sono duplici, e così via
dicendo».
«La vera storia da indagare è perché il New York Times e il
Wasington Post abbiano abboccato ancora così velocemente
all'amo, pubblicando esattamente la notizia che la Casa Bianca
voleva: Sembra che nulla, nemmeno una guerra disastrosa e
inutile, possa rompere questo riflesso da cani di Pavlov di
fronte ad uno 'scoop di intelligence'» (2).
In realtà, almeno un giornalista è andato a
controllare sul posto, ossia nella zona desertica dove, secondo
la CNN, gli aerei di Israele hanno «fatto un grande buco»
incenerendo il presunto materiale nucleare nord-coreano.
Anzi, si tratta di una giornalista, Trish Schuch, membro del
«Military Reporters and Editors», che copre di regola il Medio
Oriente (3).
Una giornalista esperta di cose militari.
Trish è andata fino oltre Deir Ez-Zor, l'abitato siriano alla
frontiera con l'Iraq, accanto al ponte sull'Eufrate, dove
secondo Sion i suoi gloriosi caccia-bombardieri hanno azzerato
l'installazione nucleare siro-coreana.
E' anche la via dove, accusa Israele, passerebbero armamenti per
i ribelli iracheni sotto l'occhio complice della Siria.
La carrozzabile Qamishili-Deir Ez-Zor.
Alla giornalista è parsa silenziosa, senza grandi macchinari di
movimento terra né gru visibili.
Al posto di controllo di confine con l'Iraq, Qysayba, militari
siriani l'hanno fermata: oltre confine e sulle loro teste
volavano elicotteri Blackhawk americani, impegnati in qualche
operazione in Iraq.
«Niente foto», hanno intimato i siriani: spiegando poi
che la comparsa di telecamere «attira il fuoco dei cecchini
americani».
Chissà perché.
«Il terreno circostante è deserto piatto e sterile, visibile
per miglia e miglia…
E' difficile capire come contrabbandieri d'armi, insorgenti
o ogni altra cosa possa penetrare in un simile terreno».
Il «grosso buco nel deserto» proclamato dalla CNN è un grosso
buco nella notizia CNN.
Magari direte che i siriani hanno fatto vedere a Trish Schuh
quello che hanno voluto.
Ma la giornalista ha parlato con i responsabili di una compagnia
petrolifera occidentale che estraggono a Deir Ez-Zor, dove ci
sono vari pozzi.
Costoro le hanno spiegato che «come parte del processo di
raffinazione, controllano regolarmente la radioattività»
locale.
Non hanno rilevato alcun aumento dei livelli, come sarebbe
dovuto avvenire se gli israeliani avessero colpito un qualche
magazzino contenente materiale nucleare nord-coreano.
Questi tecnici hanno definito questa storia con una parola
tipicamente americana: «Pure Bullshit», ossia una str…
Letteralmente, «cacca di toro purissima».
La fonte di questa cacca di toro è facilmente
rintracciabile: ha origine da una testa di Katz.
Più precisamente dall'ebreo e neocon John Bolton, il notorio
personaggio che Bush voleva mettere come ambasciatore all'ONU.
Già nel 2002 John Bolton, allora sottosegretario per il
controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, aveva
gridato l'allarme contro il presunto programma atomico siriano.
Allarme che Charles Duelfer, dell'Iraq survey Group dell'ONU,
aveva definito «esagerato».
E la CIA aveva dato la stessa valutazione.
Nel 2004 El Baradei, capo della IAEA, aveva riconfermato che non
c'era alcun indizio che la Siria avesse un qualunque programma
nucleare.
Nonostante questo, dopo l'invasione USA in Iraq e poichè le
famose armi di Saddam non si trovavano, lo stesso John Bolton
assicurò che «Saddam aveva spostato le sue armi nucleari in
Siria».
Naturalmente, tutta questa cacca-di-toro
viene ora ripresa e ripetuta sui rispettivi media da Mieli,
dalla Nirenstein, da Giuliano Ferrara: tutti appartementi alla
vasta ditta Katz, disinformatori fai-da-te.
Maurizio Blondet
Note
1) «S Korea rejects N Korea-Syria N-links», The
News, Islamabad, 18 settembre 2007.
2) «North-Korea-Syria nuclear ties: déjà vu all
over again?», Foreign Policy, 14 settembre 2007.
Si veda anche il sito del Nuclear Threat
Initiative di Cirincione.
3)
Trish Schuh, «Syria's smoking gun», Counterpunch, 18 settembre
2007.
01/10/2007