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ECONOMIA 2006
GdF-Suez: via libera del Senato alla privatizzazione
Via libera da
parte del Senato francese alla fusione fra i giganti energetici francesi GdF
e Suez. È stato infatti approvato nella l’articolo 10 del progetto di legge
sull’energia che prevede la privatizzazione dell’operatore statale del gas
GdF. Con 173 favorevoli contro 145 contrari, si archiviano le difficoltà
transalpine sui preparativi di fusione fra le due imprese energetiche.
Dopo più di un mese d’intenso dibattito al Parlamento e al Senato, GdF si
avvia infine verso la privatizzazione. Dopo aver superato il muro dei 130
mila emendamenti presentati all’Assemblée Nationale contrari
all’approvazione del progetto, un record per la Repubblica francese, si è
superato anche l’esame del Senato.
Con il progetto di legge, approvato dai deputati delle due Camere francesi,
il governo di Parigi intende attuare una semi-privatizzazione del colosso
pubblico transalpino del gas nell’ottica di una fusione tutta francese con
la società energetica Suez. Un’operazione dolorosa considerata la difesa del
patrimonio dello Stato, ma imposta come condizione imprescindibile dalla
Commissione europea per mandare avanti la fusione transalpina.
L’articolo 10 del progetto di legge, modifica infatti la legge dell’agosto
del 2004 che impedisce allo Stato francese di scendere dall’attuale
controllo dell’80% della società energetica sotto la soglia del 70%.
Nell’ambito del progetto di fusione tra Gaz de France e Suez, lo Stato
manterrà comunque una quota di circa il 34% nel capitale sociale del nuovo
gruppo. Inoltre, insieme al contributo dei lavoratori azionisti, il nocciolo
‘anti-opa’ sarà portato al 40% del capitale. Azioni come le golden share,
ovvero le azioni privilegiate di controllo per lo Stato, permetteranno
un’ulteriore fortificazione del nuovo gruppo nascente, che sarà inoltre
capitalizzato a 65 miliardi di euro, altro deterrente per un opa. Lo Stato
francese, nonostante sia obbligato a fare un’operazione non molto strategica
e sicuramente molto impopolare in Francia, ha sicuramente preso tutte le
precauzioni per far sì che il nuovo colosso energetico non cada in mani
straniere.
Dopo aver approvato l’articolo 10 della legge a settembre e l’insieme del
pacchetto energetico ad inizio ottobre, il progetto legge aspetta ora il
definitivo via libera del Senato, condizione ‘sine qua non’ al via libera
della fusione tra Gaz de France e Suez imposta dalle autorità europee. Per
avere un verdetto sicuro della Commissione europea, ed il definitivo via
libera alla concentrazione delle due aziende bisognerà però attendere il 24
novembre, data in cui si saranno potute studiare al meglio le carte in
tavola dell’operazione.
29/10/2006