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         Riprendiamoci la scala mobile

 

 

Le Rappresentanze Sindacali di Base hanno lanciato una iniziativa sociale a tutto campo,per tutelare il lavoratori: il recupero del meccanismo automatico di adeguamento dei salari,meglio noto come “ scala mobile”. RdB è promotore di un comitato nazionale per una “ nuova scala mobile”, che s’impegnerà nella raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, che preveda l’introduzione di uno strumento che possa garantire adeguamenti salariali reali e non legati all’indice dell’inflazione programmata, così come avviene ora in base agli scellerati accordi del luglio 1993,che videro governo e Triplice sindacale coalizzarsi contro i lavoratori. Gli stipendi negli ultimi 13 anni sono stati progressivamente erosi ed hanno perso potere d’acquisto su un costo della vita che ha invece registrato continue impennate, fino ad arrivare ad un raddoppio dei prezzi al consumo, seguita all’introduzione dell’euro. E’ certo che il rapporto tra lira ed euro e di 1 euro=1000lire, contro il cambio ufficiale che è di 1 euro= 1927,26 lire.

Le famiglie italiane sono sempre maggiormente indebitate, ricorrendo anche ad una rateizzazione della spesa quotidiana,mentre i contratti vengono rinnovati sempre con maggior ritardo , creando le premesse per molto famiglie di entrare in quella che comunemente si suole definire “ soglia di povertà”.Una  iniziativa questa delle RdB degne di essere sostenuta perché è forse una delle poche , vere iniziative sindacali controcorrente di questi ultimi anni, contraddistinte dal totale appiattimento su forme di “revindicazione difensive”.

Ora al governo c’è il centro sinistra e subito si è capito che aria tirerà per i lavoratori,la stessa che c’era quando al governo vi era il centro destra di Berlusconi: lacrime e sangue, precarietà, moderazione salariale, e una politica economica uniformata ai dettami del FMI. La nomina del “vampiro ultraliberista” Padoa Schioppa all’economia la dice lunga sulle intenzioni del governo Prodi, con buona pace delle anime belle di Rifondazione comunista.

 

IN BREVE: Il protocollo del 3 luglio  1993 sulla Politica dei Redditi e dell’Occupazione.

Fu firmato il 22 luglio dai rapprsentanti di Cgil-Cisl e Uil , che allora erano Trentin, D’Antoni e Larizza. Sancì che i nuovi assetti contrattuali , di durata quadriennale per la parte normativa e biennale per quella salariale, fossero agganciati al “Tasso d’Inflazione Programmata”, assunto come obiettivo comune tra le parti; ulteriori punti di riferimento dovevano essere in sede di rinnovo la comparazione tra l’inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio.

Come è facile intuire  dietro la voce “inflazione programmata “ si celava la colossale truffa ai danni dei lavoratori italiani, che hanno visto anno dopo anno i propri stipendi perdere valore, senza che il nuovo meccanismo voluto dal padronato, sindacati gialli e governo di allora, potesse in qualche modo essere un idoneo strumento di tutela salariale. Presidente del Consiglio era nel 1993 l’uomo di Bankitalia “Carlo Azeglio Ciampi”, succeduto ad Amato, ed al Lavoro, invece,  Gino Giugni, padre dello “Statuto dei Lavoratori”.

 

 

  1984: attacco alla scala mobile e approvazione legge 863 che estende mansioni di applicazione del part-time e introduceva i contratti di formazione e “solidarietà”.
-  1986 :legge 56: estende a tutti i settori produttivi il contratto a termine. legge 146/90: attacco al diritto di sciopero, preavviso di due settimane, estese le attività considerate di pubblica utilità.
-  1991: legge 223: mobilità che ha permesso uso massiccio di esternalizzazioni
-  1993:
accordi di luglio tra CGIL-CISL-UIL e governo Ciampi. Contrattazione legata ad inflazione programmata, nessuna possibilità di redistribuzione produttiva.

Dopo il 1993 sfondamento sul terreno  dei contratti atipici.
-  1994: Viene estesa la possibilità di ricorrere a mobilità, contratti di formazione lavoro, apprendistato.
-  1997:
pacchetto Treu, che introduce il lavoro interinale e privatizza in pratica il collocamento
-  Legge 30 che introduce borse dell’impiego,job sharing, certificazione, somministrazione lavoro, lavoro a chiamata e tutto quanto possa rendere il lavoro di fatto precario.

Come si noterà la gran parte di questi provvedimenti sono stati varati con governi di centrosinistra.

                                                                             Federico Dal Cortivo

 

Nella foto: Gino Giugni

 

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Ultimo aggiornamento: domenica 25 giugno 2006