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NOTIZIE 2007
Iran: piano di annichilimento
Maurizio Blondet - effediffe
WASHINGTON - Più volte, avendo avvertito dei preparativi della Casa
Bianca per attaccare l'Iran, abbiamo subìto la derisione di taluni
lettori: Blondet il cospirazionista, le cui previsioni non si avverano
mai.
Mai, in Italia, avere ragione in anticipo.
Ora finalmente a dare i particolari è un «grande» giornale ufficioso, il
Times di Londra (1): «Il Pentagono», scrive la corrispondente da
Washington Sarah Baxter, «ha messo a punto i piani per massicci attacchi
aerei contro 1.200 bersagli in Iran, con lo scopo di annichilire
l'intera capacità militare iraniana in tre giorni, secondo un esperto di
sicurezza nazionale».
L'esperto in questione si chiama Alexis Debat, direttore del Nixon
Center, che ha confidato i piani ad una riunione organizzata da The
National Interest, il quadrimestrale di destra fondato da Irving Kristol,
ebreo e padre dei neocon.
Debat ha precisato che non si tratterà di un attacco «accuratamente
mirato» (pinprick strikes) contro le installazioni nucleari persiane, ma
«vogliono eliminare l'intera forza armata iraniana».
Infatti, ha aggiunto, «la reazione degli iraniani sarà la stessa, sia
che si facciano attacchi selezionati o una azioni militare totale».
Dunque, tanto vale fare qualche decina o centinaia di migliaia di morti
in più e farla finita.
«E' un calcolo strategico perfettamente legittimo», ha detto Debat.
«Una fonte di Washington ha riferito che 'la temperatura sta salendo'
dentro l'amministrazione… il presidente George Bush ha intensificato la
retorica contro l'Iran, accusando Teheran di mettere il Medio Oriente
'sotto l'ombra di un olocausto nucleare'. E ha avvertito che gli USA e i
suoi alleati avrebbero affrontato l'Iran 'prima che sia troppo tardi'.
[…] Secondo una fonte molto ben informata, Washington crede prudente
usare la forza in modo rapido e schiacciante. Israele, che da tempo
avverte che non consentirà che l'Iran si doti della sua arma atomica, ha
compiuto i propri preparativi per bombardamenti aerei e si dice che sia
pronta ad attaccare se gli americani rinunciassero».
Insomma si stringono i tempi, e i segnali sono molti.
Sarkozy, rispondendo al richiamo della foresta dunmeh, ha appena
dichiarato l'Iran «il più pericoloso problema per il mondo» e ha
minacciato il bombardamento, «se persiste a volersi costruire la bomba
atomica».
Il 14 agosto James Woolsey, l'ex direttore della CIA oggi membro
influente dell'American Enterprise Institute (la centrale neocon di
Richard Perle e Paul Wolfowitz), ha dichiarato all'anchorman Lou Dobbs
che lo intervistava che gli USA «non hanno altra scelta che bombardare
l'Iran per bloccare i suoi piani nucleari».
«Temo molto che al peggio in qualche mese, alla meglio in qualche anno,
avranno la loro bomba», ha detto Woolsey che - significativamente -
nell'intervista si è definito «l'ala presbiteriana del Jewish Institute
for National Security Affaire» (JINSA, l'organo della lobby intimamente
legato al complesso militare-industriale).
I «grandi» media sono già attivati per la preparazione psicologica a
quest'altra avventura.
Un colonnello a riposo di nome Pat Lang ha confidato: «Se si fa
attenzione ai contenuti dei dibattiti e delle chiacchiere sui canali di
notizie, si vede la volontà di far accettare l'idea che non è possibile
risolvere i contrasti con l'Iran per via diplomatica. Gli anchormen dei
network principali sempre più frequentemente accettano o danno voce a
questa posizione. Dobbiamo pensare che sia casuale?».
Non lo è.
Il giornalista Juan Cole riporta la frase di un suo informatore dentro
«una delle principali istituzioni neocon».
«Essi hanno istruzioni (sì, è la parola che ha usato) dall'ufficio del
vice-presidente [Cheney] di scatenare una campagna per la guerra
all'Iran dalla settimana seguente al Labor Day; la campagna sarà
coordinata dall'American Enterprise Institute, dal Wall Street Journal,
da Commentary (rivista ebraica, ndr), da Weekly Standard (di William
Kristol, figlio del sopra lodato Irving Kristol), Fox (di Murdoch)… sarà
un assalto sostenuto sulle onde-radio, allo scopo di martellare
nell'opinione pubblica sentimenti coi quali si possa mantenere una
guerra. Non pensano di ottenere l'appoggio della maggioranza: vogliono
un appoggio del 35-40 per cento, che per loro è 'molto'» (2).
Il Labor Day si celebra in America il primo lunedì di settembre: nel
2007 cade il 3, nel 2008 cade il primo.
Come si vede, tutti gli ebrei influenti sono mobilitati per vendere
l'attacco a Teheran.
Fra essi va citato, per la ridicolaggine, David Horowitz, uno dei tanti
intellettuali ebrei, comunista negli anni '60, convertito al sionismo
likudnik, ed instancabile estensore di schedature di professori
pro-palestinesi nelle università USA.
Horowitz ha indetto per ottobre «La settimana della Coscienza dell'Islamo-Fascismo»
(«Islamo-Fascism Awareness Week»), nel corso della quale terrà «decine»
di manifestazioni in «duecento colleges americani» invitando gli
studenti «a difendere la patria» contro l'islamo-fascismo, parola chiave
che nella propaganda sionista indica il regime di Teheran.
Horowitz ha ricevuto parecchio denaro da «fondazioni culturali» ebraiche
come la Harry and Jeanette Weinberg Foundation (475 mila dollari) e da
altre tre fondazioni che fanno capo al misterioso miliardario Richard
Mellon Scaife (1,3 milioni di dollari).
Insomma fioccano soldi per la campagna.
La lobby è mobilitata allo spasimo (3).
L'intellettuale ebreo David Horowitz
Né c'è da sperare in una qualche opposizione dal Congresso; i candidati
presidenziali democratici, in concorrenza per l'appoggio e i
finanziamenti ebraici, si sono dichiarati ancora più pronti di Bush a
bombardare l'Iran per il bene supremo di Israele.
La forza della lobby sembra così inarrestabile, che Ray McGovern, l'ex
analista della CIA dimessosi per polemica contro Bush, ed oggi capo dei
dissidenti della CIA (i VIPS, «Veteran Intelligence Professionals for
Sanità»), è giunto al punto di invocare l'insubordinazione degli alti
gradi militari di Washington, il rifiuto d'obbedienza davanti all'ordine
di bombardare l'Iran.
Ecco le sue parole (4): «I bombardamenti sull'Iran sono a mio parere
inevitabili, a meno che gli americani consapevoli non preparino un
trapianto di spina dorsale per il Congresso. La Camera deve cominciare
subito la procedura di impeachment. Questa può dare ai nostri militari
d'alto grado qualche esitazione a scatenare i cani di una nuova guerra.
Si raccomandano iniezioni antirabbiche: perché stavolta quei cani ci si
rivolteranno contro e morderanno. Lo stiamo dicendo da mesi: il
deterioramento della posizione USA in Iraq, il bisogno di un capro
espiatorio, la continua deferenza mostrata per le presunte
preoccupazioni di Israele per la propria sicurezza, e il fatto che il
tempo per Bush e Cheney per bruciare il programma nucleare iraniano sia
agli sgoccioli, compongono una miscela esplosiva».
Anche questo deve vedere l'America: la speranza che i generali rifiutino
obbedienza al loro presidente.
Che sia possibile è più che incerto.
Ma nella primavera scorsa, diversi generali - dopo essersi dimessi -
hanno dato voce alla profonda sfiducia verso l'Amministrazione, e
all'irritazione per la situazione senza sbocco onorevole in cui ha
cacciato le forze armate in Iraq.
Ma un golpe per la democrazia e la pace, e contro il potere della nota
lobby (i cani che mordono), questo sarebbe davvero inaudito.
Più probabile che le settimane dopo il Labor Day vedano l'ordine di Bush,
e il conseguente incenerimento dell'Iran.
Il nostro dubbio è se sarà il 3 settembre 2007 o il 1 settembre 2008:
Bush potrebbe dare l'ordine poche ore prima di lasciare la Casa Bianca,
lasciando al prossimo presidente il compito di ripulire il sangue e lo
sterco sparso nel mondo.
Il fatto che il prossimo presidente sarà democratico, può costituire una
tentazione in più.
Irresistibile.
Staremo a vedere.
Nessuna previsione: mai avere ragione in anticipo.
Maurizio Blondet
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Note
1) Sara Baxton, «Pentagon three-day blitz plan for Iran», Times on line,
2 settembre 2007.
2) Juan Cole, «Cheney & Iran: here we go again?», Informed Comment, 30
agosto 2007.
3) Jim Lobe, «David Horowitz declares Islamo-fascism awareness Week for
october 22-26», Antiwar.com, 29 agosto 2007.
4) Ray McGovern, «Do we have the courage to stop war with Iran?»,
Commondreams, 2 settembre 2007.
17/09/2007