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NOTIZIE 2007
LIBANO - ESPLODE LA VIOLENZA TRA I PALESTINESI, SCONTRI ESERCITO/FATAH AL ISLAM NEL NORD DEL PAESE: 11 MORTI NELLA GIORNATA DI DOMENICA
di Dagoberto Husayn Bellucci , dir. resp. agenzia stampa "Islam Italia" da Ba'albak, Libano-20-05-07
Com'era previsto e facilmente prevedibile esplode la "situazione palestinese" in terra libanese. Dopo la faida civile che ha infiammato la striscia di Gaza una settimana fa e il successivo attacco israeliano contro tutte le principali formazioni della Resistenza palestinese tocca ai campi profughi del paese dei cedri: 11 i morti nella sola mattinata di domenica.
La tensione latente che si respirava da qualche settimana nei campi palestinesi diventa motivo di scontri che , per l'intera mattinata, hanno visto contrapposti reparti dell'esercito a militanti del gruppo fondamentalista d'ispirazione salafita (e ritenuto vicino ad Al Qaeda secondo molti rapporti d'intelligence interni) di Fatah al Islam radicato nel campo di Nahr el Bared a nord di Tripoli.
Undici i morti accertati secondo fonti della Sicurezza Generale: sette militari e quattro miliziani palestinesi.
Il primo attacco contro l'esercito sarebbe stato lanciato nella regione di Koura (Libano del nord): una pattuglia sarebbe stata attaccata: quattro le vittime.
Altri tre soldati invece sarebbe rimasti uccisi in scontri a fuoco avvenuti all'inteno del campo di Nahr el Bared dove altri quattro militari delle forze armate nazionali sarebbero rimasti feriti. Quattro i miliziani della fondamentalista organizzazione sunnita rimasti uccisi negli scontri.
Al momento l'esercito sembra aver ripristinato la calma accerchiando la zona attorno al campo profughi dove vivono circa 40mila persone e dove Fatah al Islam ha la sua base operativa.
Secondo l'intelligence libanese quest'organizzazione, staccatasi alcuni mesi or sono da Fatah Intifada (gruppo pro-siriano), sarebbe responsabile dell'attentato contro due minibus avvenuto il 13 febbraio scorso nella regione cristiana di Bikfaya a nord della capitale Beirut nel quale rimasero uccise tre persone e altre quaranta ferite.
L'intelligence ritiene che Fatah al Islam sia una copertura dei servizi siriani per continuare a destabilizzare il paese dei cedri mentre altre informazioni relative a quest'organizzazione , spuntata improvvisamente sulla scena politica libanese nell'ottobre scorso, parlano di una costola di fondamentalisti jihadisti collegati ad altri servizi di sicurezza dei paesi arabi confinanti (Giordania o Arabia Saudita).
La resa dei conti tra forze armate e formazioni estremiste palestinesti potrebbe , in una situazione come quella che si vive da mesi in Libano, far precipitare definitivamente il paese sul baratro di un nuovo conflitto civile.
Utilizzeranno, com'era previsto da tempo, la "carta palestinese" le centrali di destabilizzazione atlantico-sioniste per aprire le porte dell'inferno libanese? Riusciranno i nemici della convivenza pacifica e della collaborazione interreligiosa tra i libanesi a scatenare i loro "war-games" in Libano?
Oggi l'ennesima giornata di sangue vissuta da un paese dove il clima di tensione rimane altissimo, la crisi politica immutata e sul quale , non dimentichiamolo, pende sempre la minaccia di una nuova aggressione dal "vicino" stato-pirata sionista.
23/05/2007