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CULTURA
LA BANDE A’ BONNOT o LES ANARCHISTES .
Questo bellissimo film drammatico ‘’La banda Bonnòt ‘’ del 1968 porta la firma dell’allora esordiente regista PHILIPPE FOURASTIE’ , un francese della classe 1940 ,ex operatore cinematografico in ALGERIA , era stato assistente di GODARD e di CHABROL ,girando poi nel 1960 il film –documento ‘’Gli assassini non hanno scelta ‘’. Il lungometraggio dura circa 104 minuti , la sceneggiatura è di FOURASTIE’ ,REMO FORLANI ,PIERRE FABRE,JEAN PIERRE BEAURENANT ,fotografia di ALAIN LEVENT,montaggio di JACQUELINE THIE’DOT, vietato ai minori di 18 anni ,a colori ,è stato coprodotto dalla Francia e dall’Italia , con la partecipazione finanziaria di società quali la INTERMONDIA , la KINE’SIS di Silvio Battistini e della MEGA FILMS di Mario Sarago . Gli attori erano : BRUNO CREME’R ,che interpretava Jules Bonnot, JAQUES BREL ( attore convincente nella parte di Raymond la Scienza , rapinatore e filosofo ,ben vestito in giacca , gilè e cravattino libertario ) , ANNIE GIRARDOT ( Marie la Belga, compagna di OCTAVE GARNIER il poeta ), JEAN-PIERRE KALFON ( il giovanissimo ex studente malato di tubercolosi , che poi morirà in uno scontro a fuoco con la Gendarmerie ) , ANNE WIAZEMSKY , Platano , l’italiano Giuseppe Sorrentino ,Rirette ,la bella Judith Thollon ,amante di JULES.
La colonna sonora era di FRANCOIS RAUBER e del cantautore ,con la ‘’erre’’ morbida ,e musicista belga JACQUES BREL , nato a Schaerbeek nel 1929 e morto nel 1978 ,dopo essere stata la colonna portante dei cantanti – poeti maledetti francesi ,con la voce più dura e pura , corrispondente al malcontento di quegli anni ;e dopo aver interpretato,da attore ,insieme a LINO VENTURA , le parti di rapinatore incallito ,leale con gli amici e pronto al suicidio pur di non fare il delatore verso la Gendarmerie. BREL era figlio di un piccolo industriale che produceva cartoni e che non voleva amministrare la ditta paterna ,scriveva canzoni non ascoltate ,frequentava le associazioni di solidarietà dei cattolici , facendole ascoltare agli amici di volontariato ,poi nei cabaret di Bruxelles,infine la fortuna Parigi. L’utopica immaginazione al potere giovanile del 1968 , mentre gli eskimo verdi , facevano sentire eroi i giovani contestatori,che si picchiavano con la polizia ,credendo in un BREL immacolato ed al di sopra dei vili calcoli monetari ,nei rapporti contrattuali con le case discografiche. La trama si svolge in un atmosfera stile liberty e vede la BANDA BONNOT negli anni ’10 del 1900 monopolizzare le cronache interne dei quotidiani francesi , a causa delle innumerevoli rapine ed atti delittuosi di varia portata ,facendo così inserire il film nel filone maturato dei Gangsters Story . JULES BONNOT ,bel tenebroso , di origine piccolo borghese , un’operaio ,autista di Sir ARTHUR CONAN DOYLE ,creatore di Sherlock Holmes ,amante dell’automobile ( il primo ad usarla nelle rapine ) e dei motori ,era l’intellettuale d’azione del gruppo ,quello che poi sarebbe diventato l’operaio comunista torinese CAVALLERO , anche lui portato agli onori delle cronache dai quotidiani italiani,insieme a SANTE NOTARNICOLA e ROGOLETTO e poi dal film di CARLO LIZZANI :’’Banditi a Milano ‘’.
Bonnòt fu un geniale rapinatore anarchico ,divenuto poi capo sanguinario di una banda , che fece tremare i parigini e la Francia ,facendo scattare una feroce repressione antiproletaria .
La Banda Bonnòt occupò con le sue gesta le copertine di ‘’LE PETIT JOURNAL ‘’ fra il 1911 ed il 1912 , si formò nell’ambito dell’anarchismo parigino come gruppo di azione illegalista contro la società borghese e le loro pance grasse ,come maiali. Brividi di piacere nel far tabula rasa .
L’incoscienza , la forza delle immagini che conquista ,l’immatura incapacità di mettere una distanza storica e ideologica tra di esse e noi. Bonnòt era il partigiano della violenza ,che guidava il gruppo nei colpi a mano armata. Qualcuno dei personaggi della banda diceva che : ‘’Se fossimo almeno 10.000 rifaremmo la COMUNE Anarchica di Parigi, ma in cinque si fa quel che si può . ’’ Essi usarono , per primi , le automobili nelle rapine alle banche ,dando grossi grattacapi alla Suretè francese . Solo gli zuavi con la bandiera in testa furono mobilitati per mettere fine alle loro gesta ,che confermò il carattere di azione di guerra a delizia dei libertari . Bonnòt fu ucciso dalle Forze dell’Ordine e dalla Suretè del commissario vicecapo JOUIN mentre ,durante un assedio alla sua banda in una casa, combatteva coraggiosamente e lealmente sotto il piombo delle armi, gridando a squarcia gola :’’Viva l’Anarchia ‘’, per non cadere in mano alla giustizia borghese e tradire i compagni sopravvissuti , con forzate delazioni . In un quaderno a quadretti , prima di essere colpito a morte dalla Gendarmerie ,scrisse che aveva il diritto si vivere la felicità che non gli era stata concessa , per cui aveva rimpianti ma non rimorsi . Il suo era stato il sogno di una felicità rabbiosa da lungo tempo accarezzata che lo trasforma nel primo rapinatore ,in auto ,e nell’anarchico convinto di dover colpire la società borghese senza compromessi ,creando il caos ,facendo parlare la stampa col più rumore possibile ,rischiando il tutto per tutto .Un eroe tragico e romantico ,un sognatore ferito .
Un suo compagno si suicidò col cianuro , mentre i tre sopravvissuti furono arrestati , processati e condannati alla ghigliottina ,sul cui palco salirono con spavalderia . Un supposto loro complice, VICTOR KIBALTCHICHE,nato a Bruxelles nel 1890 ,figlio di esuli russi militanti del partito clandestino della Volontà del popolo ,a sedici anni aderì alle Giovani guardie socialiste ,entrando in conflitto con esse per la burocrazia maneggiona del partito .Si avvicinò al movimento libertario erede della sconfitta di RAVACHOL,VAILLANT ,CASERIO ,fino alla condanna a 4 anni di reclusione ,per detenzione di rivoltelle, sebbene avesse sempre sconsigliato l’intera banda Bonnòt dall’uso delle armi . Scrittore - intellettuale conosciuto e rigoroso , dapprima come anarchico ,poi convertitosi al comunismo leninista della Terza Internazionale nell’U.R.S.S. ,non iscritto al Partito Bolscevico, ma vicino a ZINOV’EV ed all’Opposizione di sinistra trotzkysta ,dopo la fine del periodo aulico ed aureo della Rivoluzione d’Ottobre sovietica ,incarcerato, con il nome di VICTOR SERGE , autore del saggio ‘’Memorie di un rivoluzionario ‘’,sfuggì alle persecuzioni staliniane ,esule litigò con TROTZKYI e fuggì in Messico . . Una storia che emoziona ,non annoia e non rilassa ,tesa e drammatica, in cui la dicotomia tra potere e giustizia , legge e giustizia,una storia basata sull’onestà intellettuale e sulla fede non religiosa ma come fiducia nelle possibilità dell’uomo di migliorare se stesso e il mondo . Bonnòt è la vittima angosciata della società,che ha la vita segnata dal destino e se ne rende conto. La chiave figurativa del film si rifà a ‘’ CASCO D’ORO ‘’del 1952 di JAQUES BECKER ( 1906 –1960 ) in una atmosfera liberty di gusto perfetto che coinvolge la recitazione . Il film decoroso , scrupoloso nella rievocazione dell’ epoca , onesto nella rappresentazione dei personaggi ,mostra languori di sceneggiatura ed inconsistenza dei personaggi femminili . In una scena del film mentre viene rapinata una villetta familiare ,si vede Bonnòt che entra nella camera da letto di una moglie fedifraga, nel momento di un suo amplesso col suo amante ,tutto si ferma e tace per lo spavento . Bonnòt scopre la donna notando la diversità del colore dei peli del pube con quello dei capelli biondi , denunciandone da ciò la sua manifesta infedeltà al marito ,come caratteriale della medesima . Gli anarchici non sono infedeli al proprio amore ,fino a che questi duri veramente ,e disapprovano l’infedeltà borghese , segno di frivolezza ,arroganza dei generi e secolarizzazione commerciale dei sentimenti più puri ,quali la lealtà e l’amore .
ANTONIO ROSSIELLO
16/03/2007