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Riprendiamoci la scala mobile
Le Rappresentanze
Sindacali di Base hanno lanciato una iniziativa sociale a tutto
campo,per tutelare il lavoratori: il recupero del meccanismo automatico
di adeguamento dei salari,meglio noto come “ scala mobile”. RdB è
promotore di un comitato nazionale per una “ nuova scala mobile”,
che s’impegnerà nella raccolta di firme per una proposta di legge di
iniziativa popolare, che preveda l’introduzione di uno strumento che
possa garantire adeguamenti salariali reali e
Le famiglie italiane sono sempre maggiormente indebitate, ricorrendo anche ad una rateizzazione della spesa quotidiana,mentre i contratti vengono rinnovati sempre con maggior ritardo , creando le premesse per molto famiglie di entrare in quella che comunemente si suole definire “ soglia di povertà”.Una iniziativa questa delle RdB degne di essere sostenuta perché è forse una delle poche , vere iniziative sindacali controcorrente di questi ultimi anni, contraddistinte dal totale appiattimento su forme di “revindicazione difensive”. Ora al governo c’è il centro sinistra e subito si è capito che aria tirerà per i lavoratori,la stessa che c’era quando al governo vi era il centro destra di Berlusconi: lacrime e sangue, precarietà, moderazione salariale, e una politica economica uniformata ai dettami del FMI. La nomina del “vampiro ultraliberista” Padoa Schioppa all’economia la dice lunga sulle intenzioni del governo Prodi, con buona pace delle anime belle di Rifondazione comunista.
IN BREVE: Il protocollo del 3 luglio 1993 sulla Politica dei Redditi e dell’Occupazione. Fu firmato il 22 luglio dai rapprsentanti di Cgil-Cisl e Uil , che allora erano Trentin, D’Antoni e Larizza. Sancì che i nuovi assetti contrattuali , di durata quadriennale per la parte normativa e biennale per quella salariale, fossero agganciati al “Tasso d’Inflazione Programmata”, assunto come obiettivo comune tra le parti; ulteriori punti di riferimento dovevano essere in sede di rinnovo la comparazione tra l’inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio. Come è facile intuire dietro la voce “inflazione programmata “ si celava la colossale truffa ai danni dei lavoratori italiani, che hanno visto anno dopo anno i propri stipendi perdere valore, senza che il nuovo meccanismo voluto dal padronato, sindacati gialli e governo di allora, potesse in qualche modo essere un idoneo strumento di tutela salariale. Presidente del Consiglio era nel 1993 l’uomo di Bankitalia “Carlo Azeglio Ciampi”, succeduto ad Amato, ed al Lavoro, invece, Gino Giugni, padre dello “Statuto dei Lavoratori”.
1984: attacco alla scala mobile e approvazione legge 863 che
estende mansioni di applicazione del part-time e introduceva i contratti
di formazione e “solidarietà”.
Dopo il 1993 sfondamento sul terreno dei contratti
atipici.
Come si noterà la gran parte di questi provvedimenti sono stati varati con governi di centrosinistra. Federico Dal Cortivo
Nella foto: Gino Giugni
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Ultimo aggiornamento: domenica 25 giugno 2006