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ECONOMIA 2006
Banche centrali: usura globalizzata
Vittoriano Peyrani
Le banche
centrali, come la Banca d’Italia e la Banca Europea sono istituti che hanno
la funzione dell’emissione del denaro, ovverosia hanno la delega dello Stato
a stampare biglietti di banca ed a coniare monete metalliche.
Tali banche, contrariamente a quello che tutti credono, non sono un organo
dello Stato, controllato dal popolo attraverso i parlamenti, ma sono società
private, indipendenti, strettamente collegate fra di loro.
Gli azionisti di tali enti nazionali di emissione sono infatti i più
importanti istituti di credito privati e assicurazioni: nel caso della Banca
d’Italia, sono la Banca Intesa S.p.a., Unicredito Italiano S.p.a., San Paolo
IMI S.p.a., Banco di Sicilia S.p.a., Assicurazioni Generali ed altri ancora
La situazione non è stata sempre questa poiché le principali banche, dette
di Prevalente Interesse Nazionale, sono state le azioniste di maggioranza
della Banca d’Italia, fino a qualche decennio fa, ma esse erano “irizzate”,
cioè sotto il controllo statale dell’I.R.I., l’Istituto per la Ricostruzione
Industriale. Tale istituto era stato creato con successo dal fascismo allo
scopo di nazionalizzare molte primarie industrie italiane per evitarne il
fallimento per la crisi economica internazionale del 1930 e per attenuare le
gravi ripercussioni per la nostra economia soprattutto sul piano
occupazionale. La Banca d’Italia era quindi in pratica, sia pure
indirettamente, sotto il controllo del governo.
Ma con la privatizzazione delle banche di Preminente Interesse Nazionale, in
effetti è stata privatizzata anche la Banca d’Italia. E di conseguenza è
venuta meno la funzione di controllo che essa deve esercitare sul
comportamento delle banche ormai tutte private del paese, poiché queste sono
i suoi proprietari. Ecco spiegati i motivi per cui sono potute avvenire
grandi truffe verso i risparmiatori come il fallimento della Cirio e della
Parmalat e come l’insolvenza dei bond argentini il cui acquisto veniva
consigliato agli sportelli. La Banca d’Italia, che ha la funzione di
emissione e controllo, non ha potuto quindi contrastare il volere dei propri
padroni ed evitare che i risparmiatori, non avvisati del pericolo, fossero
spinti ad acquistare titoli spazzatura. Gli istituti di credito se ne sono
quindi liberati all’ultimo momento, dopo aver lucrato per anni i fortissimi
interessi.
Per la Germania le cose andarono un poco diversamente perché quando il
nazionalsocialismo vinse le elezioni e poté andare al potere, nazionalizzò
la Banca Centrale ed emise in proprio la moneta necessaria allo sviluppo del
paese.
Liberata dal peso degli enormi interessi che venivano pagati agli azionisti
della Banca Centrale, l’economia fece un prodigioso balzo in avanti e nel
giro di qualche anno, dal 1933 al 1938, il paese, da disastrato che era,
divenne molto florido. Si riassorbirono quattordici milioni di disoccupati e
si mise mano alla realizzazione di investimenti per grandiosi progetti. Per
citarne solo alcuni fu costruita una rete autostradale modernissima che
copriva tutta la nazione, si vararono industrie di ogni genere, si
introdusse uno stato sociale avanzatissimo mai esistito prima, si
intrapresero studi e realizzazioni tecniche all’avanguardia nel mondo per
quei tempi. Non secondario, fra questi progetti fu quello grandioso attuato
per la produzione di benzine sintetiche a partire dal carbone di cui la
Germania era molto ricca, che diede al paese la possibilità di svincolarsi
dal ricatto petrolifero della grande finanza internazionale, sempre nemica
di tutti i popoli indipendenti. Si svincolò così anche da un fortissimo
esborso di grave pregiudizio addirittura per la sua stessa sovranità. Si
ricorda anche che, con la realizzazione della Volkswagen (in tedesco: auto
del popolo), si voleva dare un’automobile ad ogni famiglia. L’operazione
iniziò e sarebbe stata realizzata se la Germania non fosse stata schiacciata
dalla guerra dichiaratale da Francia ed Inghilterra con falsi pretesti.
guerra che, anche se vinta, avrebbe portato alla declassazione di questi due
paesi a potenze di secondo rango.
Con quanto sopra credo si sia dimostrato che a dare valore alla moneta non è
qualcuno o qualcosa di esterno ai cittadini e allo stato, o depositi aurei,
ma il lavoro e la volontà libera delle persone e di chi le governa.
A questo punto, per chiarire meglio i concetti sopra esposti, è necessario
fare alcune considerazioni circa l’importanza della sovranità monetaria e
sul potere che viene concesso con la rinuncia alla emissione di moneta da
parte degli Stati.
La concessione alla Banca Centrale Europea. di stampare biglietti di banca
porta come conseguenza che questa si rende praticamente proprietaria del
denaro e che lo cede con interessi e in cambio di titoli di credito
commerciabili. Con il ricevimento di detti titoli in cambio di quei pezzi di
carta che sono i biglietti di banca, non garantiti, come un tempo, dall’oro
depositato, né da altri beni mobili o immobili, le banche possono poi
acquistare, ogni tipo di beni con denaro creato dal nulla. Questo pesa come
una cappa di piombo sull’economia di tutte le nazioni ed è la causa vera del
fatto che si vive in un continuo stato di crisi valutarie per pagare gli
interessi dell’emissione del denaro e del cosiddetto debito pubblico
Quest’ultimo continua a crescere poiché la cosa, in fondo, fa comodo alla
finanza internazionale.
Infatti il debito, prima coperto dai B.O.T., che una volta venivano
acquistati dalle famiglie italiane e che lasciavano nel paese la ricchezza,
oggi va ad ingigantire una speculazione internazionale che cerca di
indebitare famiglie e stati in tutti i modi, anche con pazzesche forme di
vendite a rate. I parlamenti e i governi si fanno mezzani di tale infamia
contribuendovi, anzi, con leggi e regolamenti.
L’evoluzione delle tecniche produttive e la conseguente disponibilità di
materie prime e di manufatti a prezzi sempre più bassi, avrebbe dovuto
portare ad un tranquillità economica generale e alla serenità per tutte le
persone ma questo non è avvenuto, anzi le persone sono costrette sempre più
ad indebitarsi per esigenze primarie di sopravvivenza o vengono spinte ad
indebitarsi per avere a disposizione oggetti consumistici di cui la
pubblicità ha creato un falso bisogno.
Il debito artificioso è dunque il castello di carta e la forma di usura
sulla quale si basa un dominio internazionale pericolosissimo per la sua
voracità inestinguibile e progressiva che provoca crescente miseria e
perdita totale della libertà delle persone, dei popoli e degli Stati.
Provoca inoltre anche guerre ed atrocità di ogni genere.
E’ molto difficile che un potere parassitario di questo tipo, nel suo
anonimato, possa darsi dei limiti di tipo morale o semplicemente pratici
prima della distruzione totale delle proprie vittime. E questo è riprovato
dall’insaziabile e continuo aumento delle privatizzazioni, cioè di veri e
propri espropri di beni e attività appartenenti agli stati, ovvero ai
cittadini. L’usurocrazia internazionale si impadronisce delle migliori
aziende statali con denaro artificioso, a prezzi di svendita, complici
politici ignoranti, corrotti o, quantomeno, conniventi.
Inoltre la globalizzazione generale, l’ultimo tabù nemmeno discutibile dei
media, che è basata sul cosiddetto libero mercato e su un dollaro che viene
stampato in grandissime quantità senza garanzia alcuna, introduce. per la
sua stessa struttura. una concorrenza senza limiti morali o sociali. Essa
costringe a comprimere il costo del lavoro nei paesi socialmente più
avanzati distruggendo ogni forma di stato sociale. Mette quindi in grave
pericolo in Italia pensioni, trattamento di fine rapporto, sanità,
assistenza, scuole pubbliche perché, queste spese vanno ad aumentare il
costo generale del lavoro. Esso è già elevatissimo se paragonato ai costi
del terzo mondo, quindi per non uscire dal mercato. si devono abbassare
ulteriormente le retribuzioni verso il livello di quelle del terzo mondo.
Questo è l’effetto perverso della globalizzazione che è esaltata come una
grande conquista: essa tuttavia non è in alcun modo vantaggiosa per i popoli
ma solo per i potentati finanziari.
La B.C.E., secondo quanto stabilito nel trattato di Maastricht, è
indipendente dal potere politico e può decidere, in via riservata e senza
che si possa intervenire in alcun modo, il tasso di sconto (l’interesse che
lo stato e le banche commerciali pagano per ottenere il credito dalla Banca
Centrale) e il livello della massa monetaria circolante. Può provocare, in
altre parole, inflazione o stagnazione secondo il proprio incontrollabile
volere ed i propri interessi senza che i suoi organi possano essere chiamati
a giustificare davanti agli stati, ai parlamenti, al pubblico la propria
responsabilità sulle decisioni prese e sulle motivazioni di queste.
Quindi i governi affidano il denaro del proprio popolo a banche private
senza possibilità di controllo e pagano interessi per l’emissione e per il
debito pubblico a banche private sulla cui rapacità può giudicare chiunque
abbia un conto corrente bancario. Si faccia attenzione, a questo proposito,
a quanto viene trattenuto per scoperti, per commissioni e servizi senza che
si possa avere alcuna voce nella stipulazione di contratti decisi in modo
completamente unilaterale a nostro danno.
Ma vediamo che cosa si afferma nel libro di Marco della Luna e Antonio
Miclavez dal titolo Euroschiavi, e dai sottotitoli: “La banca d’Italia”, “La
grande frode del debito pubblico”, “Chi si arricchisce davvero con le nostre
tasse” edito nel 2005 da “Arianna Editrice”. Di questo libro consiglio una
attenta lettura. A pagina 76 trattando il problema della proprietà del
denaro si legge:
“La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro eppure si comporta
come se fosse proprietaria del medesimo e quindi lo cede, ad interesse, allo
stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato.
Questo fatto è paradossale. E’ come se il tipografo incaricato dalla società
calcistica organizzatrice di una partita, di stampare 30.000 biglietti di
ingresso per lo spettacolo, con il prezzo di Euro 20 stampato, chiedesse
come compenso per il lavoro di stampa 600.000 euro in base al fatto che i
biglietti che ha prodotto valgono tale cifra.”
Il paragone chiarisce molto bene la situazione monetaria degli stati
democratici in via di globalizzazione totale.
Concludendo, gli scioperi contro il padronato, le richieste di aumenti
salariali, il problema della povertà in casa nostra o nel mondo, le
richieste di investimenti per la sanità o per le aggiunte di famiglie sono
tutti problemi a valle del grande problema del signoraggio della moneta che
assorbe enormi capitali privandone del godimento i popoli. Le astronomiche
cifre sottratte sono infatti rapinate dal potere bancario internazionale,
esercitato, si badi bene, da personaggi che nessuno elegge o controlla. Come
si concilia tutto ciò con la democrazia? La democrazia avvantaggia i popoli
o i potentati economici che in effetti la sostengono non badando a spese?
Questo potere perverso e crudele, si è dimostrato capace di ogni
scelleratezza verso le persone, i popoli l’ambiente. Effettua guerre,
bombardamenti sui civili, lancio di atomiche o di uranio impoverito,
distruzione dell’ambiente pur di aumentare il proprio dominio all’infinito
con la facile previsione finale della distruzione del nostro pianeta. Ma
questo i sindacati ed i politici non lo sanno o forse non lo vogliono
sapere.
03/12/2006