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NOTIZIE 2007
Redazione di "Giustizia Giusta"
Viale Giulio Cesare, 59 – 00192 Roma
comunicato stampa
Gli Irriducibili: i soli colpevoli dei mali che
affliggono il sistema-calcio
Paolo Arcivieri, Fabrizio Toffolo, Yuri Alviti e
Fabrizio Piscitelli sono in "custodia cautelare" dal 13
ottobre 2006. Cittadini in attesa di processo con
l’accusa di tentata estorsione.
Quattordici mesi di "sequestro" nelle democratiche
galere per soddisfare le esigenze di copione che
vogliono gli inquirenti dimostrare l’inflessibile volto
della legge. Inflessibilità facile ad usarsi quando si
tratta di ragazzi di curva e per di più di una Curva
politicamente scorretta. Certo non usata nei confronti
dei dirigenti della Fiat che, nonostante la condanna
della Consob a 16 milioni di euro per aggiotaggio,
insider-trading e per altre gravissime frodi nei
confronti di cittadini italiani, restano in libertà ad
esercitare il loro potere usuraio.
O nei confronti della guardia che ha ucciso
volontariamente Gabriele Grandi.
Ma la strategia della distrazione – quella stessa che
porta a costruire nei momenti topici "emergenze" –
pretende che la cosiddetta opinione pubblica venga,
appunto, distratta dai problemi che affliggono il
sistema-calcio, e più in generale il sistema di potere,
procedendo a criminalizzare talune tifoserie indicandole
come la sola, unica causa di tutto ciò che non va nella
Colonia Italia.
Più volte abbiamo sull’ "Osservatorio Curva" dimostrato,
documentandolo, quali sono le tecniche della
criminalizzazione. Ed abbiamo smontato altrettante volte
i teoremi costruiti ad arte dai professionisti dell’
"anti-tifo" per motivi di carriera e di prebende. Nel
silenzio complice della stampa che conta, sempre
organica con il potere. Un silenzio che, nel caso della
detenzione dei leaders degli Irriducibili, s’interrompe
unicamente per descriverne lo "spessore" criminale.
La loro estraneità ai fatti che gli vengono contestati
è, peraltro, ben nota a chi conosce le realtà delle
tifoserie romane. Traditi dall’ "idolo" Giorgio
Chinaglia, i "4 ragazzi" rivendicarono il loro diritto
di contrapporsi irriducibilmente alla dirigenza della SS
Lazio ed in particolare a Claudio Lo Tito che, per suoi
noti interessi di bottega e d’immagine, sta rischiando
di condurre la squadra da lui gestita ad un punto di non
ritorno.
Ma che cosa c’entrino la passione sportiva e l’amore per
la maglia con l’estorsione nei confronti del gestore Lo
Tito i solerti inquirenti della Procura della Repubblica
di Roma ce lo devono spiegare.
In un’interpellanza parlamentare presentata nel dicembre
2006 "trasversalmente" dai deputati Buonfiglio, Cento e
D’Elia si mette in evidenza il caso degli Irriducibili
come il caso simbolo dell’ "ordinaria non
amministrazione della giustizia" in un Paese che vede il
40% dei cittadini italiani in carcere in un’afflittiva
custodia cautelare. Insomma detenuti in attesa di
giudizio.
«Per nostro conto (dichiaravamo sulle pagine di
"Giustizia Giusta" nel febbraio 2007) se altri non avrà
il coraggio di farlo, andremo ad approfondire l’intera
vicenda per scoprire dove si annida il marcio. Una
scoperta, a ben vedere, non difficile a farsi.
Basterebbe andare a leggere la trascrizione di alcune
"inedite telefonate" che proverebbero gli strani
rapporti tra Claudio Lo Tito e taluni personaggi di
vertice della Procura già noti per storie di "cimici". E
ci domandavamo: ci sarà un giudice a Perugia?»
Apprendiamo da "La Repubblica" di oggi, in un articolo a
firma di Marino Bisso, che i pm perugini Sergio Sottani
e Nicola Pace hanno iscritto sul registro degli indagati
dei nominativi eccellenti e "tra questi anche quelli di
alcuni magistrati romani e un procuratore aggiunto
(quello delle "cimici", ndr)" che dovranno "chiarire i
loro rapporti con il patron del club biancoceleste".
"Agli atti ci sono anche molte telefonate tra Lo Tito ed
esponenti istituzionali e alte cariche del Viminale". Da
Nicola Cavaliere all’ex prefetto Achille Serra, da
Giuseppe Pecoraro a Giuseppe Pisanu. Personaggi
eccellenti attivati dal gestore della Lazio per chiedere
protezione e per fare aprire l’inchiesta contro gli
ultrà biancocelesti.
Proprio come sostenuto negli esposti inviati alla
Procura della Repubblica di Perugia da Paolo Arcivieri e
Fabrizio Toffolo, due dei leader storici degli
Irriducibili.
Paolo Signorelli
03/12/2007