|
|
NOTIZIE 2008
Di ecoballe si muore
"Gli interessi del Nord, quelli della camorra, le
collusioni di destra e di sinistra: l'emergenza
rifiuti in Campania è oro". Questo scrivevamo in
giugno su "Giustizia Giusta", prendendo spunto da un
inchiesta/verità di Roberto Saviano. Un'inchiesta
con cui s'intendeva dimostrare come la storia dei
rifiuti è la storia delle cosche
politico-camorristiche, delle rivolte contro i
camion, dei bimbi deformi, dei tumori fermentanti,
dei silenzi comprati, di una magistratura inerte
quando non complice.
Ed è anche quella di un intero Paese che "sversa" i
suoi rifiuti al Sud e che dal Sud prende risorse. "A
Nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio
con l'ambiente. A Sud si sotterra, si lercia, si
brucia". Certamente; e però le imprese di raccolta
rifiuti sono tra le migliori in Italia ed in Europa
capaci di entrare in relazione con i più importanti
gruppi del mondo.
"La politica", a dire di Raffaele Cutolo, "è l'arte
di fottere chi sta con te per ideologia e tu lo fai
per affari". Vediamoli gli ideologhi, estraendone
esemplarmente dall'immondo mucchio soltanto alcuni:
· Giuseppe Valente, uomo di Forza Italia e
presidente del Ce4 fino al commissariamento del
consorzio avvenuto a fine luglio del 2006;
· Nicola Ferraro, elemento di spicco dell'Udeur e
presidente della Commissione Permanente della
Regione campana;
· Angelo Brancaccio ex sindaco Ds di Orta di Atella,
un pregiudicato capace di essere eletto con il 90%
dei voti, oggi consigliere regionale e segretario
dell'Ufficio di Presidenza.
Costoro insieme ai vari Commissari ed ai politici
che si sono alternati alla Presidenza della Regione
hanno costruito e gestito "emergenze", vale a dire
quelle "normalità" dette emergenziali nei momenti in
cui, grazie alla disponibilità dei gazzettieri
organici, si rende necessario sviare l'attenzione
dell'opinione pubblica dai problemi reali. Nel caso
dalla "normalità" monnezza. E' in tal modo che la
gestione Rastrelli (An) e la gestione Bassolino (Ds)
hanno inondato di soldi il settore dei rifiuti. Con
buona pace della popolazione che, stanca di essere
attossicata, si è infine decisa a ribellarsi e che
viene, quindi, criminalizzata. E si costruisce così
ancora un'altra "emergenza": quella degli infiltrati
di camorra e dei curvaroli targati NISS.
La "emergenza" rifiuti in Campania è uno dei momenti
in cui si guadagna di più. Quando si cumulano
sacchetti, i bronchi dei cittadini si irritano, la
benzina viene gettata sui bidoni per bruciarli,
quando le televisioni di tutto il mondo riprendono i
cassonetti che sembrano sventrati con le budella da
fuori, c'è necessità di toglierli per evitare
epidemie gravi, c'è necessità di risolvere subito,
non badando dove si smaltirà e i mezzi che lo
faranno, questa necessità porta a usare i mezzi
bobcat, camion, appaltati con noli a freddo e a
caldo, ossia non controllabili e quindi facilmente
gestibili dalle ditte dei clan.
L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan,
il problema è che la politica degli ultimi anni non
è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le
discariche si esauriscono, si è finto di non capire
che fino a quando sarebbe rimasto tutto in discarica
non c'era la possibilità matematica di non arrivare
a una situazione di saturazione. In discarica
dovrebbe andare pochissimo, quando nelle discariche
finisce tutto, la discarica si intasa. Quando non si
è arrivati a costruire inceneritori (oggi detti
aulicamente termovalorizzatori) dando garanzie alle
popolazioni, quando non si è arrivati a una seria
raccolta differenziata, a una battaglia reale contro
le imprese di rifiuti vicini ai clan, non si è
arrivati a far nulla.
Non chiudendo il ciclo si accumulano le ecoballe,
ossia il combustibile solido triturato ottenuto
trattando i rifiuti solidi urbani, insomma
giganteschi sacchettoni di immondizia tritata.
Ecoballe in attesa di venire bruciate. Ma si è
scoperto pochi mesi fa che "non sono state
impacchettate a norma, quindi non potranno mai più
essere smaltite (posto che ci vorrebbe un quarto di
secolo per tentare di farlo) e con l'impossibilità
di bruciarle il meccanismo in cui hanno investito
quasi tutti i clan politico-camorristici si scopre
vincente, perché fittare terreni per le ecoballe
sarà una risorsa continua e costante". Insomma, non
si smaltiranno mai le ecoballe e lo Stato continuerà
a pagare il fitto delle terre senza limite
E il tanfo. "All'inizio somiglia a quello del pesce
marcio, poi muta in un sapore orrendo come una somma
di tutti i peggiori odori esistenti, un'addizione di
tutto ciò che si decompone, marcisce". E tu,
partenopeo Uomo del Colle, che fai dinanzi al
disfacimento delle tue terre ed all'attossicazione
mortale delle tue genti? Sentenzi dalla "Piazzetta"
di Capri, dove il tanfo di Napoli non potrà mai
arrivare.
"Quand'è nato Francesco sembrava andasse tutto bene.
Dalle mani dell'ostetrica però viene direttamente
portato in incubatrice. La madre l'ha intravisto
appena. Al bimbo manca un rene, i ventricoli del
cuore hanno disfunzioni gravi, l'ano è imperforato.
Ma se lo guardi, il piccolo però sembra perfetto,
sgambetta, ha un viso sereno". Una mostruosità
eccezionale? No, per Dio. E' normalità, la normalità
di queste terre. L'80 per cento delle malformazioni
fetali in più rispetto alla media nazionale. Sono
gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione
mondiale della sanità a dirlo. E parlano anche di un
aumento vertiginoso delle patologie di cancro.
Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 16 per
cento rispetto alla media nazionale. E sono le donne
le più colpite.
Lo ripetiamo: la storia dei rifiuti potrebbe essere
fatta attraverso le cartelle cliniche dei bimbi
deformi e le biografie dei malati di cancro,
attraverso i territori dell'entroterra che prima
coltivavano ortaggi e ora raccolgono rifiuti d'ogni
genere. Napoli e la Campania ciclicamente si
gonfiano di tonnellate di spazzatura. Però nessuno
sembra comprendere cosa accade e cosa vi sia dietro,
se non "una generica e cronica incapacità politica a
gestire il problema". Nessuno è responsabile ma sono
tutti coinvolti. E tutti restano al loro posto di
comando a lucrare, asserragliati nei palazzi del
potere e nelle loro ville poste nei quartieri alti,
lindi ed asettici, che parlano di Svizzera e non di
Campania. Là, dove non arriva il tanfo.
E la Magistratura? E i giovani procuratori
partenopei, primo tra tutti il guerrigliero Paolo
Mancuso, sempre pronti a scendere in piazza in
difesa dei loro diritti di privilegiati dove erano,
dove sono? Hanno mai cercato di bloccare la
distribuzione dei prodotti agroalimentari in una
terra dove scientificamente è stato provato che i
veleni tossici delle discariche, legali o illegali,
sono massicci con conseguenze ben mmaginabili?
E' tempo d'insorgenza, di Lotta di Popolo contro la
criminalità istituzionale che da troppi anni tutto
divora e tutto distrugge con la rete di discariche,
cave, camion, ecoballe, finanziamenti pubblici
disinvoltamente assegnati alla camorra ed a una
borghesia imprenditoriale capace, per logica di
profitto, di condizionare la salute e la stessa vita
di milioni di persone. E' tempo di dimostrare che lo
"ordine" non può essere ristabilito dalla Cavalleria
di Dik Tracy/De Gennaro anche se munito di poteri
speciali fornitigli, in deroga delle leggi dello
Stato (?), da una banda di masnadieri senza onore
guidata da un inguardabile, anche esteticamente,
bolognese.
Paolo Signorelli –Ciao Europa
13/01/2008