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NOTIZIE 2007
NAHR EL BARED UN MESE DOPO
di Dagoberto Husayn Bellucci, dir. resp. agenzia stampa "Islam
Italia" da Musharrafiyeh, Beirut sud
A distanza di un mese dalla fine dei combattimenti che per oltre
cento giorni hanno impegnato l'esercito libanese , chiamato a
bloccare la rivolta fomentata dagli esponenti del
fondamentalismo di stampo salafita appartenenti al gruppo di
Fatah al Islam, si comincia a tirare le somme a Nahr el Bared,
campo palestinese situato a quattro km da Tripoli nel nord del
paese.
Stime fornite dal Ministro della Difesa libanese, Elias Murr,
che ha tenuto una conferenza stampa per aggiornare l'opinione
pubblica e fare il punto della situazione su avvenimenti che per
oltre tre mesi hanno rappresentato un'emergenza ed una minaccia
alla sicurezza nazionale e una miccia che avrebbe potuto portare
vicino alla guerra civile il paese dei cedri.
L'esercito libanese avrebbe ucciso non meno di 222 islamisti
catturandone altri 202 durante gli scontri e i successivi
rastrellamenti all'interno del campo profughi.
"Il numero delle vittime tra i ranghi dei terroristi e' di 222 -
ha indicato Murr - ma abbiamo il sospetto che vi siano altri
morti interrati dai loro compagni."
Il ministro della Difesa ha inoltre confermato che il numero dei
militari libanesi morto durante questi mesi e' di 163 sostenendo
che "questa vittoria ha evitato al nostro popolo una pericolosa
escalation di violenza e lutti".
Mentre nel sud del paese si registrano nuovi arresti in ambienti
del fondamentalismo sunnita, conferma di una tensione latente
che ancora attanaglia il Libano, e cresce l'allarme per
possibili nuovi attacchi contro le truppe dell'Unifil schierate
lungo la frontiera con la Palestina occupata si muove la
solidarieta' dell'Unione Europea per i profughi palestinesi
costretti ad abbandonare Nahr el Bared.
La Commissione dell'Unione Europea ha stanziato un aiuto
umanitario di circa 4 milioni di dollari di euro per le vittime
dei combattimenti che hanno opposto Forze Armate libanesi e
miliziani di Fatah al Islam. In un comunicato diffuso a
Bruxelles si sostiene che il nuovo finanziamento e' destinato
soprattutto alle migliaia di profughi costretti ad abbandonare
le loro case e a tutti i libanesi direttamente o indirettamente
coinvolti dalle violenze scatenate dai terroristi salafiti.
Il commissario europeo allo Sviluppo e agli Aiuti Umanitari, il
belga Louis Michel, ha dichiarato che "e' arrivato il momento
della ricostruzione del campo e di aiutare i civili coinvolti.
L'aiuto della Commissione ha l'obiettivo di aiutare le vittime
degli scontri, ricostruire le infrastrutture andate distrutte e
sostenere i profughi in questo difficile periodo".
Secondo le stime fornite dal Ministero degli Interni libanese
sarebbero almeno 31mila i palestinesi che avrebbero abbandonato
Nahr el Bared, su una popolazione di circa 35mila (era il
secondo campo come numero di ospiti dopo quello di Ain el Alway
a sud alle porte di Sidone). La ricostruzione assicurano le
autorita' libanesi sara' celere ma , come ogni promessa da
queste parti, nessuno sembra prendere sul serio le dichiarazioni
ed i buoni intenti dell'esecutivo Siniora contro il quale si e'
recentemente scagliato il partito sciita libanese di Hizb'Allah.
In una nota dell'ufficio politico del partito di Dio si legge
infatti che "le informazioni finora fornite dall'esecutivo sono
incomplete, errate e sostanzialmente uniformate alla propaganda
del potere. Noi ribadiamo la necessita' di istituire quanto
prima una commissione d'inchiesta parlamentare per sapere tutta
la verita' su questa organizzazione e sui finanziamenti e aiuti
di cui ha goduto in Libano dalla sua formazione fino allo
scoppio delle violenze del 20 maggio scorso" ha sostenuto il dr.
Mohammad Ra'ad capogruppo parlamentare del blocco della
Resistenza.
Hizb'Allah ha anche ribadito che non esisterebbe "nessun tipo di
problemi" tra le formazioni palestinesi (rappresentate in Libano
da Hamas, Fdplp e Fatah) e la Resistenza e il fronte
dell'Opposizione.
16/10/2007