|
|
NOTIZIE 2007
COMUNICATO STAMPA DEL 14/05/2007
RITALIN, CONFRONTO GIU LE MANI DAI BAMBINI/AGENZIA DEL FARMACO IN
SENATO.
NOSTRO PORTAVOCE: "POTERI FORTI PREMONO PER SPACCARE IL NOSTRO
COMITATO, MA IL COMITATO CRESCE COMUNQUE.
CHI NON E‘ COERENTE CON IL NOSTRO MESSAGGIO SE NE VADA. SE
PROSEGUONO ESPOSTO A MAGISTRATURA PENALE"
Torino - Dopo la polemica a mezzo stampa seguita all'audizione in
Senato di martedì scorso, si sono segnalate dure pressioni da parte
di enti ed individui in corso di identificazione al fine di spingere
alcuni organizzazioni membre del Comitato "Giù le Mani dai Bambini"
ad abbandonare il consorzio. Due realtà hanno deciso di non
proseguire oltre nell'impegno a difesa del diritto alla salute dei
bambini, ma altre cinque nuove realtà invece hanno fatto domanda di
adesione - in corso di valutazione – adesioni che porteranno così il
numero dei membri a complessivi 130. "Quando ci si scontra con
poteri forti è da mettere in conto, ma appare comunque sconcertante:
stiamo raccogliendo informazioni ed elementi certi per identificare
gli autori di tali sconsiderate pressioni e valutando l'ipotesi di
depositare un esposto penale in magistratura". Rispondendo ad
un'intervista di un periodico, Poma ha dichiarato: "Mi dispiace se è
passato il messaggio che noi si sia in guerra contro l'AIFA, non
abbiamo problemi con questo ente pubblico, ma dev'esser chiaro che
non siamo disponibili ad accettare supinamente decisioni che a ns.
avviso rischiano di ledere il diritto alla salute dei bambini. L'AIFA
non contrasta abbastanza la "moda" dello psicofarmaco facile: con
una battuta, possiamo dire che l'AIFA è uno "scolaro
indisciplinato", si applica poco. Abbiamo sottoposto all'AIFA
l'opinione di una parte significativa della comunità scientifica
nazionale, e non solo nazionale: non si vogliono "bandire" questi
psicofarmaci dal mercato, questa è una voce messa in giro
strumentalmente da persone non genuine, il nostro desiderio è quello
di arrivare a somministrazioni davvero sicure. Stupisce che l'AIFA
invece di "cavalcare" questa sensibilità della società civile la
ostacoli: siamo purtroppo ben lontani dal concetto di co-management
del nord-Europa, l'Istituto Superiore di Sanità aveva tentato di
inaugurare una nuova stagione sotto questo profilo, ma non è
bastato". Riguardo alla situazione interna del Comitato, Poma ha
dichiarato: "un ente se n'è andato, un altro è stato allontanato da
noi, perchè di certe adesioni solo formali non sappiamo cosa
farcene. Chi è a caccia di visibilità o difende interessi
particolari deve trovare un'altra collocazione che non nella nostra
"casa associativa". Idem per chi ci dice "aderiamo alla Vostra
campagna, ma nei comunicati stampa dove picchiate duro il nostro
logo preferiamo non ci sia". Questo atteggiamento è ridicolo, non è
questo lo spirito con il quale condurre questa battaglia, preferiamo
rinunciare a queste adesioni inutili. In ogni caso, sono due sole
associazioni su centoventisette, non ci turbiamo per questo, i
generali mettono sempre in conto qualche diserzione quando la
battaglia si fa davvero dura, i pavidi sono sempre esistiti. Abbiamo
scritto una lettera aperta ai membri del consorzio, invitandoli a
serrare i ranghi: ognuno deve fare il proprio lavoro - ora più che
mai - per divulgare il messaggio, messaggio che non è mai cambiato:
quello era all'inizio della Campagna, quello è adesso, di tutto ci
si può accusare tranne che di mancanza di coerenza, e questo premia,
tanto che abbiamo nuove richieste di adesione, che stiamo vagliando
proprio in questi giorni". Poma ha anche risposto alla Federazione
Medici Pediatri, che si era "dissociata" dalla linea di Giù le Mani
dai Bambini: "Veramente la FIMP nazionale non ci ha mai appoggiato,
non ha mai fatto parte del nostro consorzio, ne soprattutto gli
abbiamo mai chiesto di aderire. C'è una differenza sostanziale tra
la ristretta cerchia del direttivo FIMP ed i pediatri italiani,
quelli che fanno con coscienza il loro lavoro sul territorio, e
siamo certi che al loro prossimo congresso anche questi argomenti
saranno oggetto di discussione. La FIMP ha contestato le nostre
posizioni senza neppure essersi pronunciata sulla nostra
documentazione scientifica, è evidente che il loro direttivo ha
necessità di mostrarsi ossequioso nei confronti dei poteri forti. Ma
molti pediatri nella penisola sono con noi, lo vediamo girando per
conferenze e seminari: a noi interessa rinnovare l'invito alla
prudenza circa il tema psicofarmaci ai bambini, e questo pensiero fa
anche parte del comune sentire della classe pediatrica, checchè ne
dica il direttivo FIMP. Noi chiediamo una cosa molto semplice: una
revisione in senso prudenziale dei protocolli per le diagnosi e per
le terapie. Finchè questi protocolli non verranno rivisti, il tono
del confronto non potrà che alzarsi sempre più. Se l'AIFA avesse
accettato un confronto serio, e non solo su aspetti marginali – ha
concluso Poma - a quest'ora sarebbe tutto risolto ed rapporti non
sarebbero così tesi".
Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305.
14/05/2007