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NOTIZIE 2007
IL Ministro della Difesa Parisi: mente sapendo di mentire.
Riportiamo le dichiarazioni di Parisi, il Ministro che non sa
nemmeno che in Afghanistan si sta combattendo una “guerra vera”,
con gli Usa ed i loro “ Alleati” , che hanno invaso il
territorio di uno Stato sovrano, accampando la scusa della
“lotta al terrorismo” e mirando invece al controllo delle
importanti vie di transito degli oleodotti petroliferi.
Parisi finge di non sapere e si “dichiara indignato” per l’alto
numero delle vittime civili, cadute sotto il fuoco dei
“liberatori” Usa. Ma questi episodi accadono oramai da anni,
senza che nessuna voce si levi e nessuna Onu chieda conto dei
crimini di guerra perpetrati.Parisi nasconde la testa sotto la
sabbia per non vedere i nostri soldati mandati vergognosamente a
rischiare per gli interessi altrui, carne da cannone,
subordinati in tutto e per tutto al comando statunitense. Parisi
sa che il ruolo della “ colonia Italia” è quello di servire gli
interessi atlantici, sia che ci sia un governo di centrodestra,
sia uno di centrosinistra. Ed allora Ministro eviti le
conferenze stampa, non dica nulla, e continui a servire il
padrone d’oltre Atlantico, così bene come a fatto Lei ed i suoi
predecessori fino ad oggi, almeno in questo dimostrerebbe un po’
di onestà .
Iataliasociale
Episodi inaccettabili, i caduti sono semplici effetti
collaterali»
«In Afghanistan non combattiamo il popolo»
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, chiede chiarimenti dopo
la presa di posizione di Karzai contro l'alto numero di vittime
civili
ROMA - «La denuncia del presidente Karzai che attribuisce non
più alla sola coalizione ma direttamente anche all'Isaf nuovi
episodi e nuove gravissime perdite di civili ci chiama ad essere
più esigenti, molto più esigenti, e ci chiama a chiedere
chiarimenti e assicurazioni definitive». Lo afferma in una nota
il ministro della Difesa Arturo Parisi, annunciando che
contatterá il segretario generale della Nato «per dirgli che le
inchieste non bastano più e che bisogna cominciare a trarre da
esse qualche conseguenza. Noi - rimarca il titolare della Difesa
- siamo in Afghanistan in risposta ad un appello delle Nazioni
Unite per sostenere il nuovo Stato afghano e cooperare con le
sue legittime autoritá contro l'attacco terrorista, non siamo lì
per combattere contro il suo popolo».
LE RASSICURAZIONI - «Le informazioni finora in nostro possesso -
afferma ancora Parisi- ci dicevano che le perdite civili afghane,
che alcuni definiscono danni collaterali e che io considero
invece come se fossero perdite nostre, facessero capo ad
iniziative autonome della coalizione a guida Usa non coordinate
con quelle dell'Isaf. Nonostante l'assenza di ogni
coinvolgimento dell'Isaf in questi inaccettabili episodi avevamo
denunciato in ogni sede, e soprattutto in occasione della ultima
visita in Afghanistan, la loro gravitá e ottenuto rassicurazioni
che questi fatti non si sarebbero ripetuti».
EPISODI INGIUSTIFICABILI - Parisi ci tiene però a precisare che
il suo non è un tiro-a-segno contro i soldati impegnati nelle
missioni internazionali: «Senza dimenticare neppure per un
momento chi sia l'aggressore e chi l'aggredito - spiega - , nè
le intenzioni assassine che guidano la mano sanguinaria dei
terroristi, dobbiamo dire che gli episodi che vanno ripetendosi
con tragica sistematicitá sono da ogni punto di vista
ingiustificabili ma soprattutto radicalmente in contraddizione
col fine per il quale è in Afghanistan la Forza Internazionale
alla quale l'Italia prende parte».
01/07/2007