NOTIZIE 2008

 

Un’ Europa sempre più liberista.

 

Quadro politico dei più popolosi stati dell’Unione Europea.

 

Negli ultimi, venti anni, in Italia e nel mondo, il liberismo è diventato l’ideologia dominante.

I parlamenti “espressione della volontà popolare” sono diventanti strettamente funzionali agli interessi dei mercati. collegati ai centri di interesse monopolistici finanziari, quando non è la loro stessa espressione. La demolizione graduale del welfare state sono il preludio a una nuova fase, denominata globalizzazione capitalistica, ma in ogni nazione è ancora presente una parte più o meno rappresentata, che dice No a tutto questo.

 

Austria

Nata dalla ceneri dell’ impero austro ungarico, divenne parte del III Reich, nel 1938. Dopo la sconfitta tedesca della seconda guerra mondiale, la nazione alpina subì un’occupazione alleata fino al 1955. Negli anni seguenti, la politica ha seguito le strade dell’alternanza tra le due formazioni socialdemocratici e conservatori.

Questa ultima formazione rimescolò le carte “democratiche” nel 1999, quando si alleò con il Partito di Haider e successivamente con la sua ala più liberale “Alleanza per il Futuro. Le ultime elezioni videro un netto calo dei due maggiori partiti fautori da due decenni, di insensate politiche liberiste, con oltre mezzo milioni di voti in meno. Nel panorama nazionale si è affermato il partito ecologista con l’11% dei consensi, il partito di Haider ha superato il 4%, come la formazione nata da essa dopo una scissione interna. Dopo 3 mesi di accesi dibattiti è stata formata una grande coalizione tra i due maggiori partiti, che si sono equamente divisi le poltrone, continuando a sviluppare politiche succubi dell’alta finanza.

Il quotidiano nazionale Die Press scrisse:

Il bilancio, dei primi 100 giorni di attività, della nuova vecchia grande coalizione, tra popolari e socialisti che governa l’Austria, non potrebbe essere più ambigua. Alla voce “avere” si osserva un bilancio per il biennio 2007/08, stilato nel più breve tempo possibile e senza nessun dibattito pubblico.

 

Belgio

Nazione fantasma, creata nel 1830, ha assunto una composizione federale composta da 3 regioni ( Fiandre,Vallonia eBruxelles ). Le consultazioni del 10 giugno, hanno visto la definitiva spaccatura in due dello stato europeo. I valloni francofoni hanno votato i loro partiti madrelingua, come del resto l’hanno i fiamminghi e cristiani democratici sono risultati i partiti più votati, mentre hanno subito un ridimensionamento  i liberali fiamminghi guidati dal premier uscente Verhonfsadt e i socialisti.

Le rispettive regioni hanno visto la riaffermazione dei partiti di estrema destra e della nuova formazione Lista Decker.

Per oltre due mesi il vincitore delle elezioni Leterme non è riuscito a creare una coalizione governativa e il Belgio è rimasto senza governo fino al 19 dicembre, quando sotto le pressanti richiese del sovrano Alberto è stato raggiunto un compromesso perf la reazione di un governo ad interim di durata trimestrale. Primo ministro è diventato l’ex premier Verhonfsadt, che governerà una coalzione formata dai partiti fiamminghi e valloni liberali e cristiani democratici e della formazione socialista francofonoa

 

Bulgaria

Ex paese del Patto di Varsavia, ha iniziato un processo di democratizzazione dal 1989. In base alla nuova Costituzione, la Bulgaria è diventata un repubblica multipartitica con un premierato forte.

Nel 2005 si sono svolte le ultime elezioni, che hanno visto la vittoria del ex partito comunista ora socialista liberale, che ha ottenuto il 34% delle preferenze. Il partito dell’ex premier Simeone è stato punito con una sonora sconfitta ( - 67 seggi ), causati da una precedente mal gestione economica. Buoni i risultati del Partito della Minoranza Turca 13% e della formazione nazionalista ATAKA ( 8.9% ), una delle poche, se non l’unica vera alternativa al sistema liberal democratico.

Dopo le consultazioni, tra le diverse formazioni politiche è stata formata una “coalizione Bolivia”, perché i colori delle formazioni politiche che la compongono sono il rosso( molto annacquato ), per i socialisti, i gialli per il partito dell’ ex sovrano e verde della minoranza turca.

Il nuovo esecutivo come, del resto tutti quelli che si sono succeduti dal 1991, hanno continuato le politiche succubi del FMI e Unione Europea. Le consultazioni presidenziali del 2006, hanno avuto un clamoroso risultato, il leader del PartitoAtaka, Simonov, ha raggiunto il 21.6% arrivando al secondo turno, che ha visto la vittoria del Presidente uscente, Parvanov, appoggiato da tutti i partiti dagli imperi mass mediatici. ( Una situazione simile, per non dire uguale è avvenuta in Francia nella sfida Le Pen – Chirac ).

 

Ceca, Repubblica.

Situata nel cuore dell’Europa, la Repubblica Ceca comprende le regioni di Boemia e Moravia, e un tempo faceva parte della Cecoslovacchia. Nel 1989, la Rivoluzione di Velluto ha portato la caduta del regime comunista e nel 1990, si sono svolte le prime elezioni “democratiche”. Tre anni dopo la Cecoslovacchia si è sciolta e nacquero i due stati odierni,  Repubblica Ceca e Slovacchia. Negli Gli anni successivi le “differenti coalizioni” intrapresero, un completo programma di privatizzazioni, con un aumento vertiginoso di disparità di reddito. Nel 2006, alla vigilia delle elezioni l’oligarchia social democratica, venne colpita da pesanti accuse da parte dell’ispettore Kubice, che accusava il governo tra cui influenti personaggi politici di corruzione e convivenza con la criminalità. Le elezioni, si svolsero in un clima surreale e la votazione provocò una spaccatura del Parlamento. Con un tasso d’astensione del 46%, il Partito di Destra ODS ottenne 81 seggi su 200, Cristiano Democratici 13, Verdi 8, Social Democratici 74 e comunisti 26. Le prime tre formazioni formarono una coalizione, 100/200, sebbene solo 230 giorni dopo la votazioni fu votata la fiducia la governo, grazie anche all’astensione di due deputati socialisti.

 

Danimarca

La Danimarca è una Monarchia costituzionale e dalla fine della seconda guerra mondiale, si sono succeduti governi social democratici e conservatori.

Le ultime elezioni svolte a novembre scorso, in anticipo rispetto alla data prestabilita del 2009, hanno visto la conferma della coalizione di centro destra, ma ha ottenuto la maggioranza di un solo seggio.  I risultati dimostrano un arretramento delle due maggiori formazioni,  i liberali hanno visto un arretramento del 2.7% e quasi del’ 1% per la formazione socialdemocratica. Il partito socialista la vera alternativa alle coalizioni lib-lab, ha ottenuto il 13% dei consensi, 23 seggi raddoppiando i voti rispetto al 2005. I radical chic, social liberali hanno vistol dimezzare la loro rappresentanza con 9 deputati rispetto ai 17 precedenti, mentre il partito conservatore è rimasto invariato rimanendo attestato al 10%, mentre ha visto aumentare i propri rappresentati il partito di estrema destra, con un seggio in più. Grande sconfitto è il partito centrista Nuova Alleanza, fondato dal Nasser Khader, un politico musulmano, di origine siriana che ha ottenuto solo, 2.8% e 5 seggi, notevolmente al di sotto delle previsioni, che gli assegnavano il ruolo di ago della bilancia.

Il nuovo governo, il terzo alla guida di Rasmussen, ha un’esigua maggioranza 89/179, ma sufficiente a non creare una coalizione di centro.

 

Finlandia

L’unica repubblica della penisola scandinava, conobbe l’occupazione svedese e russa, ottenendo l’indipendenza da esso nel 1917. Entrata nel secondo conflitto mondiale a fianco dell’Asse, fu sconfitta dai sovietici e occupata militarmente fino al 1948, entrando poi nella schiera dei paesi neutrali ai due blocchi. . Negli anni ‘90 a seguito del dissolvimento dell’ URSS ( che riceveva il 28% delle esportazioni finlandesi ) causò una profonda recessione all’economia interna , meno 15%, attenutata successivamente con misure di austerità, tagli al welfare e restrizione dei salari. Dopo l’adesione all’ Unione Europea del 1995, il paese è stato governato da governi “arcobaleno” guidati dalle formazioni liberiste di “destra e sinistra”. A marzo si sono svolte le ultime consultazioni popolari, i social democratici in assenza di un vero programma alternativo alla destra, ( come del resto accade in tutta Europa ), hanno subito una storica sconfitta – 15% e sono finiti all’opposizione. Il nuovo governo risulta composta da una coalizione di partiti di centrodestra, il Partito di Centro uscito ridimensionato -2%, e dal partito conservatore il vero vincitore con + 10 seggi, il partito Svedese e la formazione dei Verdi. Alla presidenza, rispetto alle aspettative iniziali è rimasta in carica al sig.ra Halanen del partito social democratico.

 

Francia

Nel 2007, il paese transalpino ha visto due importanti tornate elettorali, presidenziali e legislative. Nella prima consultazioni si sono affrontanti principalmente 3 candidati cloni, Sarkozy,Royal e Bayrou un autentico prodotto mediatico. Sarkozy, nato tra le file dell’UMP ( destra ) ha fatto leva, durante la sua campagna elettorale, sulla fermezza nelle questioni di ordine pubblico, oscurando i piani di politica ecnomico. La socialista Royal aveva un programma privo di proposte politiche precise e concrete, mentre Bayrou del Partito di Centro un, personaggio liberal alternativo, creato come precedente scritto dai mess media, poteva contare solo sulla sua personalità senza una base politica solida. I candidati alternativi presenti andavano dai trozkisti al Fronte Nazionale di Le Pen, il vero sconfitto delle presidenziali.

Nella campagna elettorale i tre principali candidati, non hanno mai menzionato i reali problemi della Francia, un’economia in crisi, una società sempre più divisa tra le diverse etnie, periferie abbandonate e la precarizzazione preoccupante del lavoro circa il 25% dei neo assunti. Alle consultazioni, il candidato della destra Sarkozy ha ottenuto la vittoria al I e al II turno. Alcuni giorni dopo è emersa la vera natura liberista del neo presidente, come politica tributaria per gli aliti redditi, scudo fiscale, successione, franchigie in campo medico, straordinari e riforme delle pensioni. In campagna estera Sarkò ha confermato le proprie posizioni di allineamento alle politiche anglo americane, abbandonando definitivamente ( era già iniziata in parte con il suo predecessore Chirac ), la politica di indipendenza sulla politica estera.

Il partito socialista,  il grande sconfitto, come nelle moderne dittature liberaldemocratiche, ha iniziato fornire un gran numero di ministri e membri di commissioni alle nuova amministrazione gollista, vedi ministro degli esteri, in campo ideologico la formazione “socialista” ha assunto sempre maggior posizioni centriste, sostenendo il “libero” mercato e l’individualismo.

Il giornalista, Serge Salimi ha scritto, “ Con l’elezione di Sarkozy sembra formarsi una nuova configurazione del potere, che porta a compimento la fusione di alcuni settori dell’elitè francese: potere economico opinionisti, responsabili politici di destra e di sinistra purché siano liberali”.

Il Parlamento che ha un potere ridimensionato, è uscito composto con una maggioranza assoluta la partito di destra. Un caso particolare riguarda il partito centrista, che dopo la sconfitta di Bayrou, ha perso l’appoggio continuo dei mass media, con il conseguente risultato del 7%, una perdita di un 2 elettori su tre, rispetto alle consultazioni presidenziali.

Il partito di Le Pen, profondamente cambiato in senso liberista, ha ottenuto il suo peggior risultato.

 

Germania

Prima potenza economica europea, uscita sconfitta e occupata dalla seconda guerra mondiale, ha ritrovato la sua unità solamente nel 1990, con l’unificazione con la Repubblica Democratica Tedesca, nata nel 1949 nella zona sotto controllo sovietico.

L’esultanza per l’unificazione si è affievolita con il passe degli anni, ancora oggi ampie zone dell’Est soffrono di una grave recessione economica, centinaia di migliaia di disoccupati e profonde ristrutturazioni economiche.

Nel 1998, dopo gli otto anni del governo Democristiano, andò al potere il partito Socialdemocratico, che raccolse subito una pesante eredità economica, stagnazione dei salari e della domanda interna, disoccupazione, debito pubblico in crescita.

Per far fronte alla grave crisi economica, il governo rosso-verde, applicò misure liberiste decidendo di tagliare dell’8% l’aliquota massima e del 15% l’importo sulle società di capitali, regalando così alle aziende decine se non centinaia di miliardi, mentre la crisi si aggrava sempre di più, il settore pubblico cancellava centinaia di migliaia di posti di lavoro aggravando la disoccupazione che aumentò di un milione di unità. Nel 2002,  con un ampio appoggio mediatico, v Schroeder venne rieletto. Alla fine del 2004, con un accordo bipartisan, fu riformata il settore pubblico, con la famosa Agenda 2010, che ha fatto aumentare la flessibilità nel mondo del lavoro nelle condizioni di licenziamento nelle medie e piccole imprese, riduzione dell’indennizzo di disoccupazione a 18 e 12 mesi rispettivamente per chi ha più e meno di 55 anni, aumento della partecipazione contributiva alle spese mediche, l’introduzione di un ticket per buona parte delle prestazioni sanitarie e privatizzazione dell’assicurazione sulla perdita di reddito in caso di malattia.

L’esecutivo rosso verde è diventato l’esecutore socialdemocratico, di programmi neo liberali, privilegi fiscali per l’elitè e massimo rigore, sul costo degli indennizzi a precari e ai neo licenziati.

Nel 2005, il governo riformista di Schroeder, completamente discreditato dalla popolazione subì una pesante sconfitta, nella regione Renania Settentrionale, in seguito alla quale il cancelliere annunciò elezioni anticipate in settembre.

I risultati videro una sostanziale parità tra i due maggiori schieramenti, ma insufficienti a ottenere una maggioranza alla Camera. I migliori exploit gli ottennero le formazioni alternative. Il partito della Sinistra, compostola ex deputati scissionisti della SPD e da ex comunisti, ottenne circa l’8.5% un ottimo risultato per una formazione politica che partecipava per la prima volta. Il partito NPD, sebbene non sia riuscito a superare la soglia del 5% prese l’ 1,8% rispetto allo 0,2% del 2002.

Senza una maggioranza assoluta i cristiano e social democratici ricrearono una Grossa Coalizione nominando la leader della CDU, Angela Merkel, cancelliere.

 

Grecia

Uscita da una violenta guerra civile ( 1941-49) tra comunisti e filo occidentali, vinta da questi ultimi che instaurarono una Monarchia costituzionale filo american. Nel 1967, dopo la vittoria alle elezioni di un governo di centro sinistra, i militari appoggiati dalla CIA attuarono un colpo di stato contro il pericolo rosso. Sette anni dopo fu restaurata una “democrazia multipartitica”. Dalla metà degli anni ‘80, lo stato mediterraneo ha applicato misure neoliberiste, di ristrutturazione economica  per adempiere agli obblighi dell’Unione Europea.

Le  ultime elezioni, svoltesi a settembre 2007, hanno visto come risultato, un aumento vertiginoso della disaffezione dei cittadini verso i due maggiori partiti politici. Il partito di destra, Nuova Democrazia ha ottenuto una maggioranza risicata 152/300 meno 13 seggi, mentre è uscito ridimensionato  il Partito Socialista che ha perso il 2.5%,attestandosi al 38.1% uno tra i peggiori risultati di sempre. I reali vincitori, sono stati, i partiti non allineati, i due partiti della sinistra radicale, hanno raddoppiato i propri rappresentanti in parlamento e il partito di estrema destra Laos, con il 3.8% ha conquistato 10 seggi e ha raddoppiato i propri consensi. Il 17 settembre alla ricorrenza dell’anniversario del golpe dei colonnelli un intervistato ha dichiarato: “ Un tempo in Grecia destra e sinistra, si distinguevano per la loro opposta valutazione della dittatura, ma oggi questa identità non sempre più così netta. Dopo, la dittatura infatti anche la “sinistra” è andata al potere, e la ricchezza e lo “sviluppo” non sono stati più temi tabù come prima”.

 

Irlanda

Colonia inglese per oltre quattro secoli, ottenne l’indipendenza dell’isola nel 1921, sebbene sei contee siano rimaste sono occupazione britannica. La scena politica fu dominata dal 1932 fino agli anni 70, dal partito di destra Fiamma Fail, che fu spodestato nel 1973, da una coalizione  di centro sinistra. Da allora le due coalizione si sono alternate, o addirittura alleate come nel 1994.

Le lezioni anticipate del 1997,  videro la vittoria del partito di Bertie Ahnein ( l’attuale primo miniostro), il Fiamma Fail. Dalla metà degli anni 90, l’Irlanda ha avuto una crescita economica senza precedenti, da un paese di emigranti in bilico tra sviluppo e sottosviluppo basato sull’agricoltura si trasformò in un terra di multinazionali, con deregolamentazioni del mercato del lavoro, politica di agevolazioni fiscali per le imprese estere. Le multinazionali, in dieci anni di sfruttamento intensivo, hanno raggiunto profitti incalcolabili, ma ultimamente hanno abbandonato la nazione celtica delocalizzando verso altre nazioni come ( Asia e Europa dell’Est ).

A Dublino, la Xeror ha già licenziato 900 dipendenti, la Abbott 500,e la Bedle Pharmaceutica circa 200, stessa strada è stata intrapresa da multinazionali come la Micrsoft,Symatec e Creative. Purtroppo nel frattempo l’Irlanda non è riuscita a dotarsi di un’industria locale e di una moderna rete di infrastrutture. Negli ultimi anno l’isola è stata colpita, da un autentico crollo del mercato immobiliare, che regge buona parte dell’economia ed è aumentata la percentuale di persone che vivono sotto la soglia di povertà. Le previsioni future sono allarmanti ed è previsto un aumento consistente di disoccupati. Il 24 maggio si sono svolte le elezioni per il rinnovo del parlamento. L’attuale capo del governo al potere dal 1997, è stato riconfermato premier, sebbene il suo partito perda, la maggioranza assoluta. I Progressive Democrats, espressione della nostra Coinfindustria perde 6 seggi e ne ottiene solo 2, la seconda forza dietro il Fiamma Fael, il partito centrista Fiamma Gael ottiene il 26.3%. I Laburisti e i Verdi, rimangono invariati, mentre il Sinn Fein un tempo vicino all’IRA ha preso il 6.5%. Il Fiamma Fail, dopo aver vinto le elezioni ha creato un’alleanza con il partito ecologista dei Verdi.

 

Polonia

Entrata nell’orbita comunista alla fine della seconda guerra mondiale, dal 1987 ha intrapreso la strada della “democrazia occidentale”, diventando nel 1989 una repubblica parlamentare. Dopo un periodo di frammentazione politica, le coalizioni di centro destra – centro sinistra, si sono alternate al potere, con una politica di ristrutturazione economica neoliberista.

 Nel 2005, le elezioni parlamentari e presidenziali videro la netta affermazioni della destra e del partito nazionalista di sinistra Soombrona. Due anni dopo l’esecutivo, è stato colpito da una grave crisi politico istituzionale. Prima con il “caso Looper”, l’ex vice presidente e leader del partito Soombrona, licenziato in tronco dai gemelli Kazinski ( presidente e primo ministro ), perché accusato di corruzione e sfuggito alla trappola ordita alle spalle dei servizi segreti grazia a una soffiata. Successivamente è venuto alla luce il Kaczmarek affaire, l’ex ministro degli interni, accusato di essere stato la “gola profonda” nel caso Looper. Scoppiava così il “Watergate polacco” che ha provocato la caduta del governo e le elezioni del 21 ottobre, che hanno visto l’affermazione della coalizione di centro sinistra, Piattaforma Civica è risultato il primo partito con il 41.5%, + 76 seggim che ha formato un’alleanza di centrosinistra con il Democratici di Sinistra e il Partito del Popolo Polacco. Il partito dei gemelli Kaczinski ha perso l,1.53% pari a 36 seggi, mentre le due formazioni alleate Soombrona e il Partito delle Famiglie Polacche non superato la soglia necessaria per entrare in parlamento, perdendo complessivamente 70 seggi.

 

Portogallo

Uscito, nel 1974 da una decennale dittatura clerico conservatrice, sviluppò la moderna “democrazia occidentale” con un’alternanza tra le diverse formazioni di sinistra e destra, con il comune denominatore di riforme sociali,per la riduzione del deficit statale, tramite la nota riduzione della spesa pubblica.  Il 30 novembre 2004, dopo un periodo di instabilità di politica, furono indette le elezioni anticipate, che videro l’affermazione del partito Socialista, con una maggioranza assoluta equivalente a 120 seggi su 226.

Secondo alcuni analisti, gli elettori decisero di punire l’ex governo conservatore composto dall’alleanza tra il partito Socialdemocratico 28.7% , - 30 deputati e il Partito Popolare 7.26%, - 2 seggi. Quanto alle formazioni alternative, hanno avuto un’inaspettata avanzata, il Partito Comunista  con il 7.57% + 2 seggi, e il Blocco della Sinistra, una formazione che raggruppa formazione marxiste e trozkiste che ha raddoppiato i propri consensi 6.38% dal 2.75% e 8 seggi invece di 3. L’anno successivo alle elezioni presidenziali ha vinto il Anibal Silva del Partito Socialdemocratico.

Paesi Bassi

Governato dalla fine della seconda guerra mondiale, da governi laburisti e cristiano democratici, il 19 giugno del 2005, il popolo olandese ha respinto con il 61.6% la costituzione neoliberista europea.

Nel 2006, dopo l’uscita del partito liberale dalla coalizione di centrodestra si sono svolte le elezioni legislative, che hanno premiato ( finalmente) i partiti che hanno fatto le scelte più nette e radicali, come il Partito Socialista ( 16.6% + 17 seggi ), favorevole al No alla costituzione europea e alla difesa dello stato sociale e il partito di estrema destra di Geert Wilders nato nello stesso 2006, con il 6% delle preferenze. Le correnti più o meno liberiste rappresentate, dai Laburisti,dai Cristiano Democratici, dai liberali del VVD,verdi e radicali del D66, hanno perso consensi per -23 seggi, rispetto alle formazioni politiche difensori delle conquiste sociali ottenente nel secolo precedente.

I Cristiani Democratici il maggior partito nazionale, ha creato una grande coalizione comprendente il Partito Laburista e la minuscola formazione dei Cristiano Riformisti.

 

Regno Unito

Nel 2007, dopo dieci anni di potere personale il laburista liberal Tony Blair, ha lascito l’incarico di primo ministro al successore Gordon Brown.

Nel suo decennale governo sono state attuate politiche anti sociali e filo americane.

Con la sigora Thatcher 1979-90, l’Inghilterra effettuò una serie di politiche neoliberiste durante gli anni 80, con una disoccupazione ai massimi, la signora di Ferro, decise di applicare una politica di distruzione dello stato, deregolamentazione dei servizi finanziari, privatizzazioni di numerosi servizi pubblici, vendita ai privati i numerosi alloggi sociali, mentre trascurò l’industria nazionale che si avviò  a un’incessante declino.

Nel 1997, dopo 7 anni del conservatore Major, Tony Blair leader dei laburisti vinse le elezioni e diviene primo ministro, impegnandosi a non ritornare indietro alle privatizzazioni ( come le ferrore dove due inglesi su tre le rivorrebbero pubbliche ). Le svendite delle aziende pubbliche, malgrado i suoi insuccessi sono continuate sotto il governo laburista e sono state applicate nuove forme di partenariato, dove alcune strutture e programmi di utilità pubblica sono affidati a privati, come costruzione delle infrastrutture, attività operative, ospedali e scuole. ( Il partenariato è stato attaccato da molti analisti, in quanto privilegia le norme del settore privato, e non tutela sufficientemente i diritti dei lavoratori e i cittadini da utenti si sono trasformati in consumatori ).

Mentre, il settore sanitario pubblico non è stato rivalutatoIn politica estera, la Gran Bretagna già completamente succube di Washington ( dalla crisi di Suez del 1956 ), ha attuato una politica sempre più filo americo-sionista.

 

Romania

Sotto un governo comunista dal 1945, nel 1989 una rivolta “popolare” depose Ceacescu e instaurò una “democrazia multipartitica” sebbene i personaggi politici legati alla vecchia elité siano rimasti ancorati all’oligarchia politica-industriale.

I governi rumeni che si sono succeduti dal 1989 hanno attuato pesanti riforme economiche, volte a privatizzare le aziende pubbliche, e a una costante diminuzione dei dazi commerciali. Riforme che hanno provocato un completo impoverimento di buona parte delle classi sociali.

Nel 1996 i salari erano inferiori del 56.8% rispetto al 1990, un analisi condotta nel 1998, dimostrava che un abitante su due viveva in povertà con meno di 4 dollari al giorno, mentre il 6.8% della popolazione raggiungeva il misero stipendio annuale di 400 $.

Le ristrutturazioni economiche hanno inoltre provocato un aumento esponenziali di disoccupati e sottoccupati, trovando l’emigrazione clandestina come unico “rimedio” alla perenne povertà.

Le elezioni legislative e presidenziali del 2004, hanno visto l’alternanza al potere tra la coalizione di centro destra ( uscita vincitrice ) e il partito socialdemocratico ( ex comunisti ).

Tuttora il governo in carica, risulta composto da una coalizione di quattro partiti, liberali,democratici,minoranza ungherese e partito umanista. Buon risultato è stato ottenuto dal partito nazionalista rumeno, che ha saputo conquistare buona parte dell’elettorato scontento, con il 13% delle preferenze. Le consultazioni presidenziali svolte nello stesso anno videro la vittoria inaspettata al secondo turno del leader del partito liberale Tarcineau. Dal 2002, la coalizione di centrodestra ha adempito in pieno le procedure economiche per entrare nell’Unione Europea, ( più flessibilità nel mercato del lavoro, ristrutturazione dell’impresa pubblica mineraria Compania Nationala a Hulei che ha licenziato 15.000 dipendenti di cui 3.800 negli ultimi tre anni ). Inoltre il governo liberale ha inviato circa 400 soldati, a occupare l’Iraq. A settembre il Parlamente rumeno ha sfiduciato il Presidente ,accusato di comportamenti non costituzionali e il successivo referendum sul mantenimento dell’incarico presidenziale ha visto favorevoli tre elettori su quattro sebbene l’affluenza sia stata appena del 44%.

 

Spagna

Dopo la morte del caudillo Francisco Franco nel 1975, la Spagna è rientrata a pieno titolo nel club democratico, ritornando a essere una monarchia costituzionale. Le prime elezioni del 1977, furono vinte dall’Unione Democratica di Centro, che fu sconfitta nel 1982 dalla coalizione di centro sinistra che ha governato per oltre 13 anni il paese. Nel 1996, partito socialista subì una sconfitta a danno del Partito Popolare di Aznar. I successivi anni di centro destra sono stati focalizzati su una politica atlantica e liberista nel campo economico. Con il partito popolare si è assistito alla trasformazione da un’economia reale a una finanziaria aggressiva, grazie a massicce privatizzazioni per n valore di 40 mld. di euro con la svendita di aziende come, la Telefonica, Repsol e All Iberia. I buoni risultati economici ottenuti, grazie anche all’appoggio finanziario dell’Unione Europea, pari al 1% del PIL, non si sono riflessi su tute le fasce della popolazione, che ha subito un progressivo indebitamento famigliare, con un aumento vertiginoso delle ipoteche sulle abitazioni, pari a un valore di 500 mld. di euro, mente la disoccupazione è diminuita in modo sensibile sebbene un neo assunto su tre sia precario.

A partire dal 2000, Aznar ha stabilito relazioni sempre più strette con gli anglo americani, sostenendo le guerre in Afghanistan e Iraq. La Spagna, alla vigilia delle elezioni dell’11 marzo 2004, venne colpita dalle conseguenze del suo appoggio incondizionato agli yankees, con un attentato terroristico che colpì Madrid, che uccise 200 persone. Subito dopo le bombe, ebbe inizio una feroce campagna di menzogne di stato, finalizzata  a per ingannare l’opinione pubblica  a vantaggio del Partito Popolare, additando la colpa all’ETA. Poche ore dopo, emerse la vera dinamica dell’attentato e la nazionalità degli attentatori, fatto che colpì il centro-destra, favorendo il Partito Socialista, che uscì vincitore dalle elezioni.

Nei quattro anni di governo socialista, la Spagna è diventato un paese iperliberista venduto alla corruzione e alle mafie. Le speculazioni immobiliari hanno colpito tutta la nazione, specialmente le aree costiere, dove è attivo un forte riciclaggio di denaro sporco ( la nazione che ha la maggiore circolazione di 500 euro ). In pochi anni la Spagna oscurantista a apertole sue porte e ha offerto terreno fertile per le scorribande di qualsiasi tipo, diventando il primo consumatore europeo di cocaina.

 

Slovacchia

Hai infranto il “cordone sanitario” alleandoti con un partito nazionalista e per questo ti estromettiamo dal gruppo socialista europeo. Questo è in breve quello che è successo alla formazione slovacca del premier Fico, che per salvare il welfare state decise di allearsi con le formazioni nazionaliste e populiste. Le elezioni furono vinte grazie a semplici,slogan, “Meno mercato e più stato”, promettendo, la riforma della sanità, del sistema pensionistico l’abolizione della flat tax e l’introduzione di una nuova imposta progressiva sul reddito.

La coalizione socialista nazionale, ha ottenuto buoni risultati economici, riuscendo a far calare la disoccupazione sotto il 10%. Nel febbraio 2006, è stato sospeso il piano di privatizzazioni, ma di fronte a fortissime pressioni è stata venduta all’ Enel il maggior gruppo elettrico del paese la Slovenske Elektranrne.

 

Svezia

Entrata nell’UE nel 1993, insieme alla Finlandia e all’Austria ha deciso nel 2003 di non entrare nella zona euro, mantenendo la sua “sovranità monetaria”. I socialdemocratici che hanno guidato il paese per 65 anni su gli ultimi 74, sono stati sconfitti alle elezioni del settembre 2006, da una coalizione di centro destra composta da quattro partiti. Il nuovo esecutivo ha incentrato il programma elettorale sulla diminuzione della disoccupazione, incentivando nuove forme di flessibilità, volte a “modificare” le conquiste sociali del famoso Welfare State.

 

Ungheria

Uscita sconfitta dalla seconda guerra mondiale, entrò nel 1945 sotto l’influenza sovietica e fu tra i primi a introdurre “riforme di mercato” nel 1982, entrando nel FMI e nella Banca Mondiale.

Nel 1989, il Parlamento votò per la creazione di una “democrazia multipartitica”, i nuovi governi nati dal dissolvimento del partito comunista,  applicarono il liberismo più sfrenato, ( privatizzazioni e liberalizzazione del commercio estero, diminuzione del salario reale, aumento della popolazione che viveva sotto la soglia di povertà dal 15% del 1991 al 35-40% del 1995) facendo aumentare l’apatia e la disillusione di buona parte dell’elettorato nazionale.

Nel 1998, le consultazioni furono vinte dalla formazione Fidesz-Mpp. Questo partito, non ancora screditato dalla gestione del potere, aveva usato slogan anticapitalistici e ostili all’Ovest, per ottenere i suffragi delle vittime della transizione al libero mercato. Ma il governo di Victor Orban  ben presto dimenticò le vittime del capitalismo d’assalto. Invece di aiutare le classi povere, ha aiutato le classi agiate, facendo diminuire le imposte sui redditi medio alti e gli assegni familiari..

Nel 2002 e nel 2006, gli elettori ungheresi hanno confermato la fiducia alla coalizione tra socialisti e liberali, che ha attuato un programma di “risanamento” economico, volto a privatizzare le ultime aziende di stato, e “riformare” il settore sanitario.

A settembre del 2006, con un’economia sempre più in crisi è esplosa la collera popolare, sebbene l’elemento scatenante sia stato la diffusione di un discorso del primo ministro ungherese, tenuto a porte chiuse ai dirigenti del Partito Socialista dopo la vittoria elettorale, a maggio. Il premier ammetteva di aver fatto solo “stronzate” e di aver deliberatamente mentito agli elettori sui sacrifici che li aspettavano. Malgrado le proteste Gyurcasany ha rifiutato di dimettersi, anche dopo la batosta elettorale delle elezioni amministrative. Purtroppo all’orizzonte non vi sono ancora partiti alternativi in grado di saper reggere il confronto con la liberaldemocrazia.

Il partito comunista ha ottenuto l’0.41% alle ultime consultazioni, mentre il partito nazionalpopulista, Miép Terza Via, ha preso il 2.2 %, non entrando in Parlamento dove la soglia minima è del 5%.

 

Saverio Borgheresi

 

26/01/2008


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