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NOTIZIE 2007
LIBANO -
L'ambasciatore iraniano a Beirut: "Ci auguriamo che i paesi
occidentali non saboteranno l'accordo irano-saudita"
di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia stampa "Islam
Italia" da Musharrafiyeh, Beirut sud- 8 marzo 2007
L'ambasciatore iraniano a Beirut, dr. Mohammad Reza Chibani,
intervistato lo scorso martedi' dal quotidiano francofono "L'Orient
Le Jour" ha dichiarato di augurarsi che "le forse occidentali
straniere alla regione mediorientale , che sono concentrare
esclusivamente a salvaguardare loro interessi e quelli d'Israele,
non interverranno per sabotare gli sforzi congiunti dell'Iran e
dell'Arabia Saudita" per una soluzione della crisi libanese.
L'Iran non ha alcuna intenzione di assecondare strategie
destabilizzanti e si opporra' a qualunque tentativo che possa
mettere in pericolo la tolleranza confessionale o etnica nel paese
dei cedri considerata "essenziale" per mantenere un clima d'intesa e
di dialogo in tutto il Vicino Oriente.
In un incontro avuto lunedi scorso con l'ex premier Abdelrahim Murad,
responsabile del partito sunnita "Al Ittihad" legato ai movimenti
dell'Opposizione Nazionale che da tre mesi contestano l'esecutivo
filo-atlantico di Siniora e dei suoi alleati, l'ambasciatore Chibani
ha espresso "la speranza che la cooperazione tra Iran e Arabia
Saudita possa avere positive ripercussioni sulla situazione
libanese" aggiungendo che "gli effetti positivi di quest'intesa non
si faranno attendere".
Chibani, ambasciatore di Teheran in terra libanese dalla scorsa
primavera, ha ribadito che "la Repubblica Islamica e' pronta a
fornire ogni tipo di aiuto necessario per aiutare il popolo libanese
e i suoi dirigenti a uscire dalla crisi politica che attraversano".
Alla domanda relativa ad una eventuale mediazione iraniana per
risolvere infine l'impasse diplomatico tra Siria e Arabia Saudita
l'ambasciatore ha risposto che Ahmadinejad e il re Abdallah hanno ,
nel loro summit a Riyad, "concentrato i loro sforzi essenzialmente
sui mezzi per contrastare ogni genere di conflitti confessionali
all'interno del mondo islamico; sui dossier "infiammati" della
Palestina, dell'Iraq e del Libano e sui mezzi per riempire il
fossato tra questi due importanti Stati fratelli come Siria e Arabia
Saudita."
16/03/2007