NOTIZIE 2007

 

LIBANO: ATTACCO ALL'UNIFIL, UCCISI SEI MILITARI DEL CONTINGENTE SPAGNOLO.

 

di Dagoberto Husayn Bellucci, dir. resp. agenzia stampa "Islam Italia" da Musharrafiyeh, Beirut sud 28-06-2007

 

La minaccia jihadista e' diventata realta': domenica pomeriggio un'autobomba ha fatto strage dei militari del contingente spagnolo dell'Unifil seminando il terrore nel profondo sud ai confini con la Palestina occupata pattugliato da tredicimila caschi blu delle Nazioni Unite e da oltre diecimila militari dell'esercito libanese.

 

Una Renault bianca imbottita con circa sessanta chili di esplosivo ha fatto saltare per aria due convogli blindati dell'Onu sui quali viaggiavano una dozzina di caschi blu di madrid: sei i morti (tre spagnoli e tre colombiani) tre i feriti.

 

L'attentato e' avvenuto nei pressi della cittadina di Khyam  nel sud-est del paese sulla strada che collega Maryaioun con la frontiera.

Khyam ,un tempo tristemente nota per aver ospitato il campo di concentramento sionista dal quale sono transitati migliaia di prigionieri libanesi tra il 1985 e il 2000, ha tremato  quando alle 18,10 locali (17,1O in Italia) di domenica un boato ha scosso la statale. Immediatamente i cittadini della zona hanno pensato ad una nuova aggressione israeliana.

 

La minaccia stavolta viene dall'interno: a colpire i caschi blu spagnoli probabilmente, secondo quello che hanno dichiarato le autorita' di polizia, l'esercito libanese ed il comando Unifil, elementi della galassia jihadista collegati all'organizzazione radicale sunnita di Fatah al Islam che da piu' di un mese sta tenendo in scacco le forze armate nazionali seminando una lunga striscia di sangue nel nord del paese.

 

Questa l'ipotesi al vaglio degli inquirenti e dei responsabili della Securite' Generale che non escludono comunque altre matrici terroristiche. Immediata la condanna di tutte le formazioni politiche libanesi a cominciare da Hizb'Allah , al tempo movimento politico e formazione di resistenza nazionale, che nella zona interessata controlla da 10 mesi i movimenti delle truppe Onu e la sicurezza.

 

La televisione del movimento sciita , "al Manar", ha immediatamente diffuso un comunicato di totale condanna dell'aggressione subita dai militari di Madrid sostenendo che questo e' "un'attacco contro tutti gli abitanti del sud" che mira alla "destabilizzazione del paese".

 

Il movimento sciita 'Amal di Nabih Berry ha posto l'accento su quella che ha definito una "strategia del terrore" pianificata per "fomentare il caos nel paese" sul modello iracheno.

 

Condanna dalle altre formazioni dell'Opposizione come dalla Maggioranza di governo. Il fronte filoamericano del 14 Marzo non ha esitato a lanciare accuse all'indirizzo della Siria che viene oramai quotidianamente imputata di qualsiasi avvenimento nefasto colpisca il paese dei cedri da due anni e mezzo a questa parte.

 

Il governo di Damasco ha invece fermamente condannato l'attacco contro i caschi blu e il Ministro degli Esteri siriano, dr. Walid Moallem, ha espresso la sua preoccupazione per i recenti sviluppi della situazione politica libanese.

 

 

 

 

 

 

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Analoga condanna dalla comunita' internazionale, dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti. Il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, ha avuto ieri un colloquio all'Eliseo con il presidente della Repubblica Sarkozy riguardante anche la delicata situazione libanese.

 

Una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e' stata richiesta dal presidente di turno dell'assemblea , l'ambasciatore belga Johan Verbeke mentre nella primissima mattinata arrivava a Beirut il Ministro della Difesa di Madrid, Jose' Antonio Alonso, accompagnato da una squadra di medici legali e da esperti del servizio di identificazione della Guardia Civil.

 

Nella conferenza stampa tenuta presso la base spagnola "Cervantes" a Maryaioun , Alonso ha dichiarato che i veicoli della classe BMR impiegati nelle missioni di pattugliamento dalle forze dell'Unifil nel Libano erano ancora privi di sistemi di difesa elettronici come gli inibitori di frequenza che avrebbero potuto neutralizzare il comando a distanza dell'autobomba che ha causato la strage di domenica.

 

Un particolare rilevante che conferma quanto gia' emerso fin dall'inizio della missione Unifil nel paese dei cedri: irresponsabilita', sottovalutazione dei rischi reali di un teatro militare considerato secondario rispetto al vicino Iraq o all'Afghanistan e soprattutto superficialita' nella gestione e nella direzione delle truppe da parte dei comandi Onu.

 

In particolare sarebbe stato sottovalutato il rischio attentati contro i caschi blu nonostante i numerosi segnali e le minacce persistenti da parte delle formazioni jihadiste della galassia sunnita. L'ex comandante dei caschi blu in Libano, Gen. Pellegrini, aveva a questo proposito - non piu' di due mesi or sono - dichiarato che il rischio di possibili attentati contro i contingenti Unifil era elevatissimo e che la minaccia proveniva da organizzazioni terroristiche quali Fatah al Islam, Jund al Shams e Osbat al Ansar.

 

Il Libano resta zona ad altissimo rischio come dimostrano i nuovi incidenti scoppiati anche domenica nel nord del paese che hanno causato la morte di altre 11 persone tra miliziani islamisti, polizia, militari e civili coinvolti.

 

La situazione resta pericolosamente incerta: per le prossime settimane ci si attende nuovi drammatici sviluppi.

 

01/07/2007


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