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NOTIZIE 2007
Porte chiuse. Invasori a casa!
Di Paolo Emiliani
Una donna viene
aggredita, stuprata e massacrata di botte ed il suo corpo
gettato in un fosso. Dopo qualche giorno di coma la donna
muore.
Notizie di questo genere, purtroppo, sono abbastanza
frequenti , ma le storie non sono tutte uguali. Se infatti
aggiungiamo qualche particolare questa non è più una notizia
di cronaca nera, ma il segnale inquietante di un allarme
sociale sottovalutato da troppo tempo. La vittima di questa
storia è infatti una donna italiana di 47 anni che ha avuto
“la colpa” di dover affrontare un pezzo di strada buia, ma
non in piena notte, poco dopo le 20: un maledetto tratto di
strada che divide una stazione ferroviaria minore di Roma
dalla sua abitazione.
L’assassino è invece un giovane romeno, uno zingaro rom, già
pregiudicato in Romania, uno dei tanti che affollano gli
accampamenti sorti come funghi negli ultimi tempi nelle
grandi città e che ora sorgono a ridosso anche di quartieri
un tempo considerati tranquilli, anzi, signorili.
Una tragedia annunciata. Solo un paio di mesi fa era stata
organizzata una raccolta di firme (e furono più di
cinquemila) per segnalare l’inaccettabile degrado di quella
stazione, ormai in mano agli stranieri dediti all’alcol ed
usi a violenze di ogni genere. E’ successo proprio lì, ma
poteva succedere in un altro qualsiasi quartiere di Roma o
di Milano o di Torino e persino in cittadine più piccole o
in paesi un tempo ritenuti oasi di pace ed ora ostaggio di
ospiti sgraditi.
L’assassino di questa storia ha un nome, come ce l’ha la sua
vittima, ma non li citeremo: il primo perché è solo un
rifiuto della società, la vittima perché è diventata già il
simbolo di tutte le donne italiane (ma anche degli uomini)
che devono ogni giorno sfidare la sorte, affrontare percorsi
di guerra per vivere la loro vita di persone perbene nella
loro città.
Vogliamo invece fare nomi e cognomi di chi ha le maggiori
responsabilità di questa situazione.
E visto che è accaduta a Roma cominciamo con il tanto
elogiato sindaco Veltroni e con il suo predecessore Rutelli
entrambi troppo impegnati a costruire le loro personali
carriere politiche, a partecipare a cerimonie, a stringere
mani di illustri ospiti stranieri e magari anche ad
organizzare (facendoli pagare ai cittadini) inutili festival
cinematografici per accorgersi del degrado che colpiva la
loro città.
La colpa è poi di chi ha spalancato le braccia
all’immigrazione selvaggia sperando di rimediare in questo
modo nuovi elettori di bocca buona per sostituire gli
italiani a cominciare da Romano Prodi che guida un governo
che non fa gli interessi degli italiani quanto piuttosto
degli immigrati avendo addirittura contribuito a creare in
Italia un razzismo al contrario dove i vessati siamo noi
italiani.
La colpa è poi di quei buonisti da quattro soldi che in nome
di una improbabile società multietnica lasciano mano libera
alla feccia che viene in Italia perché sa che qui le leggi
sono inefficaci, che la polizia ha le mani legate, che le
sentenze sono spesso benevole e comunque l’espulsione è
sempre molto teorica.
Ieri, sull’onda emotiva di questo fatto di sangue, di buon
mattino le ruspe si sono presentate al campo Rom di Tor di
Quinto a Roma, quello nel quale abitava l’assassino, e lo
hanno smantellato. Un atteggiamento ipocrita, perché senza
l’espulsione dei suoi abitanti questi si sposteranno solo un
poco più in là e presto torneranno pure a costruire le loro
baracche dove le avevano fino a ieri. Bisogna distruggere
tutti gli insediamenti abusivi e cacciare via i loro
abitanti: subito.
Del resto, se sono nomadi, che nomadi siano e non venga
permesso il soggiorno in Italia per un periodo superiore
alle due settimane, mentre invece i campi (tanto coccolati
dall’Opera nomadi) esistono da anni, lunghissimi anni per la
popolazione costretta ad un difficile vicinato.
Bastava poi affacciarsi un po’ dal finestrino della propria
auto percorrendo la via Olimpica per vedere nel campo di Tor
di Quinto far bella mostra di sé vetture lussuose. Come sono
state acquistate da persone che non producono reddito?
Gli stranieri in Italia, circa quattro milioni, non sono
tutti delinquenti e non lo sono certo nemmeno tutti i
romeni, tra loro c’è brava gente con voglia di lavorare e
vivere civilmente a fianco degli altri, ma bisogna uscire
dall’ipocrisia, fermare il degrado, colpire duramente i
criminali e comunque impedire il soggiorno in Italia a chi
non ha mezzi di sostentamento e quindi non può che dedicarsi
al crimine.
Bisogna agire subito, prima che sia troppo tardi, perché la
gente è stanca e prima o poi, nella latitanza dello Stato,
comincerà a farsi giustizia da sola e nemmeno questa sarebbe
civiltà.
06/11/2007