NOTIZIE 2007

A Budapest arrivano i soldati Tsahal

Andrea Perrone

Si temono incidenti in Ungheria contro il governo del primo ministro Ferenc Gyurcsany (nella foto) e per questo è stato dislocato un contingente militare di Tsahal. Infatti, sono giunti a Budapest nei giorni scorsi, 200 soldati dell’Israel Defence Force (Idf).
Vestiti con la loro uniforme blu e a bordo di 4 bus con i finestrini oscurati si sono insediati in un grande edificio, dove è presente anche la sinagoga, nel centro della capitale magiara. Prima di raggiungere la stessa, i soldati di Tsahal sono stati ricevuti nel parlamento ungherese dal vicepresidente dell’Assemblea magiara, Laszlo Mandur. Alcuni ritengono che il loro arrivo sia da mettere in relazione con l’imminente anniversario del 15 marzo. Una data storica per i magiari che lo stesso giorno nel 1848 raggiunsero l’indipendenza dall’Austria, riuscendo a sconfiggere l’esercito di Vienna e quello zarista giunto in loro soccorso. Per lo stesso giorno di quest’anno sono previste numerose manifestazioni per ricordare l’evento nazionale. Un aspetto interessante della presenza dell’Idf è che il luogo in cui è situato il grande edificio della sinagoga si trova a poche centinaia di metri dal luogo in cui avverranno alcune manifestazioni in ricordo della storica vittoria sugli austriaci. Già lo scorso anno, per l’esattezza il 23 ottobre, alcune centinaia di soldati di Tsahal erano stati dislocati in un angolo dell’aeroporto di Budapest. Non è stato ancora chiarito se fossero lì per aiutare l’eventuale fuga del primo ministro ungherese, Ferenc Gyurcsany, e della sua famiglia negli Usa o in Israele nel caso in cui ne avessero avuto bisogno sull’onda delle crescenti rivolte popolari contro l’esecutivo da lui guidato.
Il capo del governo magiaro come è noto non è molto amato dal suo popolo per le sue rivelazioni del settembre scorso in cui aveva dichiarato di aver mentito sull’andamento dell’economia magiara al solo scopo di vincere le elezioni. Nell’autunno dello scorso anno per questo erano esplose violente manifestazioni che chiedevano a gran voce le dimissioni di Gyurcsany e del suo esecutivo di centro-sinistra.
Attualmente il governo e i media stanno tentando di creare un clima di isteria collettiva allo scopo di giustificare eventuali violente dimostrazioni dei magiari.
Un rischio messo in conto dalle istituzioni ungheresi a causa delle numerose manifestazioni previste per il 15 marzo prossimo. Piuttosto misterioso è infatti l’atteggiamento delle organizzazioni ebraiche locali che hanno apertamente consigliato ai loro correligionari di trascorrere un lungo fine settimana all’estero, a partire proprio dal 15 marzo. L’esecutivo di Gyurcsany è oramai da tempo nemico del popolo magiaro. Infatti, il governo ha diffuso una lista di 300 ospedali pubblici che saranno chiusi. Gli edifici saranno venduti per soddisfare l’ingordigia dei ricchi di turno e delle grandi multinazionali. Migliaia di immobili di proprietà dello Stato magiaro compreso l’aeroporto di Budapest saranno venduti anch’essi. La situazione del Paese e le condizioni economiche del popolo magiaro sono allo stremo. L’abbattimento dello Stato sociale portato avanti dai governi di centro-destra e di centro-sinistra hanno portato l’Ungheria allo sfacelo. Le condizioni di vita e le entrate economiche peggiorano progressivamente mentre tasse e prezzi salgono alle stelle. Una situazione che potrebbe precludere ad una rivolta generalizzata e chissà perché in questa crisi compaiono ancora una volta i soldati di Tsahal. Sarà soltanto un caso. Vedremo quali saranno i risvolti di questa triste e inquietante vicenda nei prossimi giorni.

16/03/2007


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