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IL SISTEMA MONETARIO
INTERNAZIONALE STRUMENTO DI OPPRESSIONE DEI POPOLI
di Dagoberto Husayn Bellucci, dir. resp. agenzia di stampa "Islam
Italia"
"Datemi la possibilità di emettere moneta ed io non mi occuperò più di
chi farà le leggi" (Mayer Amschel Rothschild)
L'ebreo è un parassita. Storicamente, idealmente, razzialmente e per
dovere "religioso" la storia del Giudaismo può rappresentarsi come un
grande "sacco" commesso ai danni degli altri popoli del pianeta.
L'ebreo è un usuraio. L'attitudine del Giudaismo è stata quella per
secoli di sfruttare, rapinare e sottomettere al potere del Grande
Capitale cosmopolita le società "goyim" (non ebraiche).
L'ebreo falsifica la storia a suo uso e consumo. Storicamente razza di
mercanti e predatori gli Ebrei hanno 'raccontato' alle masse deficienti
della società globale , omologata al pensiero unico neoliberista e
all'ideologia democratica dei diritti dell'uomo, la versione della
Storia che a loro faceva comodo 'spacciare' come verità innalzando a
dogma la menzogna olocaustica assieme al mito delle plurisecolari
persecuzioni e vessazioni subite in ogni dove e presso ogni Nazione.
L'ebreo è il nemico dell'Uomo.
L'economia è la scala che ha permesso all'Ebreo di arrampicarsi ai
massimi livelli del cosiddetto tessuto sociale. E' l'oro che ha
assicurato all'Ebreo la sua posizione privilegiata che , nell'arco di
pochi secoli (dall'avvento della Rivoluzione Francese alla Seconda
Guerra Mondiale) , è stata raggiunta mediante l'occupazione sistematica
dei gangli vitali della società "gentile": stampa, televisioni, radio,
attività commerciali e industriali, controllo delle reti di
distribuzione, occupazione dei posti dirigenti di Banche e Istituti di
Credito e , infine, l'accesso alla vita partitocratica e parlamentare.
Attualmente l'Ebreo controllo l'Occidente e l'Occidente si identifica
nella mentalità ebraica di sfruttamento sciacallesco delle risorse
naturali del cosiddetto Terzo Mondo.
Per comprendere la Globalizzazione è necessario conoscere lo sviluppo
storico dell'Usurocrazia Ebraica, le sue dinamiche di espansione nel
corso dei secoli e il suo potere ramificato e esteso nei quattro angoli
del pianeta.
L'opinione pubblica mondiale ha accettato come un dato di fatto
assolutamente normale l'istituzionalizzazione del cosiddetto "oro
carta".
E' evidente che il fenomeno monetario non è affatto sovrannaturale: "oro
carta" è il valore che viene indicato dalla Banca al monopolio che si è
creata dalla stampa della cartamoneta ovvero l'indiscusso sistema di
sfruttamento usurocratico grazie al quale le Istituzioni Bancarie si
sono appropriate del valore monetario convenzionale creato dal "mercato"
( il 'plusvalore' di marxista memoria ).
Una tale strategia di dominio si fonda sulla consapevolezza che il
valore non è mai una qualità della materia. Da questa consapevolezza
deriva l'assoluta certezza, genericamente accettata come una verità
dall'opinione pubblica, che a dare valore alla moneta non è la qualità
del materiale ma il fatto stesso che tutti i cittadini riconoscono nel
simbolo monetario, anche se di costo nullo, il relativo valore.
Se si provasse a orientare l'attenzione della convertibilità della carta
moneta in oro in realtà non si evidenzierebbe che un problema
inesistente allo scopo di conservare nella stessa opinione pubblica
l'illusione che la moneta sia una "fede di deposito".
L'uomo della strada deve così essere convinto di queste due certezze:
a) che esiste un limite obiettivo all'emissione della moneta nominale
(legato ovviamente alla riserva aurea);
b) che il conseguimento del simbolo monetario da parte della Banca di
Emissione (le Banche Centrali dalla Federal Reserve statunitense alla
B.C.E. Banca Centrale Europea rappresentano uno dei pilastri del Sistema
Monetario Internazionale) non possa essere gratuito - come invece è -
perchè apparentemente condizionato dalla produzione e disponibilità del
bene reale (oro).
E' dunque grazie al pretesto della riserva aurea che si vuole conservare
nell'opinione pubblica il riflesso condizionato dal vecchio sistema
monetario cioè dall'uso secolare delle monete merci che oramai è entrato
a pieno titolo nella preistoria dell'economia.
Una tale strategia è stata realizzata dall'Oligarchia Finanziaria
attraverso la diffusione di una disinformazione sistematica
relativamente al sistema monetario internazionale , disinformazione che
ha abilmente confuso i due concetti essenziali di valore creditizio e di
valore convenzionale.
Quando si parla di valore creditizio si intende il valore della
prestazione o della contro-prestazione del rapporto giuridico causa del
credito.
Quando invece si parla del valore convenzionale si intende un valore
diverso perchè causato esso stesso dalla convenzione.
Il valore convenzionale viene determinato dal fatto che ogni cittadino è
disposto a scambiare merci contro moneta in previsione di poter , a sua
volta, scambiare moneta contro merci.
E' la cosiddetta "convenzione del mercato" a dare un valore alla moneta
per il semplice fatto che tutti identificano nel valore del simbolo -
sostitutivo dell'oro o delle merci - un mezzo di scambio e di
transazione commerciale.
Sull'equivoco e sulla confusione che sono stati abilmente alimentati
dall'Usurocrazia Mondiale tra i due valori (creditizio e convenzionale)
si è realizzato un simbolo monetario che ha avuto apparentemente la
veste del titolo di credito al portatore ma, in sostanza, il valore di
un titolo convenzionale.
E' grazie a questo espediente che la sovranità monetaria conseguiva lo
scopo di modificare la tecnica monetaria tradizionale per appropriarsi
dei valori convenzionali (monetari) prodotti dal mercato.
Mentre infatti tradizionalmente il simbolo monetario veniva espresso in
merche che aveva quindi un costo di produzione (oro, argento ecc.) ,
poichè il valore non era mai una qualità della materia si è compreso che
, spostando la convenzione monetaria dal simbolo merce al simbolo di
costo nullo, la Banca - che appariva come debitrice - riusciva ad
appropriarsi del valore convenzionale monetario incorporato nel simbolo,
approfittando della "circostanza" affatto casuale che è prerogativa del
debitore l'emissione del titolo di credito e la conseguente proprietà.
E' grazie a questo espediente che la Banca è riuscita a trasformare un
debito apparente in un credito sostanziale nei confronti del mercato il
quale viene automaticamente indebitato dal controvalore che la stessa
Banca acquista (merci, servizi, debiti ecc.) al momento dell'emissione
della banconota.
La Banca emettendo a costo zero cartamoneta si appropria del valore
monetario espresso dal titolo ai danni dei cittadini.
La Banca riesce a trasformare un proprio debito apparente in un sistema
di arricchimento sostanziale attraverso una deliberata tecnica di
rovesciamento macroscopico contabile del quale nessuno oggigiorno si
scandalizza perchè pubblicamente accettato.
E' attraverso questo rovesciamento 'occulto' di contabilità che la Banca
si appropria di un valore che niente avrebbe a che vedere con il debito
o con il credito che, in ogni caso, dovrebbero estinguersi con il
pagamento.
Il valore della cartamoneta non dipende dal bene reale depositato in
Banca (dal valore aureo o controvalore) bensì dalla cosiddetta
"convenzione sociale" ovvero dal semplice meccanismo di "accettazione"
pubblica del titolo cartaceo.
Ora la collettività , sia detto per inciso, subisce questo ricatto
usurocratico senza batter ciglio proprio perchè la Banca ha effettuato
un rovesciamento contabile ingegnoso e criminale che indebita lo Stato.
Credere che il valore della moneta derivi dalla caratteristica di essere
"fede di deposito" di beni reali è demenziale se consideriamo che - dopo
la crisi del dollaro americano dei primi anni settanta - non esiste
alcuna riserva aurea delle monete circolanti.
Il parassitismo bancario internazionale che ha determinato questo
sistema internazionale di legalizzazione dell'usura ha stabilito che la
moneta deve avere la caratteristica di valore convenzionale perchè è
l'unità di misura del valore dei beni reali.
L'usurocrazia bancaria mondialista ha creato , mediante gli accordi
intercorsi tra le centrali capitaliste statunitensi e britanniche
nell'estate del 1944 a Bretton Woods, le premesse per uno sfruttamento
globale attraverso la costituzione della Banca Mondiale, del Fondo
Monetario Internazionale e , successivamente, del World Trade
Organization l'Organizzazione del Commercio Mondiale che fissa i
parametri commerciali dell'economia delle singole Nazioni.
E' arrivato il momento che l'opinione pubblica si renda conto che chi
crea il valore della moneta non è chi la stampa (cioè la Banca) ma chi
l'accetta come mezzo di scambio.
Chi invece si appropria del valore della moneta , alle spalle dei popoli
e degli Stati Nazionali, è la casta ebraica internazionale, i potentati
oligarchici della Finanza senza volto, i grandi trust industriali e le
Multinazionali al servizio del Sistema Mondiale di sfruttamento che
chiamiamo, da qualche anno a questa parte, con il nome di
Globalizzazione.
Non è possibile a nostro parere comprendere i nessi storici di
sfruttamento usurocratico del capitalismo internazionale senza
analizzare la realizzazione storica di questa strategia di sfruttamento
monetario.
Una strategia che deriva direttamente dalla fondamentale esperienza
vissuta dal popolo ebraico durante i quarant'anni di permanenza del
deserto del Sinai l'indomani della fuga dall'Egitto.
Gli Ebrei dopo aver saccheggiato le ricchezze del Faraone e del popolo
egiziano si rifugiarono in mezzo al deserto del Sinai così come
tramandato nei Libri Sacri dell'Antico Testamento.
Questo popolo si fermò quarant'anni in pieno deserto in un periodo
storico in cui l'economia era prevalentemente agricola. Per sopravvivere
al popolo "eletto" di Israele non restava che una sola alternativa:
spendere i tesori saccheggiati agli egiziani consumando così
definitivamente la ricchezza furtivamente acquisita.
Gli ebrei riuscirono a trovare un espediente per appropriarsi senza
costo alcuno dei beni prodotti dagli altri popoli.
E' storicamente provato che il popolo ebraico anziche comprare merci
mediante l'oro e l'argento trafugato furtivamente dai palazzi del
faraone riuscirono a introdurre nel mercato, come mezzi di pagamento, i
titoli rappresentativi dell'oro e dell'argento chiamati in ebraico mamrè
e terafim.
I mercanti stranieri erano ben soddisfatti di acquistare questi titoli
rappresentativi di oro e argento in luogo delle monete metalliche anche
perchè , usando i titoli rappresentativi, evitavano il rischio di essere
rapinati dai predoni durante i lunghi spostamenti da una città
all'altra.
Inoltre i titoli rappresentativi dell'oro e dell'argento erano
considerati dai mercanti dell'epoca come assolutamente affidabili in
quanto queste specie di "cambiali" ante-litteram , emesse da un
componente del popolo ebraico, venivano garantite dalla solidità della
collettività ebraica dispersa.
Non è altrimenti rappresentabile l'assoluta fiducia che venne riposta al
simbolo cartaceo (quasi fosse stato oro o argento) se non si considera
il poderoso influsso che ebbe sul popolo ebraico uno dei comandamenti
fondamentali della dottrina mosaica.
Mosè in effetti comanderà al popolo israelita l'obbligo del prestito
reciproco in caso di necessità e la remissione dei debiti ogni sette
anni in ricorrenza con il cosiddetto anno sabatico (Deuteronomio
15,1,11).
Nel rispetto collettivo di un simile comandamento era assolutamente
indifferente all'Ebreo di prestare o non prestare denaro al proprio
fratello perchè, avendo prestato denaro, ogni singolo rappresentante del
popolo d'Israele era nelle condizioni di pretendere a sua volta il
prestito da un altro ebreo.
Ed era altresì indifferente che nell'anno sabatico si avesse la
remissione dei debiti perchè - per quanto fosse alto l'ammontare dei
debiti estinti - si era sempre nelle condizioni di poterli riaccendere
all'inizio di ogni settennio.
Da questo comandamento mosaico derivò dunque la responsabilità solidale
di tutta la collettività ebraica a garanzia del pagamento del titolo di
credito emesso da uno dei suoi componenti a favore degli stranieri.
La certezza dell'adempimento divenne tale che, chia aveva in mano il
titolo di credito, ritenne più comodo trattenerlo presso di se piuttosto
che presentarlo all'incasso modificando così la natura creditizia del
titolo rappresentativo per assumere, de facto, quella di valore
convenzionale monetario.
Infatti il valore che originariamente era previsto come conseguibile
alla scadenza del credito ovvero alla presentazione all'incasso, divenne
un valore conseguito immediatamente attraverso il semplice possesso del
documento per la certezza del diritto nata dalla fiducia e dalla
esperienza mercantile.
Nella pratica mercantile ebraica il documento monetario emesso da un
componente del popolo d'Israele acquistò immediatamente un valore
equivalente o addirittura superiore a quello dell'oro.
Un rovesciamento di valori che si sarebbe successivamente ramificato
attraverso le comunità della diaspora disperse nel mondo e , secoli più
tardi, con i primi banchi di pegni cristiani (ricordiamo la funzione
storica svolta dai Lombardi nel XII° secolo, quella dei Veneziani
qualche secolo più tardi e infine quella dei protestanti che, a partire
dal XVII°, conseguirono l'ufficializzazione dell'usurocrazia
"cristiana").
Saranno le Banche che, a partire dal periodo altomedioevale,
finanzieranno le spedizioni militari (a Venezia vennero create in
proposito le Maone sorta di Istituti di Credito che finanziavano
commerci e affari della Serenissima) , i Papi e i Sovrani che -
irrimediabilmente - si ritroveranno indebitati subendo il ricatto degli
strozzini ebrei.
La fondazione della Banca d'Inghilterra alla fine del XVII° secolo e le
vicende politiche e sociali determinate dal movimento illuminista (con
l'avvento della classe dei mercanti - i Borghesi - alla guida delle
Nazioni) e dalle rivoluzioni francesi e americana (con le note
dichiarazioni per i diritti degli uomini) apriranno la strada
all'instaurazione di una Dittatura Giudaica su scala planetaria.
Dittatura per sua natura fondata sul controllo dell'Oro e sullo
sfruttamento del lavoro altrui, dell'altrui risorse naturali e delle
altrui conquiste tecnologiche, scientifiche e militari.
L'Internazionale Ebraica scatenerà la sua vendetta contro le Nazioni
goyim che cercheranno di opporsi alla corsa al dominio planetario del
"Serpente Simbolico" (Sergheij Nilus - dall'introduzione ai "Protocolli
dei Savi di Sion").
L'Ebreo resta dunque il nemico dei popoli perchè, in ultima analisi, per
dirla con Sergio Quinzio , profondo conoscitore dell'anima ebraica, :
"Il pensiero ebraico , rifiutando qualunque fondamento nel Logos di uno
stabile garantito ordine cosmico, storicizza (...) la realtà (...)
Contro il sacrale o metafisico postulato che il significato stia oltre
le cose , nell'eterno, (...) ebraicamente (...) 'non si può conoscere in
modo indipendente dal tempo.' (...)... le miswot , i precetti della
legge (...) che l'ebreo è tenuto ad osservare, riguardano in grandissima
parte le funzioni del corpo: lo spazio in cui l'ebraismo inserisce la
sua concezione del sacro è "fondamentalmente materiale"... " (1)
Il Materialismo è il fondamento che muove, su qualsiasi piano (storico,
politico, sociale, economico o religioso) la prassi parassitaria del
Giudaismo cosmopolita.
'Iniziamo' almeno a 'capire' l'abc del sistema monetario mondialista -
strumento di dominio giudaico - e 'dopo' si potrà analizzare la prassi
usuraia di sfruttamento dei Giudei rispetto alle Nazioni "gentili".
Note -
1) Sergio Quinzio - "Le radici ebraiche del moderno" - ediz. Adelphi ,
Milano 1990
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