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NOTIZIE 2007
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
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nata nel 1985
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXIII - n. 4
11 Maggio 2007
RICORSO AL TAR DEL LAZIO
IN ATTESA DI UDIENZA
PER L'APPLICAZIONE DELLA L. 91/99 ARTT. 4-5
Dichiarazione di volontà in ordine alla “donazione” di organi e tessuti
C'è la legge, ma non viene applicata. L'hanno varata contro la volontà della maggioranza dei cittadini, ma non viene applicata. Hanno spartito fra loro (dell'organizzazione trapianti) i finanziamenti, ma omesso il Decreto per le “disposizioni di attuazione delle norme sulla dichiarazione di volontà” dei cittadini.
In assenza del Decreto attuativo (art. 5) continuano a verificarsi comportamenti non coerenti al dettato normativo, anzi vere truffe ai danni dei cittadini.
In forza del Decreto 8 aprile 2000 temporaneo e contra legem che si sovrappone alle Disposizioni Transitorie (L.91/99), i Ministri della sanità inadempienti, che si sono succeduti dal '99 ad oggi (Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Turco) hanno permesso la stura ad una serie di mistificazioni mascherate da legalità:
1) tesserino blu della Bindi ideato per proteggere gli espiantatori che offre spazio a facili contraffazioni negli ospedali;
2) moduli presso le Asl, gli ospedali, gli ambulatori di medicina generale, dove si fa firmare al cittadino un prestampato barrando “SI” o “NO” e in calce si autorizza il trattamento dei dati a norma della Legge e del Decreto 08/04/00 che nessuno conosce, al fine di effettuare una schedatura di fatto, senza garanzie, e convogliare quelle crocette al Centro Nazionale Trapianti da cui non si esce più;
3) “qualunque nota” aggiunge il sito del Centro Nazionale Trapianti (CNT): “cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), numero di un documento di identità, data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione di volontà”;
4) tesserini delle associazioni dei malati e di quelle pro-espianti/trapianti, da sempre beneficiate di protezione e finanziamenti statali, che non dicono ai loro iscritti dell'automatico inserimento nel database del CNT, punto di non ritorno;
5) tessera on-line dove un “SI” telematico permette a chiunque di donare chiunque a sua insaputa in un sito costruito dalle più note associazioni per il procacciamento degli organi, sotto l'egida del Ministero della Salute e del CNT;
6) tesserino con solo il “SI” proposto da alcuni Centri Regionali Trapianti;
7) tessera sanitaria regionale magnetica che prevede una sezione per la manifestazione di volontà all'espianto/trapianto;
8) tessera comunale di donazione diffusa con la Carta d'Identità agli sportelli delle Anagrafi di alcune città per opera di sindaci incompetenti e irresponsabili in cerca di notorietà;
9) modulo del testamento biologico di Veronesi che include la dichiarazione disinformata sulla donazione di organi e mette il firmatario totalmente in mano ai medici.
Tutto ciò mira a facilitare gli espianti, perché in presenza di un tesserino di donazione in tasca (che può essere messo da chiunque) la famiglia non può più fare opposizione.
In questa voluta liberalizzazione incontrollata si sviluppano molte violazioni negli ospedali: si nega alla madre di vedere il figlio in coma se prima non firma “la donazione”, i familiari devono ricorrere al magistrato per fermare l'espianto, si estorcono firme di donazioni illegali dai parenti, i medici cercano di destrutturare l'opposizione dei familiari dicendo loro di poter comunque procedere all'autopsia a cuore battente (illegale).
Manca l'informazione oggettiva, mentre siamo sommersi dalla propaganda, dagli slogan, dalle iniziative di piazza, dalla settimana tematica, dalla giornata governativa del 13 maggio a favore dei fanatici del trapianto. Sta di fatto che molti cittadini ancora non sanno che l'espianto avviene a cuore battente e sangue circolante, dopo una frettolosa e autoritaria dichiarazione di “morte cerebrale”.
La stampa nazionale continua ad avvallare la mala-informazione con termini ambigui e falsi come “donazione dopo la morte” o “da cadavere” per indurre a pensare che sia dopo la morte in arresto cardio-circolatorio e censura l'opposizione per non contrastare il Governo.
La propaganda nelle scuole elementari e medie cresce illecitamente a danno dei minori che vengono coinvolti in iniziative (temi, recite e filmati) pro-morte/trapianto che producono i casi noti di minori che si suicidano per donare gli organi.
In assenza del decreto attuativo atteso da 8 anni, tutte le istituzioni pubbliche sono state attivate, dimostrandosi strutture di potere contro i cittadini stessi.
La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente ha esperito i suoi passi legali per riportare la situazione alla legalità e restituire i diritti, seppur minimi, garantiti ai non-donatori dagli artt. 4 e 5 della L. 91/99.
In data 10/03/04 ha inviato diffida a 115 Asl nelle persone dei Direttori Generali a causa dell'avvio della schedatura pubblica in assenza del Decreto previsto dalla L.91/99 art. 5.
In data 23/01/06 (accettazione 30/01/06) la Lega Nazionale ha notificato al Ministro della Sanità atto di diffida, sottolineando l'urgenza, affinché fosse data attuazione alla disciplina della materia attinente la dichiarazione di volontà in ordine alla donazione di organi e di tessuti, a norma dell'artt. 4 e 5 della L.91/99 e che mettesse finalmente ordine alla caotica realtà. Il Ministro non ha né risposto né emesso il decreto, per cui la Lega con l'assistenza dell'avv. Claudio Linzola del Foro di Milano ha chiesto che sia l'Autorità giudiziaria ad accertare tale silenzio-inadempimento e ad ordinare al Ministro di provvedere.
Dato che la condizione denominata “morte cerebrale” è ancora vita, il dibattito internazionale lo conferma, e che tale dichiarazione è il pre-requisito tecnico per l'espianto/trapianto, la necessità di rispettare i pareri contrari alla cessione degli organi di persone che si oppongono per motivi scientifici, etici e filosofici alla “morte cerebrale” e alla tortura dell'espianto, va assolutamente resa attuabile con una ferrea applicazione della legge che, pur non condivisibile sul principio del silenzio-assenso, configura per lo meno un sistema definito che garantisce le scelte fatte.
Il Ricorso al Tar del Lazio, atto doveroso e fondato, presentato a febbraio e sollecitato ad aprile, sfocerà a breve in un udienza risolutiva, a meno che lo stato di diritto non soccomba ancora una volta al potere politico-economico.
Consiglio Direttivo
Presidente
Nerina Negrello
COMUNICATO STAMPA DEL 03/05/07
L’Agenzia Italiana Farmaco avanti al TAR del Lazio: chiesto il
blocco urgente
della commercializzazione di Ritalin® e Strattera®.
Secondo gli esperti “la distribuzione di questi psicofarmaci ai
bambini, così com’è stata prevista,
è lesiva degli interessi e della salute dei bambini italiani”.
Con “Giù le Mani dai Bambini” oltre 240.000 addetti ai lavori del
settore salute.
Il ricorso al TAR verrà presentato sabato mattina a Firenze.
Da “La Sapienza”: “queste molecole, somministrate così, sono
pericolose”.
Ajmone (Osservatorio Italiano Salute Mentale): “pericolose
leggerezze nell’operato dell’AIFA”.
Castelbianco: “vogliono curare con psicofarmaci bambini sani”.
Forasassi (avvocato cassazionista). “ci sono gli estremi legali, il
TAR deve intervenire,
perché le procedure dell’AIFA sono lacunose”.
Roma – “Giù le Mani dai Bambini”® - il più rappresentativo comitato
italiano per la farmacovigilanza in l’età pediatrica, che consorzia
125 associazioni - muove contro il Ministero della Salute e
l’Agenzia Italiana del Farmaco: Ieri è stato depositato un ricorso
con procedura d’urgenza al TAR del Lazio chiedendo un provvedimento
d’immediata sospensione della distribuzione in commercio di Ritalin
® (metilfenidato, prodotto da Novartis) e Strattera ® (atomoxetina,
prodotto da Eli Lilly). E’ la prima volta che una Onlus italiana si
oppone ad una delibera d’introduzione in commercio di uno
psicofarmaco. “Non temiamo questo confronto, perché ricorrendo al
TAR ci schieriamo a favore degli interessi dei bambini italiani – ha
dichiarato Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai
Bambini” – mentre l’AIFA continua con quest’approccio lacunoso e
scientificamente discutibile a fare di fatto gli interessi delle
case farmaceutiche, le quali trarranno grande beneficio
dall’introduzione in commercio anche in Italia di questi potenti
psicofarmaci. Il nostro desiderio non è che queste molecole non
siano disponibili – ha concluso Poma - bensì che i protocolli che
ne regolano la somministrazione siano davvero sicuri ed a prova di
abuso: così non è, ed all’AIFA lo sanno bene, ma continuano a fare
orecchie da mercante”. Il Prof. Claudio Ajmone, dell’Osservatorio
Italiano per la Salute Mentale, ha dichiarato: “queste molecole, per
come verranno somministrate, sono pericolose per la salute dei
bambini: sopprimono un sintomo, ma a fronte di rischi gravissimi”.
Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta dell’età
evolutiva, dichiara: “con questi protocolli, nella migliore delle
ipotesi andranno a sedare dei sintomi di bambini con disagi del
comportamento, non risolvendo però alcun problema vero, e nella
peggiore delle ipotesi interverranno su bambini sani che non hanno
alcun bisogno di queste terapie, con esiti ovviamente disastrosi”.
Dall’Università di Roma “La Sapienza” commenta Emilia Costa (1^
Cattedra di Psichiatria): “ le procedure di diagnosi per come
vengono proposte sono del tutto carenti, ed inoltre il dibattito in
seno alla comunità scientifica sull’origine e sull’esistenza di
queste sindromi è ancora aperto, e l’approccio è estremamente
prudente: non si comprende come i funzionari del Ministero possano
sostituirsi a buona parte della classe medica decidendo loro cosa è
opportuno e cosa no per la salute dei bambini”. Dario Forasassi, a
capo del team di legali che ha predisposto il ricorso, conclude:
“gli estremi per una pronuncia del TAR ci sono tutti: per statuto,
l’Agenzia Italiana del Farmaco deve tutelare il diritto alla salute
pubblica, e con questa delibera non lo tutela affatto”. Il ricorso
al TAR verrà presentato ai giornalisti alla Sascha Hall di Firenze
sabato 05/05 h 10:30 a margine di un convegno per la presentazione
del libro “Giù le Mani dai Bambini: dalla salute dei bambini al
marketing del farmaco”.
Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305.
14/05/2007