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NOTIZIE 2008
Francese licenziato per affermazioni anti-israeliane
ItaliaSociale
Il Ministro dell’interno ha annunciato che la Francia ha licenziato un alto servitore dello stato per aver pubblicato una diatriba anti- israeliana su di un sito web
http://www.presstv.ir/detail.aspx?
id=48652§ionid=351020603
L’AFP ha riportato che Bruno Guigue ha
scritto in un articolo on line
di questo mese che Israele è l’unico
regime che permette “ai tiratori
scelti di abbattere delle ragazzine
fuori dai cancelli della loro
scuola”.
Guigue, autore di diversi
libri sul conflitto israelo-palestinese, ha anche scritto delle “prigioni israeliane dove – grazie alla legge religiosa – non si pratica la tortura il Sabato”.
Dopo essere venuta a conoscenza dell’
articolo mercoledì, il ministro
degli interni Michelle Alliot-Marie ha
fatto licenziare Guigue, vice
prefetto della città di Saintes, nel sud ovest della Francia.
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Da quando il sionista Sarkozy è stato eletto presidente della Repubblica, la Francia è sulla via di diventare una nuova colonia di Israele. Il povero De Gaulle si sta rivoltando nella tomba.
Non è passato nemmeno un anno ma il
superattivo onnipresente Sarkozy
ha già prodotto notevoli risultati…
per Israele. Ancor prima della
sua elezione, egli era andato a Herzlya per illustrare la sua nuova politica estera francese, calibrata sulle aspettative di Tel Aviv.
Poi ha promosso l’Unione Euro-Mediterranea, secondo la quale, una politica di collaborazione commerciale araba con l’Unione Europea passa per la sottomissione degli stati arabi ad Israele.
Poi ha fatto convocare l’ambasciatore iraniano a Parigi per protestare -- a nome di Israele -- quando Ahmadinejad ha dichiarato che lo stato ebraico è destinato a scomparire per la sua insanabile contraddizione storica di Stato artificiale, che oltretutto non fa nulla per raggiungere un compromesso con i palestinesi (per esempio uno stato unico ed egualitario di ebrei e palestinesi), che gli permetterebbe di integrarsi in Medio Oriente.
Poi ha messo in atto una
più stretta collaborazione del “suo” paese con gli Stati Uniti all’
interno della Nato. Ciò significa maggiore partecipazione francese in Iraq e in Afghanistan. In quest’ultimo paese Sarkozy si appresta a inviare mille uomini nelle zone di combattimento, per alleviare l’
impegno americano. Meno morti
americani, più francesi.
Poi davanti ai
primi ministri irlandese e svedese ha attaccato in termini razzisti la comunità araba di Francia e d’Europa, tutti cittadini francesi o dell’
Unione Europea non meno di lui, anzi
probabilmente di più.
Poi ha
proposto di tormentare ogni bambino francese tra i 9 e gli 11 anni addossandogli lo stress della memoria di un bambino ebreo morto durante la shoah, per tutto il corso degli studi dell’insegnamento medio inferiore. Incubi e persecuzione per i ragazzi goyim per scontare le colpe del nazismo.
Poi ha inviato in Chad sue truppe per
proteggere il regime
antidemocratico di Idriss Deby, il quale permette a Parigi di condurre dal territorio chadiano mire sovversive contro un paese arabo, il Sudan, che secondo Israele deve essere, al pari dell’
Iraq,
frazionato e ridotto a piccole entità in lotta le une contro le altre.
Recentemente ha dichiarato che l’Iran è una minaccia nucleare per… la Francia, secondo la logica che i nemici di Israele sono una minaccia per la “comunità internazionale”. Eppure il programma nucleare iraniano è stato dichiarato pacifico dall’AIEA e da tutte e
13 le
agenzie di intelligence statunitensi (NIE). Per Sarkozy il rapporto del NIE, non solo non ha fugato i dubbi ma suscita ancora più sospetti. Proprio come dice Israele. Ricordiamo che Israele non ha un programma nucleare pacifico ma ne ha uno militare, al di fuori da qualsiasi controllo della comunità internazionale.
Il clima che si è
affermato dopo la sua elezione è un clima liberticida per cui non è tollerata alcuna critica alla vera patria del presidente: Israele. Non per niente il portavoce di Sarkozy ha affermato che oggi Israele e Francia stanno vivendo “una luna di miele”. Praticamente vanno a letto insieme. Non per niente il presidente israeliano, Simon Peres, in visita a Parigi prima di Pasqua, ha pensato bene di regalare al connazionale un uliveto di 1200 metri quadri (oltre 14 ettari). Forse perché, dopo aver servito lo stato ebraico in Francia, Sarkozy possa ritornare in patria e godersi un meritato riposo?
Intanto sulla terra
di Voltaire dell’Illuminismo, sul paese della Grande Rivoluzione e dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, è calata la ghigliottina della censura sionista. Non bastava la legge Gayssot, adesso arriva il licenziamento (non per affermazioni antisemite, si badi bene) ma solo per due frasi anti-israeliane, contenute in un articolo dal titolo “La lobby pro-israeliana si scatena contro l’ONU”. Sionismo liberticida.
mauro manno, 24 marzo, 2008
PUBBLICATO DA GRUPPO DI INFORMAZIONE E
DENUNCIA IN DIFESA DEGLI
ARTICOLI 21 E 33 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA A LUNEDÌ, MARZO 24, 2008
31/03/2008