NOTIZIE 2007

 

Con l'Euro è finita la pacchia


Il Corriere della Sera di venerdì 9 novembre, riportava in un trafiletto un surreale dialogo tra Prodi e un operaio che lo ha intercettato per la pubblica via. L'operaio diceva che non si può vivere con 1.200 euro al mese e ce ne vorrebbero 1.800.
Dopo aver riflettuto, il Professore ne conveniva e diceva che da circa un annetto se ne era accorto anche lui.
Geniale intuizione per chi non solo governa l'Italia ma l'ha anche spremuta per farla entrare nell'euro. Prima o poi si accorgerà che gran parte dei piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, non ancora falliti, farebbero volentieri il cambio con l'operaio se qualcuno gli garantisse 1.200 euro netti al mese per sole quaranta ore di lavoro alla settimana.
A onor del vero anche Berlusconi non sembrava essersi accorto della situazione degli italiani, mentre l'opposizione, DS in testa, faceva presente che si faticava ad arrivare a fine mese.
Dev'essere difficile per chi si spartisce denaro pubblico rendersi conto delle difficoltà delle persone comuni che subiscono le loro decisioni. A meno che non si tratti di dare contro agli avversari.
Nessuno dei due sembra aver capito quello che è ormai chiaro a sempre più persone: il declino della qualità della vita degli italiani è iniziato con l'euro e se non si cambia potrà solo peggiorare. Le spiegazioni grottesche che danno la colpa a mancati controlli o al rincaro delle verdure vendute dagli ambulanti sono solo idiozie.
Con l'Euro l'Italia ha subìto la più spettacolare svalutazione della sua storia e il potere di acquisto si è dimezzato.
La metà che manca se la sono presa le banche. Se non torniamo indietro alla svelta la situazione potrà solo peggiorare.

Movimento NO EURO
 

18/11/2007


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