|
|
NOTIZIE 2007
FIRMA PER LA LIBERAZIONE DI SAMI AL-HAJJ
Italiasociale
Sami al-Hajj è un operatore video di Aljazeera catturato dall'esercito Usa in Pakistan nel dic. 2001, e da quell'epoca detenuto nel campo di concentramento di Guantanamo: http://www.prisoner345.net/
In Italia la questione non è nota poiché viene presentato come "libertà di stampa" solo quel che fa comodo ai detentori di un potere mediatico filo-americano particolarmente odioso e, diciamolo, totalitario, refrattario ad ogni vero confronto.
Seguire Aljazeera (www.aljazeera.net) è come scoprire un altro mondo: tutto quello che i 'nostri' canali televisivi non raccontano sui Paesi arabo-musulmani e non solo.
Aljazeera ha subito numerosi e gravi atti di censura, ma pochi, in Italia, ne sono informati.
Si va dall'omicidio (che non è stato l'unico) di Tariq Ayyub, ammazzato all'ingresso delle truppe Usa a Baghdad, al fermo (l'ultimo, ieri, a Kabul, del direttore del locale ufficio), passando per l'arresto (ad es. di Taysir 'Alluni, grande firma dell'emittente, 'reo' d'aver intervistato Bin Laden: roba da premio Pulitzer!). Altri atti di censura Aljazeera li ha subiti anche da vari Stati arabi, alcuni dei quali hanno proibito l'ingresso dei suoi giornalisti, ma le prepotenze più gravi sono state commesse dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.
Dunque è "normale" che il nome di Sami al-Hajj non dica nulla praticamente a nessuno, almeno in Italia.
La petizione promossa dal giornale algerino al-Shurûq (http://www.ech-chorouk.com/), che fa seguito ad un convegno sul tema, punta a raccogliere un milione di firme in favore dell'operatore video detenuto a Guantanamo per dare, come minimo, un segnale di non ottundimento delle coscienze. La petizione pare rivolta solo agli algerini, tuttavia sarebbe importante che anche dai Paesi non arabofoni arrivassero numerose adesioni.
Qui c'è il testo della petizione, e, a seguire le firme (nome, cognome, professione).
http://www.ech-chorouk.com/modules.php?name=News&file=article&sid=10131
Il testo è in arabo, perciò ne proponiamo una traduzione:
Un milione di firme per la liberazione del giornalista Sami al-Hajj
15 agosto 2007
"Il Comitato arabo per la difesa dei
giornalisti e la Campagna internazionale in difesa del
giornalista Sami al-Hajj, in collaborazione col quotidiano
algerino "al-Shuruq", lanciano la campagna "Un milione di firme"
per la liberazione di tutti i giornalisti detenuti ingiustamente
ed illegalmente, in pace e in guerra, e in particolare per il
giornalista Sami al-Hajj, detenuto a Guantanamo da più di sei
anni.
Noi sottoscritti firmatari, desiderosi di libertà e giustizia, disapproviamo questi comportamenti immorali estranei al diritto internazionale, e con la nostra firma che sarà inoltrata alle differenti organizzazioni regionali ed internazionali diciamo "NO" agli arresti, "SÌ" alla libertà d'opinione; "NO" alla persecuzione dei giornalisti, "SÌ" alla loro libertà, "SÌ" alla liberazione di Sami al-Hajj, "NO" ai maltrattamenti e agli arresti illegali".
Per inviare la vostra adesione, scrivete a sami.elhadj@ech-chorouk.com
(meglio se in francese, tuttavia l'indirizzo e-mail è stato creato per l'adesione alla petizione, quindi basta scrivere nome, cognome e professione, magari anche il Paese; la professione può essere tradotta qua: http://www.dizionario-francese.com/).
03/09/2007