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Avvicendamento ai vertici della Cisl

Sabrina Lauricella

Via libera al previsto avvicendamento ai vertici della Cisl. Dopo le dimissioni di Savino Pezzotta, la Confederazione sindacale ha eletto con il 90% dei consensi il nuovo segretario generale, Raffaele Bonanni (nella foto), che sarà accompagnato in qualità di vice da Pierpaolo Baretta.
Ma la nuova era Bonanni si preannuncia difficile per i lavoratori. Contrariamente al suo predecessore, il nuovo numero uno della Cisl non mira alla cancellazione della discutibile legge 30 e sull’argomento non lesina immediatamente attacchi al suo omologo della Cgil, Guglielmo Epifani. “La Cgil è partita con il piede sbagliato: - ha tuonato ieri nel suo discorso di investitura - dalla cancellazione della legge Biagi, per non parlare della chiusura sulla riforma contrattuale e della regolazione legislativa della rappresentanza”. Per Bonanni, insomma, “il segretario generale della Cgil, mentre si propone come il custode di Prodi, rischia di essere la pietra al collo che lo fa affogare”. Con i suoi 221 voti favorevoli su 243, la nuova guida del sindacato ha subito indicato a gli interessati obiettivi e ricette che si prefigge. Dal governo a Montezemolo, al collega della Cgil. La parola chiave della sua guida sarà ‘concertazione’, con un sindacato che pretende di essere il fulcro degli accordi con il nuovo esecutivo e con le associazioni datoriali. E se per lo più sono arrivate parole di apprezzamento, più o meno formali, a sollevare qualche dubbio sulle sue intenzioni ci ha pensato solo Federmeccanica. “Li aspetteremo alla prova dei fatti” - ha dichiarato il presidente Massimo Calearo, - “Non bastano parole, ci vogliono atti concreti. Servono nuove relazioni industriali che non siano una liturgia, che poggino su fatti e non su proclami”, ha aggiunto, puntando l’attenzione sul futuro delle imprese piccole e sul futuro del Paese, di cui, per Calearo, fa parte proprio quella legge 30. “Noi andremo avanti per la nostra strada”, ha avvertito.
Chiare le richieste al nuovo esecutivo che, sottolinea Bonanni, si muove in una clima di “precarietà” nell’ambito del quadro politico uscito dalle consultazioni: concertazione, politica dei redditi condivisa volta al rafforzamento dell’equità fiscale e sostegno alla famiglia e agli anziani. “Al nuovo governo chiediamo di assumere da subito una politica di concertazione con le forze sociali, forte negli obiettivi da condividere e nelle responsabilità da assumere ciascuno nella propria autonomia, per mobilitare tutte le energie sulla complessa e difficile situazione economica e sociale del Paese”. Altrettanto chiaro l’obiettivo: accanto ad una Cgil che in parte sembra condividere il programma dell’Unione e contemporaneamente pone paletti sul fronte occupazionale, il neoleader della Cisl si candida a interlocutore privilegiato di Prodi, con una concertazione si concretizza in un’intesa su alcuni temi condivisi e prioritari, individuando le misure, i tempi, le modalità di verifica e “i termini di scambio”, per raggiungere obiettivi positivi per il Paese e i lavoratori “con il contributo autonomo e responsabile di tutti”. Tra gli obiettivi prioritari, “tutela di salari e pensioni”, una condivisa politica dei redditi, del tasso programmato d’inflazione, l’equità fiscale, il governo di prezzi e tariffe e le tutele sociali, a cui va aggiunto “un sistema di ammortizzatori sociali attivi per i lavori flessibili e una rivalutazione negoziata delle pensioni” nonché i fondi integrativi per il futuro previdenziale di quei giovani che, a ben vedere, si giocano il domani proprio sulla legge 30 che Bonanni accetterà in cambio del rafforzamento del ruolo del suo sindacato.
Non diverse le richieste a Montezemolo: “i rapporti con le associazioni imprenditoriali devono essere ricondotti prioritariamente sul terreno sindacale della contrattazione, dove ognuno mette la sua parte nello scambio negoziale”. Tra le questioni da affrontare subito, “la riforma del modello contrattuale e il miglioramento e il completamento della legge 30” e il nuovo disegno di relazioni sindacali che, per Bonanni, prevedano un ampliamento “del controllo sociale dei lavoratori e del sindacato su tutti i fattori del lavoro, ad iniziare da produttività, salario e scelte complessive del sistema produttivo”.

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Ultimo aggiornamento: domenica 30 aprile 2006