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NOTIZIE 2007
La truffa europea
di Paolo Emiliani
Si è consumata ieri( 13
dic. NdR) una nuova truffa a danno dei popoli europei.
Ventisette capi di Stato o di governo dell’Ue hanno
infatti firmato a Lisbona il nuovo trattato. La loro
speranza è quella approvarlo in via definitiva, alla
fine dei singoli processi di ratifica nazionale che si
avvieranno ora, entro le elezioni europee del 2009.
Chi pensa però che questo sia un passaggio fondamentale
per costruire la grande nazione Europa si sbaglia di
grosso. Questa non è l’Europa dei popoli, l’Europa
nazione, che peraltro dovrebbe certo comprendere anche
la Russia, ma solamente l’Europa delle banche, fondata
sull’euro, una moneta coperta da copyright ed emessa da
una banca privata senza il controllo degli Stati
nazionali. Questa è l’Europa dei burocrati al servizio
della grande finanza apolide per sua natura e comunque
spesso con in tasca passaporti non europei. La firma del
nuovo trattato, approvato dopo mesi di febbrili
consultazioni in ottobre al vertice di Lisbona, vorrebbe
essere la soluzione “tecnica” a sei anni di discussioni
sulla riforma istituzionale dell’Ue, che in primo tempo
aveva portato, quattro anni fa, alla adozione della
Costituzione europea, poi clamorosamente bocciata dai
referendum di Francia e Olanda. Questa, quindi, non è
una costituzione e senza una carta costituzionale non si
potrà mai parlare di Stato europeo, ma era l’unica
soluzione possibile per aggirare nuove probabili
bocciature da parte dei cittadini francesi e olandesi.
Il trattato non ha bisogno di referendum, anche se la
Francia dovrà in proposito fare una riforma
costituzionale, già annunciata da Sarkozy. In pratica
solo l’Irlanda, per sua regola interna, dovrà passra per
le urne e questo ha reso ottimisti gli euroburocrati. Le
prima firme apposte sul trattato sono stata quella del
premier uscente belga Guy Verhofstadt e del suo ministro
degli Esteri, Karel De Gucht. Per l’Italia hanno firmato
il presidente del consiglio dei ministri Romano Prodi e
il ministro degli Esteri D’Alema. Grande assente alle
cerimonia, invece, il premier britannico Gordon Brown,
che è arrivato solo nel pomeriggio.
“E’ una giornata veramente molto importante. Due anni fa
l’Europa viveva una tragedia completa. Si è ricostruito
adagio adagio un momento di unità e adesso si può
ripartire”, ha commentato con soddisfazione Prodi.
Ripartire per dove? L’Ue continua a fare il cavalier
servente degli interessi atlantici, spesso anche contro
l’interesse dei popoli europei. Il parlamento di
Strasburgo ha poteri limitatissimi e la Commissione, in
pratica l’esecutivo, non è eletta dai popoli, ma è
espressione dei gruppi di potere che certo non fanno gli
interessi nazionali. Se avete dubbi in proposito pensate
a quel che fece proprio Prodi quando aveva la poltrona
più importante a Bruxelles.
No, questa non è la nostra Europa: non ha forze armate
congiunte a difesa della propria sovranità, non ha la
proprietà della sua moneta, non ha l’autonomia
energetica e alimentare, ma si organizza per avere una
poliza del pensiero, un liberticida mandato di cattura
“europeo” e leggi contro la libertà di opinione.
No, non ci piace proprio. E se lo chiedessero con un
voto gli italiani direbbero NO.
16/12/2007