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NOTIZIE 2009
Dragan Mraovic
ESPIANTO E COMMERCIO DEGLI ORGANI DEI SERBI
L'UCK, la formazione paramilitare albanese del Kosovo, eliminava i
prigionieri serbi e ne vendeva gli organi in giro per l'Europa.
La rivelazione shock è di Carla Del Ponte, ex procuratore capo del
Tribunale penale internazionale dell'Aja, odiata dell'opinione
pubblica serba, perciò assolutamente imparziale in questo caso, e lo
dichiara nel suo libro "La caccia, io e i criminali di guerra".
I fatti risalirebbero all'estate del 1999, quando circa 300
prigionieri serbi furono trasportati in Albania, a Kukes e Tropoje.
I prigionieri serbi in buona salute, stranamente, non venivano
picchiati, ma ricevevano pasti regolari.
l perché è spiegato dalla Del Ponte: dopo una visita medica, i più
giovani e sani di quei 300 serbi furono trasferiti in un centro
vicino a Burel. Gli organi qui espiantati, avrebbero raggiunto da
Tirana cliniche all'estero e clienti in grado di pagarli.
Secondo il testimone K-144 (un albanese dell'UCK) del Tribunale
dell'Aia per la ex Jugoslavia, l'espianto degli organi dei serbi è
stato condotto per volontà di Hasim Taqi, l’attuale primo ministro
dello stato fasullo di Kosovo e beniamino di Washington e di
Bruxelles. I giovani serbi rapiti subivano i controlli medici e poi
erano sistemati nei campi di concentramento in Albania.
Le tariffe erano 10-30.000 euro per un rene, 50.000 per un fegato e
per il cuore si trattava a parte. L'80% del guadagno andava all'UCK
e il 20% agli organizzatori di questo commercio criminale. Il
testimone disse di sapere di almeno 300 reni e di un centinaio di
altri organi. Secondo lui, le ordinazioni arrivavano anche
dall'Italia e ai sani giovani serbi rapiti si espiantavano reni,
fegati e cuori. I serbi servivano da frigoriferi viventi per gli
organi da espiantare.
La TV irachena ha di recente mandato in onda un servizio con un
sceicco che si vantava del suo nuovo cuore trapiantatogli in
Turchia. Lo sceicco disse sorridendo che gli dispiaceva una cosa
sola: il cuore era serbo.
DOVE SI VA?
Dove si va con la politica sterile e egoista di Bruxelles e
Washington? Una delle direzioni è certa e convalidata dalla carta
della Grande Albania distribuita dai secessionisti albanesi a
Bruxelles già nel 1972. Si vede chiaramente in quale direzione andrà
la "politica" di Tirana e di Pristina. Il lavoro non è ancora
finito. Per finirlo si provocheranno nuove guerre locali.
La grande Albania deve comprendere il sud della Serbia centrale
compreso Vranje fino a Nis, la ex capitale di Costantino il Grande,
il Montenegro compresa la capitale Podgorica fino a Danilovgrad, una
parte della Grecia e della Macedonia, compresa la capitale Skopje
(in questo momento la più grande città albanese del mondo, anche se
fuori dell'Albania, con oltre 400.000 abitanti albanesi).
FUTURO INSTABILE
I rapporti tra Belgrado e Washington saranno molto tesi anche in
futuro perché gli americani cercheranno di rinforzare la posizione
secessionista del Kosovo e Metohija, ma la Serbia non accetterà mai
una tale politica. Anche la dirigenza attuale serba, benché
“democratica”, è decisa a non rinunciare mai alla propria provincia.
Si potrebbe dire che abbia le stesse posizioni di Milosevic nel
1999. Allora, perché gli americani hanno abbattuto Milosevic per
portare gli attuali dirigenti al potere? Ovviamente Milosevic era
solo una scusa e un ostacolo alla loro penetrazione nei Balcani,
anche se qualche anno prima gli americano avevano proclamato
Slobodan Milosevic "garante della pace nei Balcani".
La stragrande parte dei serbi era e lo è sempre contro l'alleanza
con la NATO. Dopo quasi 20 anni di sanzioni, bombardamenti e
ricatti, la nazione è stanca delle false promesse di Bruxelles e di
Washington. Oggi vincerà chi avrà energia e cibo. I serbi hanno cibo
ed energia a sufficienza (il Kosovo "indipendente" anche ora
sopravvive con l'energia elettrica che arriva dalla Serbia).
I russi offrono alla Serbia, senza condizioni, l'energia e un
mercato vastissimo. Il contratto firmato recentemente tra la Russia
e la Serbia con la partecipazione dell'ENI italiana offre la
sicurezza energetica non solo alla Serbia, ma anche a tutta l'Europa
occidentale, l'Italia in particolare. Il gasdotto attraverserà la
Serbia.
L'America - di Bush o di Obama è lo stesso... - è contraria anche a
questo progetto perché così sta perdendo terreno nei confronti della
Russia. Putin va avanti a suon di energia e di cooperazioni
industriali e non a suon di bombe, inganni, minacce e ricatti.
Il nervosismo degli albanesi del Kosovo e Metohija sta crescendo
perché sono stati riconosciuti solo da 54 paesi (per lo più
insignificanti e sconosciuti sulla mappa geopolitica del mondo) su
circa 200, e soprattutto perché quei paesi sono stati pressati dagli
Usa a compiere tale passo. Questo "stato indipendente" del Kosovo e
Metohija crea una serie di problemi. Gli albanesi non possono
viaggiare all'estero se non con il passaporto serbo e perciò
continuano a venire a migliaia nella Serbia per chiedere i
passaporti. Non possono fare parte delle ONU, non possono giocare
neppure il calcio internazionale, non hanno accesso a moltissime
istituzioni importanti del mondo, ecc.
Senza l'accordo della Serbia, appoggiata dalla Russia nel Consiglio
di Sicurezza delle ONU, non potranno mai superare tale ostacolo. E
tale accordo non l'avranno mai.
Allora, l'Europa Unita dove va a finire?
Inoltre, Kosovo e Metohija è la Tortuga moderna dell'Europa:
prostituzione, tratta degli organi, droga e contrabbando delle
macchine, ecc.
L'economia non funziona. Tutte le fabbriche, termo centrali e
miniere dell'epoca di convivenza con i serbi, ora sono chiuse. I
loro mezzi di trasporto con i documenti del Kosovo "indipendente"
non possono attraversare né la Serbia né la Grecia per andare in
Europa. Sono diventati vittime di una politica di espansione globale
che non tiene nessun conto dei fabbisogni del popolo albanese. Non
sono stati costruiti ospedali nel Kosovo e Metohija, né scuole,
fabbriche, strade. Ma dopo il 2000 sono state costruite oltre 300
moschee prevalentemente con i mezzi dell'Arabia Saudita. La
provincia serba oggi è monoetnica con abitudini e usanze
tradizionali islamiche ancora medievali. Kosovo e Metohija ora non è
più una terra cristiana ma è una terra islamizzata grazie anche a
tanti capi politici europei che comunque non si vergognano ancora ad
entrare nelle chiese e basiliche e a baciare la mano al Papa.
Una situazione triste e senza sbocco. È sempre così quando un popolo
non è sovrano e quando non vuole vivere in pace con i vicini, come
quello del "popolo dell'aquila bicipite" simbolo della nazione
albanese in contrasto con il "popolo dell'aquila bicipite bianca",
simbolo della nazione serba. Anche questa differenza dice qualche
cosa a chi è intelligente.
Anche il fatto che l'unico grande eroe albanese "Skanderbeg" non era
affatto albanese. Era un serbo di una famiglia nobile serba. Non ha
mai scritto una lettera se non in cirillico serbo e non ha mai fatto
una firma se non in cirillico serbo. Così vuole i destino. La
nazioni albanese che ha un grande interesse di vivere in pace con il
vicino popolo serbo è diventata un cavallo di Troia a favore degli
interessi stranieri contrari sia agli interessi albanesi sia a
quelli serbi.
E la "Vecchia Signora", l’Europa, è cascata nella trappola balcanica
del Grande Fratello perché i burocrati di Bruxelles sono alienati
dalle loro nazioni e dal mondo reale, ma molto legati ai loro enormi
stipendi che hanno risucchiato dalle tasche dei cittadini che non
sanno come arrivare alla quarta settimana del mese. Ora ci saranno
tante castagne da estrarre dal fuoco, ma nella dirigenza europea non
ci sono più i politici come De Gaulle in grado di farlo. Ci sono
soltanto questi burocrati che vivono alle spalle dei cittadini
dell'Europa invece di fare un'Europa delle nazioni. Non c'è nessuno
tra questi burocrati sovrappagati e senza coglioni che ha coraggio
di dire al Grande Fratello che, se siamo fratelli, dobbiamo vivere
come fratelli o separarci, così che ognuno possa far ordine in casa
propria.
L'Europa è la più grande potenza economica, tecnologica, anche
militare del mondo in questo momento, ma sul piano politico è nulla.
Fino a quando sarà così, gli Usa potranno condizionarla e
destabilizzarla con la pentola balcanica a seconda dei loro
"interessi nazionali".
E dove sono gli interessi nazionali delle nazioni dell'Europa?
31/03/2009